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Cosa facciamo negli spazi esterni? I servizi educativi si raccontano alle famiglie

Un percorso di indagine che ha portato ad elaborare i Quaderni di ricerca e documentazione sulle attività. Salvadori: “Un processo di crescita qualitativa costante che passa anche dalla restituzione delle attività svolte”

Cosa facciamo negli spazi esterni? I servizi educativi si raccontano alle famiglie
Scuola Val d'Elsa, 08 Aprile 2021 ore 12:41

Giochi, laboratori, spazi esterni come luoghi di formazione, esperienza e creatività. Spazi per correre, per coltivare ortaggi, per stimolare la fantasia. E’ stato un vero e proprio lavoro di indagine e quello che ha portato ad elaborare i primi Quaderni di ricerca e documentazione sulle attività degli asili nido e delle scuole d’infanzia comunali. Un percorso continuo di indagine e di ricerca che è fondamentale per promuovere una crescita costante dei nostri servizi – dice l’assessore alle politiche educative Susanna Salvadori –  Un processo di crescita qualitativa costante che passa ancheattraverso la condivisione con le famiglie a cui i Quaderni vengono inviati. Per altro il tema di questa prima edizione sono stati gli spazi esterni, non solo per indagare una parte impartente delle attività ma anche perconsentire ai genitori di entrare in luoghi che quest’anno sono perlopiù a loro preclusi. Un bel progetto che è solo all’inizio e che nasce dal coordinamento pedagogico, che è già elemento qualificante dei nostri servizi”. Il Comune infatti assicura il coordinamento pedagogico quale strumento a garanzia della qualità dei processi educativi attivati nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali, nonché dei percorsi di ricerca-azione e aggiornamento professionale del personale educativo e ausiliario. Annualmente il gruppo di lavoro composto da educatrici e insegnanti del sistema dei nidi e dell’infanzia individua una o più tematiche educative sulle quali intraprendere percorsi di osservazione e documentazione specifici, investigando le migliori condizioni per la ricerca di nuove opportunità di apprendimento per la promozione della qualità educativa. Come spiega Serafino Carli, coordinatorepedagogico, “fare ricerca significa infatti progettare, documentare e valutare ricorsivamente le esperienze proposte, offrendo le migliori e più efficaci condizioni educative affinché ogni bambina e bambino accolto abbia la possibilità di abitare contesti aperti ad un ventaglio di molteplici opportunità, in cui sperimentare e acquisire il piacere di scoprire, conoscere e apprendere nella relazione con l’altro.

La principale documentazione emersa dai percorsi di ricerca è condivisa con le famiglie attraverso i Quaderni di ricerca e documentazione annuali delle scuole dell’infanzia e attraverso i Quaderni di sezione mensili dei nidi d’infanzia.

L’invito dei Quaderni alle scuole d’infanzia è già in corso.

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