BARBERINO TAVARNELLE

A tu per tu con la dirigente scolastica, Paola Salvadori: «La scuola costruisce il futuro cittadino»

Il prospetto su come sta procedendo il sistema scolastico in questo periodo di emergenza. C’era bisogno di più aiuti?

A tu per tu con la dirigente scolastica, Paola Salvadori: «La scuola costruisce il futuro cittadino»
Scuola 08 Dicembre 2020 ore 13:15

La scuola continua a essere al centro dell’attenzione nel dibattito politico. Ormai da mesi la situazione non risulta essere facile ma in tutto questo caos, anche mediatico, gli operatori scolastici stanno facendo il massimo in una situazione mai vissuta prima. A parlare con noi delle problematiche, unite alle sensazioni personali sul futuro, è la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Don Lorenzo Milani, Paola Salvadori. Le abbiamo posto le nostre domande per addentrarci ancora di più in quello che il sistema scolastico di Barberino Tavarnelle sta oggi vivendo.

Come pensa che studenti e insegnanti stiano reagendo a questo difficile momento?

«Da quello che vedo e so, gli insegnanti stanno reagendo con grande energia e accettano le sfide di un modo nuovo di fare didattica. Alcuni studenti vivono con positività i tempi auto-scanditi di apprendimento, altri invece sentono la difficoltà e la solitudine. Questo dipende molto dal loro ambiente familiare (serenità/tensioni) e quindi approfondisce i divari sociali».


Nel complesso scolastico di Barberino Tavarnelle, quante classi svolgono didattica a distanza?

«Attualmente, secondo le disposizioni nazionali, tutte le seconde e terze medie. Quindi 10 classi».


Che difficoltà ci possono essere per gli studenti nella didattica a distanza?

«Le difficoltà non sono tanto di strumentazioni (forniamo computer e connettività) quanto di abilità singole nel loro utilizzo, conoscenze linguistiche (abbiamo tanti ragazzi di recente immigrazione) ed ovviamente socializzazione. La scuola, soprattutto del primo ciclo, non è l'università. Non crea solo conoscenze ma costruisce il futuro cittadino».


Questo sistema secondo lei comporterà qualcosa sull’istruzione degli studenti?

«Valuto positivamente due evidenze: primo che i ragazzi si stanno distaccando dall'uso frenetico dei social. Tutto questo digitale fa loro riscoprire i libri o i giochi. Secondo, che apprezzano di più la vita scolastica. Sulla loro istruzione temo peserà la capacità di esprimersi verbalmente. L'argomentazione orale è sicuramente impoverita».


Nelle lezioni in presenza, si riesce a rispettare tutte le norme anticovid? Quante sono le difficoltà?

«Sicuramente si. La scuola, con un lavoro serrato di tutta l'estate, in collaborazione con l'Ente locale, ha messo a punto tutte le procedure necessarie. Lo dimostra il fatto che ad oggi siamo un ambiente "covid free"».

Pensa che lo stato stia aiutando abbastanza il settore scolastico?
«Avremmo voluto un maggior investimento in risorse umane. Vanno bene i banchi, i lavori di piccola edilizia, ma siamo un'azienda labor intensive, abbiamo bisogno di personale».


Quale è la cosa che le manca di più, della “normalità”, da dirigente scolastico?

«Poter programmare e svolgere tutte le attività sul territorio: festa di primavera, giornata della bellezza a scuola, giornate del gioco e dello sport inclusivo… in breve l'apertura al mondo».

C’è un messaggio d’incoraggiamento che vorrebbe mandare a tutti gli studenti?
«Sono fiera dei miei studenti. Hanno già affrontato e stanno affrontando questo momento tanto difficile e destabilizzante, con una maturità e positività che purtroppo spesso manca al mondo adulto. L'augurio è di riaverli presto a scuola e soprattutto riaverli cittadini del mondo».