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Il giro degli ospedali al top: tra i migliori quello di Poggibonsi

Da Firenze a Siena: dove conviene curarsi?

Il giro degli ospedali al top: tra i migliori quello di Poggibonsi
sanità Siena, 22 Febbraio 2021 ore 11:52

Siamo nell’era dove tutto corre online. Applicazioni, advisor per decidere dove andare a dormire o mangiare. E la salute? Anche questa passa da molti portali. Ne è un caso quello «Dove e Come Mi Curo», il primo portale di public reporting in ambito sanitario attivo dal 2013 che è specializzato nella ricerca, confronto e scelta della struttura sanitaria. Infarto, bypass e angioplastica, operazione alla spalla o al femore. Ma dove operarsi e a quale struttura rivolgersi?

La sanità toscana è un fiore all’occhiello in tutta la Penisola, ma un ospedale non vale l’altro. Ecco che si scopre che l’ospedale Santissima Annunziata a Ponte a Niccheri ha i punteggi più alti: 4.9, contro il 3.9 dell’azienda ospedaliera universitaria senese. Abbiamo preso in esame soprattutto (poi in pagina trovate anche l’ospedale di Prato e quello di Scandicci) la struttura Infarto, bypass e angioplastica: dove operarsi?

Quattro ospedali toscani sono stati presi in considerazione: l’Ospedale dell’Alta Val d’Elsa, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, il Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli e il San Giuseppe di Empoli. In una votazione da zero a cinque stelle, assegnato dalla redazione del portale «Dove e Come Mi Curo», al primo posto compare l’ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli, sempre a gestione diretta, che porta a casa 4,9 stelle. Risulta, in Toscana, uno degli ospedali specializzati nel trattamento di tumori alle ovaie e all’utero, perciò figura al quarto posto di questa classifica.

Inoltre rappresenta un centro di riferimento per sessantatre malattie rare tra le quali varie forme di atassia e demenza. L’ospedale ripolese è tra i migliori per angioplastica coronarica (con Ptca), broncopneumopatia cronica ostruttiva, colecistectomia laparoscopica, frattura del collo del femore, frattura della tibia/perone, ictus, infarto miocardico acuto, parto, protesi d'anca, tumore maligno al colon, tumore maligno alla mammella e tumore maligno alla vescica.

Guadagna un posto il Niccheri, sorpassando rispetto all’anno scorso (i dati erano quelli del 2018) l’ospedale empolese San Giuseppe – Usl Toscana centro che prende 4.6 punti. Qui i pazienti potranno trovare una garanzia per gli interventi di angioplastica coronarica, colecistectomia laparoscopica, frattura del collo del femore, ictus, infarto miocardico acuto, parto, protesi d'anca, tumore maligno al colon e tumore maligno alla mammella (dati PNE 2019 del Ministero della Salute). Stelle meritate se pensiamo che la struttura di Empoli è anche centro di riferimento per ottocentoquattro malattie rare ed è al quarto e quinto posto in Toscana per la cura del tumore maligno a utero e ovaio. Ogni votazione prende in esame più parametri. Tra questi c’è anche l’«indicatore» che si riferisce al grado di «competenza» e di «sicurezza» delle cure prestate. Più alto è il numero di interventi chirurgici di una specifica malattia in una struttura ospedaliera, maggiore è il grado di esperienza della struttura stessa e la sicurezza del trattamento offerto.

Proseguendo la classifica troviamo l’Ospedale dell’Alta Val d’Elsa, gestito direttamente da Poggibonsi, con 4,5 stelle. Valutazione invariata rispetto al 2018. È considerato un ospedale a «bollino rosa» ovvero a misura di donna con una valutazione di due punti e munito di vari confort alberghieri tra i quali la possibilità di avere una camera privata, il bagno in camera, bar e libreria. Buono è anche il punteggio del rispetto della privacy con tre stelle e la qualità dei pasti. La struttura si distingue soprattutto per malattie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, colecistectomia laparoscopica, frattura del collo del femore, infarto miocardico acuto, parto, protesi del ginocchio e tumore maligno al colon.

All’ultimo posto della speciale classifica risulta l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Rispetto alle stelle attribuite nel 2018, solo 2,9, adesso Le Scotte si è guadagnata un bel 3.9. La struttura fa parte delle Reti di Riferimento Europee ed è il primo tra i quattro ospedali analizzati per essere punto di riferimento nelle malattie rare, con tremilacentoquindici casi diversi. Il punteggio basso è indicatore di alcune pecche nonostante l’azienda senese sia migliore per aneurisma dell'aorta addominale (non rotto), angioplastica coronarica (con Ptca), bypass aortocoronarico, colecistectomia laparoscopica, frattura del collo del femore, ictus, infarto miocardico acuto, parto, protesi d'anca, protesi della spalla, rivascolarizzazione carotidea con endoarteriectomia, tumore maligno al colon, tumore maligno al polmone, tumore maligno al rene, tumore maligno alla mammella e tumore maligno alla prostata. Il «flop» dell’ospedale universitario è forse da ricercare nel poco rispetto della privacy, punteggio di due, nella bassa qualità della struttura e ospitalità e nella poca chiarezza delle informazioni amministrative e organizzative.