FLORENTIA SAN GIMIGNANO

Intervista a Serena Ceci, un simbolo per il calcio femminile di tutta la Valdelsa

Nata a Poggibonsi e cresciuta a Colle di val d'Elsa, ha girato varie squadre della Toscana.

Intervista a Serena Ceci, un simbolo per il calcio femminile di tutta la Valdelsa
Val d'Elsa, 05 Ottobre 2020 ore 14:16

Quest’estate ha rifiutato offerte molto interessanti perché «Una persona mi ha chiesto come mi sarei sentita a tornare al Santa Lucia con un’altra maglia addosso… ecco, questa, forse, è stata la frase che più mi ha fatto pensare e decidere che io e la Florentia San Gimignano, ormai, siamo una cosa sola». Nata a Poggibonsi e cresciuta a Colle di val d’Elsa, ha girato varie squadre della Toscana, prima di diventare, a partire dalla stagione 2017/2018, «una cosa sola» con la Florentia (una stagione in serie B e questa è la terza, di fila, con la maglia della squadra del presidente Tommaso Becagli, in serie A) e un simbolo per il calcio della Valdelsa. E del rapporto con San Gimignano abbiamo parlato con Serena Ceci, terzino classe 1993, che in estate ha firmato un biennale con la Flo Sangi.

Quali sono le prime impressioni di questa stagione del tutto sangimignanese?

«Vivere questa stagione a San Gimignano si sta rivelando una bellissima avventura, ero partita un po’ scettica all’idea di vivere qui, invece mi sono ricreduta: già il fatto di stare tutte molto vicine ci permette di viverci anche al di fuori del rettangolo di gioco e questo può unirci di più come squadra e, oltretutto, i sangimignanesi sono tutti molto gentili e cordiali con noi. E’ veramente stupendo vivere un’esperienza del genere».

L’inizio di stagione è stato difficile, affrontando avversarie di alto livello, ma vi siete ben comportate, battendo, in casa, l’Hellas Verona e dando del filo da torcere alle capolista Milan e Fiorentina sui loro campi: dove può arrivare la Florentia San Gimignano in questa stagione?

«Abbiamo avuto un inizio di campionato tosto, soprattutto dopo i molti mesi lontane dal campo, ma questi ci hanno fatto vedere subito su cosa dobbiamo lavorare e migliorare: la nostra è una squadra con moltissime capacità. Possiamo fare bene: mi auguro di riconfermarci e, perché no, di provare a fare meglio».

Adesso due partite contro due neopromosse, San Marino e Napoli, poi una serie di match impegnativi con Sassuolo, le gare del girone di Coppa Italia, l’Empoli, la Juve, la Roma e l’Inter prima della sosta di Natale: aspettative?

«Le aspettative sono quelle di far bene, cercando di portare più punti possibili a casa, ovviamente valuteremo partita dopo partita, intanto la testa va al San Marino. Al resto ci penseremo settimana dopo settimana». Come avete affrontato questa sosta? «Partire ed avere subito uno stop così lungo, ovviamente, spezza un po’ i ritmi, però ci ha permesso anche di andare a lavorare sui dettagli, abbiamo giocato delle amichevoli e, sicuramente, cercheremo di riportare in partita tutto il lavoro svolto in questi giorni durante gli allenamenti».

Come sta cambiando il calcio femminile?
«Sta cambiando molto, la visibilità data in questi ultimi anni sta facendo esplodere il movimento e, ogni anno, le squadre si rinforzano per affrontare al meglio ogni campionato: non c’è più niente di scontato e ogni società cerca di essere la protagonista. Il livello delle giocatrici si alza ogni anno di più, grazie anche agli strumenti ed alle strutture che le società ci mettono a disposizione».

La Florentia San Gimignano sta penetrando sempre più nella Valdelsa, con l’unione con la squadra maschile e gli amatori e, soprattutto, con un settore giovanile in collaborazione con il Certaldo. Quali consigli per le nuove calciatrici?
«Devo dire che qui nella Valdelsa ci hanno accolte a braccia aperte fin da subito. Ci hanno fatte sentire a casa: una sensazione veramente stupenda per una calciatrice. Alle più piccole dico che hanno la possibilità di vivere quello che tante giocatrici hanno sognato e sudato: la possibilità di vivere giocando a pallone. Questo non significa che tutto è dovuto e che è tutto facile, anzi, avranno moltissime responsabilità, una tra tutte riuscire a mantenere quei valori fondamentali che hanno sempre contraddistinto il calcio femminile: passione, sacrificio, umiltà e determinazione. Ovviamente il mio consiglio più grande è quello di non smettere mai di divertirsi: giocare a calcio è lo sport più bello del mondo!».

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