Teatro all’aperto davanti al Circolo Bastione, due mercoledì-spettacolo con il Gat

Mercoledì 1 e 8 settembre davanti al Circolo Bastione (via Verdi) si svolgeranno due eventi teatrali all’insegna della comicità e della riscoperta delle proprie radici.

Teatro all’aperto davanti al Circolo Bastione, due mercoledì-spettacolo con il Gat
Eventi Val d'Elsa, 27 Agosto 2021 ore 11:29

“Dopo tanto patire, ora si ride”. Con quattro “farse” teatrali prenderà il via mercoledì 1 settembre (ore 21.30) “Bastione teatro”, mini rassegna all’aperto sperimentata lo scorso anno con uno spettacolo e che quest’anno raddoppia (due spettacoli anziché uno). Organizzata dal Circolo Arci “Il Bastione” (via Verdi) in collaborazione con l’associazione culturale teatrale GAT, il primo evento in programma si intitola appunto “Dopo tanto patire, ora si ride”, quattro farse estrapolate dalle produzioni del Gat che erano state sospese durante il periodo della pandemia, e che invitano per una sera – come ricorda il direttore artistico, Nicola Pannocchi - a “dimenticare il passato, per guardare avanti”.

La prima di queste farse è “La sposa e la cavalla”, una produzione ispirata dal teatro classico francese interpretata da Alessio Burchi, Lisa Vasconi, Romina Cerrone, Duccio Corbinelli, per la regia di Nicola Pannocchi ed Enrica Fioravanti. A seguire, la traduzione da una farsa di Gilberto Govi: “Un lavoro particolare”, interpretato da Nicola Pannocchi, Enrica Fioravanti, Paolo Bigazzi, Laura Salvadori, Francesco Gallo. In un susseguirsi di gag esilaranti andranno poi in scena due “farse” di Stefano Benni: “La Topastra”, con Francesca Giannì (musiche Gian Maria Testa) e “Scherlock Barman”, con Rachele Pannocchi e Tosca Pannocchi.

Mercoledì 8 settembre il Gat tornerà di nuovo sulla scena con “Radici”, uno spettacolo ispirato dall’amore per la propria terra. Interpretato da Nicola Pannocchi ed Enrica Fioravanti (musiche Duccio Corbinelli), lo spettacolo si sviluppa intorno a detti popolari e tradizioni toscane in cui chiunque, nato in questa regione, potrà ritrovarsi.

Come si legge in una nota della compagnia “amare il posto in cui si è nati è apprezzare ciò che si è; è far emergere e valorizzare la bellezza del proprio territorio; è dare voce alla voglia di cultura, di curiosità, di meraviglia che si possiede; rivelare al mondo intero la vera essenza di sé stessi, delle proprie tradizioni, del proprio modo di essere, della propria stessa vita”. Anche perché - come diceva Jules Renard - “Il mio paese è là dove passano le nuvole più belle”.

Ingresso 8 euro e prenotazione obbligatoria (info e prenotazioni 335.7438358, 347.3152952)