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Le scienze della vita valgono in Toscana più del 10 per cento del Pil

La Toscana è anche la terza regione in Italia per impianti di produzione biotech.

Le scienze della vita valgono in Toscana più del 10 per cento del Pil
sanità Siena, 10 Maggio 2022 ore 17:01

Numeri importanti. In Toscana il settore delle scienze della vita – farmaceutica, biotech e apparecchiature mediche (fonte Istat e Toscana Life Sciences) - rappresenta il terzo polo produttivo d’Italia, con oltre 16 mila addetti (dati 2020), 1400 ricercatori, 20 siti produttivi, tra le duecento e le quattro aziende e tra i 7,5 e gli 8,6 miliardi di fatturato a seconda dei segmenti presi in considerazione, un volume di export pari al 70 per cento della produzione ed oltre 300 milioni di euro investiti in ricerca e sviluppo con più di quaranta start-up biomedicali sulle oltre trecento italiane. Un settore che ha continuato a crescere negli ultimi anni, le cui esportazioni (oltre 2 miliardi di valore, con indotto e servizi sanitari) costituiscono il 10,3 per cento del Pil regionale.

La Toscana è anche la terza regione in Italia per impianti di produzione biotech, con 11 sedi di impresa, sette impianti ed otto centri di ricerca. Un sistema, quello delle scienze della vita, fortemente interconnesso con le quattro aziende ospedaliere-universitarie.

Se l’analisi si concentra sulla sola farmaceutica, l’Italia contava nel 2020 146 mila lavoratori, indotto compreso, concentrati in cinque regioni - Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Veneto - che da sole valevano l’80 per cento dell’intera occupazione: 9200 nella sola Toscana, terza dopo Lombardia e Lazio ma seconda per valore ed incidenza delle esportazioni (2,9 mliardi, 11,5 per cento del totale) e quarta, prima del Veneto, per valore degli investimenti in ricerca e sviluppo.

La Regione negli anni ha sostenuto la crescita del settore, creando e potenziando il distretto tecnologico toscano per le scienze della vita, coordinato dalla Fondazione Toscana Life Sciences. Lo ha fatto grazie anche all’attività dell’ufficio “Invest in Tuscany” , incardinato nella presidenza della Regione e nato undici anni fa per attrarre appunto investimenti ed aiutare le aziende e multinazionali già presenti in Toscana nei progetti di crescita.

A Siena nascerà anche un hub antipandemico nazionale, finanziato dal Governo con fondi complementari del Pnrr per 360 milioni. L’infrastruttura è parte di un progetto più ampio che è il biotecnopolo senese, sostenuto con 37 milioni di euro da qui al 2024 dall’ultima finanziaria del Governo: un riconoscimento, ancora una volta, dell’eccellenza e dinamicità della Regione nel settore delle scienze della vita. Va da sé che l’hub antipandemico accrescerà anche il fabbisogno di volumi logistici, con possibilità di ulteriori sinergie tra pubblico e privato.

Nel frattempo la Regione, dall’anno scorso, ha avviato un percorso di confronto con le imprese del settore, in modo da condividere proposte e progetti e garantire sviluppo e resilienza ad un settore cruciale, per lo sviluppo dell’economia toscana e la difesa della salute pubblica. Dai primi incontri sono emersi investimenti in ricerca e sviluppo, produttivi o digitali, per almeno 500 milioni. La piattaforma logistica farmaceutica che nascerà sarà al servizio anche di un’espansione dei volumi dovuti ai nuovi investimenti.

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