Storie di calcio

Montespertoli, i 90 anni gialloverdi: le parole dei protagonisti

Le gesta di una società nel racconto del presidente, giocatori e volontari

Montespertoli, i 90 anni gialloverdi: le parole dei protagonisti
Val d'Elsa, 07 Maggio 2020 ore 11:49

Un altro pezzo di storia del calcio nel borgo è stato scritto. Novanta anni della società gialloverde e allora possiamo dirlo: «Tanti auguri Montespertoli». Dal 1929 sono passate generazioni di giocatori, tifosi, campi da gioco spostati dalla piazza a Baccaiano, retrocessioni e promozioni. Tutto ciò che è rimasto uguale, invece, è l’amore per questa maglia, per la squadra di paese. Sono le lacrime di chi, ancora oggi, piange per un gol del suo beniamino, si emoziona per un rigore parato o una giocata di fino. Adesso, col periodo che stiamo vivendo, tutto è più triste ma la voglia di rialzarsi è tanta. Nelle parole dei volontari, dei giocatori e del presidente Luca Marchetti che ha portato la squadra dalla Terza categoria ala Promozione, compiendo un vero e proprio miracolo, possiamo vivere un racconto di sport e di calcioche, per chi lo ama, è vita.

«È un peccato non poter festeggiare i novanta anni del Montespertoli Calcio – ha commentato il presidente dell’AsdMontespertoli, Marchetti – Avevamo in programma il 3 maggio una bellissima partita con le vecchie glorie. Eravamo andati a ricercare anche giocatori ottantenni. Ci sarebbe stata un adesione incredibile, con due squadre di trenta giocatori. Poi ci sarebbe stata la mostra fotografica e il pranzo tutti insieme.

Sono entrato a far parte della società nella stagione 2015-2016 – ha raccontato – Anche io ero stato giocatore ma smisi a diciannove anni perché mi ruppi un femore e non mi ero più interessato a questo sport. Poi mio figlio iniziò a giocare qua in paese e accompagnandolo ebbi la possibilità di conoscere la dirigenza che mi chiese di fare il presidente. E mi convinsero. È nato subito un bel rapporto con il borgo, nonostante io sia di Firenze e queste zone non le frequentassi granché. Quello che ho cercato di applicare subito è stato organizzarsi in modo professionale e coordinare tutto il lavoro dei fantastici volontari che stanno dietro ogni vittoria. Siamo riusciti a toglierci delle belle soddisfazioni».

Per funzionare, ogni società ha bisogno di persone competenti e legate al territorio.

«Ho avuto la fortuna di incontrare uno staff eccezionale con cui è nata anche un’amicizia. Tra questi, il direttore sportivo Mattia Duradoni, persona molto competente che ha trovato una famiglia. È sempre in prima linea alle manifestazioni, dà una mano a fare tutto, porta la pizza dopo gli allenamenti e non è facile trovare direttori così. Poi, Andrea Campatelli, direttore sportivo del settore giovanile che sta dando un grande contributo e da quest’anno anche Stefano Biotti che si occupa dell’organizzazione della scuola calcio ci ha fatto fare il salto di qualità. Infine tutti i consiglieri, chi gestisce la comunicazione e i volontari che hanno una passione infinita. Da parte mia ci ho messo tutto l’entusiasmo del mondo. Basta tenere i piedi per terra».

Nei novanta anni di storia c’è chi ne ha vissuti più della metà con passione e impegno. Remo Mazzoni, consigliere della società, è tra questi. L’emozione che esplode ogni volta per un gol è intrattenibile. In particolare se l’autore della rete è il suo giocatore preferito, Marco Maltomini.

«Negli anni ’70 giocavamo in centro, nel piazzale Lotti – ha detto Remo – C’era il paese intero a vedere le partite. Gli spogliatoi non esistevano e la doccia si faceva alla fontana della piazza. Mi ricordo che disputavamo tornei notturni e ci divertivamo molto. Il mio giocatore preferito è Marco Maltomini, un bomber di assoluta qualità che ci hanno richiesto tante squadre. Vederlo giocare è sempre un piacere. Negli anni ’60 invece i goleador erano altri: Minchioni, Pini, Costagli…»

«Se il paese era molto attaccato alla squadra fino agli anni ’80, quando entrai come presidente c’erano quattro persone a vederci – ha continuato Luca Marchetti – Erano le ultime partite di un campionato di seconda categoria dove abbiamo fatto i playout e siamo retrocessi. Oggi ci sono circa duecentocinquanta tifosi sugli spalti che ci tengono tanto alla squadra. La Promozione è stato un evento. Dichiarai l’obiettivo appena arrivai e dissi: “In cinque anni andiamo in Promozione”. Poi l’abbiamo raggiunta in tre. È stato qualcosa di bellissimo e straordinario che rimarrà nei nostri cuori per sempre.

Mi sono accorto in questi anni che nei momenti di bisogno a livello organizzativo puoi trovare sempre qualcuno che ti aiuta. All’inizio c’era un po’ di scetticismo sulla rivoluzione che volevo fare ma poi si è creata una bella fiducia e vedere che adesso tutti ti sostengono nelle scelte, è bello. Pensa che un sabato mattina riuscimmo a imbiancare spogliatoi, ringhiere e tribune. Impensabile senza la forza del gruppo.

Da noi sono passati dei grandi giocatori ma soprattutto dei grandi uomini. Abbiamo ancora Lorenzo Maltomini, capitano, che ha fatto il salto dalla terza alla promozione. E quando gli dissi che volevo salire mi disse che ero “scemo”. Un altro giocatore di qualità è stato Pippo Signorini che dall’eccellenza è venuto nel suo paese a trentasette anni. E infine un certo Marco Mariottini, persona che del calcio fa la sua vita e a quarantacinque anni si arrabbia perché non scende in campo, in Promozione».

Lorenzo Maltomini, esterno classe 1988, gioca nel borgo da quando ha dieci anni. Bandiera della squadra che negli ultimi anni è riuscito a togliersi diverse soddisfazioni.

«La società è sempre stata presente – ha spiegato Lorenzo – Sto bene qui e negli anni abbiamo lottato ogni partita. Dopo momenti difficili, fatti di retrocessioni, le ultime stagioni ci hanno visto protagonisti e posso dire che sono molto contento. Dalla Terza a giocare per salire in Eccellenza è un bel traguardo».

«Oggi l’obiettivo principale è rafforzare la scuola calcio e già da quest’anno abbiamo raggiunto un buon livello – ha precisato Luca Marchetti – Mi piacerebbe che i bambini continuassero qua senza dover andare a Empoli o a Firenze. Poi speriamo di riuscire a prendere la categoria degli allievi regionali mentre rimane il sogno della Promozione per la prima squadra».

Tra gli allenatori dei «piccoli» c’è Mario Magro. I suoi quattordici ragazzi del 2011 adesso sono fermi ma non vedono l’ora di ricominciare  a divertirsi.

«Quello che voglio trasmettere alla mia squadra è la bellezza di condividere momenti di sport, stare insieme per un obiettivo e divertirsi – ha commentato Mario – Mi piace farli giocare con la palla e vedere che sono felici. Da quando ho iniziato a collaborare nel 2013, avevo capito che questa società aveva una filosofia che appoggio: il benessere e la sicurezza dei bambini».

«La situazione è tragica, non sappiamo quando ripartiremo – ha concluso il presidente riguardo all’emergenza Covid – Mettersi in regola con tutte le normative che verranno fuori è difficile. Finanziariamente diventa peso. Primo, perché abbiamo perso il finale di stagione e ciò significa non organizzare il Torneo dei Vini, la Festa del Vino, il nostro Camp, quello col Barcellona che sarebbe stato questa estate e il meeting di atletica leggera a livello nazionale. Inoltre abbiamo perso tutte le manifestazioni di autofinanziamento come la Sagra della pappardella e la Cacciuccata. Per una società come la nostra è il 50% del budget. Come facciamo?

Dalla federazione spero che arrivi un aiuto. I prestiti che hanno proposto sono comunque soldi da restituire. Ragionando da imprenditore vorrei che la mia azienda si finanziasse coi suoi soldi ma adesso siamo in difficoltà. Fortunatamente abbiamo un gruppo di settanta volontari che amano la società e che ci aiutano sempre. Quando ripartiremo, tra iscrizioni, tesseramenti, acquisto di palloni e materiale, ci vorranno ventimila euro. Noi siamo completamente fermi. Oltretutto, i bar, le pizzerie e tutto ciò che serve a sostenere la società avrà pesanti limitazioni e ridotti saranno gli introiti. Un altro problema sono gli sponsor. La nostra pubblicità è molto locale, di attività del territorio: come fanno a darti i soldi? Credo che ci sarà un ridimensionamento e forse anche salutare per tutti. Torneremo ad un sano sport, soprattutto a livello dilettantistico».

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