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Nel Chianti e in Valdelsa turismo 2020 da profondo rosso

Numeri a picco un po' ovunque, bene solo agosto.

Nel Chianti e in Valdelsa turismo 2020 da profondo rosso
Turismo Siena, 25 Aprile 2021 ore 16:22

Nel Chianti e in Valdelsa turismo 2020 da profondo rosso

 

Una rondine non fa primavera. Mai proverbio fu più azzeccato, non solo per questa seconda stramba primavera sotto il segno del Covid, ma anche per i flussi del turismo 2020. Sì perché se ci fermiamo a guardare i dati di luglio e agosto, le esclamazioni non si farebbero attendere, di gioia. Peccato che il pianto e il profondo rosso fanno da trait d’union a tutti gli altri mesi, almeno da marzo 2020 in poi.
Dati dei primi mesi del nuovo anno, sempre solcato dalle onde del Covid, non li abbiamo ancora. Ma c’è poco da cercare: la perdita è sul 100%. Cancellata la Pasqua, i ponti, iprimi weekend primaverili, le settimane bianche. Tutto. C’è chi scruta le carte e guarda verso l’estate. Tutta da decifrare. Tra passaporto vaccinale, vaccini che devono arrivare, stop (giusti) ai viaggi sulle isole Covid Free, rimborsi, aperture dei confini regionali se c’è qualcuno che ci capisce qualcosa batta un colpo.

Intanto lo scenario 2020 a confronto con il 2019 è desolante

 

Ci si attesta ovunque ad un meno 60% di media almeno nel senese, Chianti e Valdelsa. Con qualche caso di meno 50%, così come nel Chianti Fiorentino che di media segna questo trend generale. Chiaramente sono diversi i flussi: pochissimi gli stranieri, meglio, molto, gli italiani. Malissimo il settore alberghiero. Un po’ meglio  l’extralberghiero dove in alcuni rari casi si trovano segni più.
Drammatici sono stati i mesi primaverili. Sorpresa nei mesi agosto e luglio. Che fanno registrare anche balzi in avanti. Da leggere, chiaramente, però insieme a tutti gli altri dati. E’ vero che nei dati dell’osservatorio turismo sul sito del Comune di Siena –  che riporta le statistiche di ogni comune della provincia –  mancano ancora i dati da settembre a dicembre 2020. Ma è pure vero che a settembre scorso l’Europa, la Francia in particolare, era già chiusa in lockdown. Mentre l’Italia ha avuto la stessa sorte da inizio ottobre con i contagi in rapida salita, da 2500 casi fino a sfiorare tra inizio novembre e fine ottobre i 30mila nuovi contagi giornalieri. Per alberghi e strutture ricettive la fine della stagione era già stata decretata settimane addietro.

Chianti senese

Nel Chianti Senese il profondo rosso parla di un meno 80% negli alberghi. A Castellina in Chianti fino a settembre 2020 il dato è di un meno 85,5% sulle presenze e addirittura meno 88,39% sugli arrivi degli stranieri in albergo, mentre su arrivi e presenze degli italiani siamo attorno al meno 50%. Aprile 2020 chiaramente registra un bel meno 100, ma anche maggio ci va vicinissimo. Qui solo agosto per le presenze di italiani ci fa vedere un segno più (18%), per quanto riguarda i turisti stranieri in albergo anche agosto raggiunge dati a due cifre e si va oltre il meno 60%. Sulle strutture extra alberghiere, agriturismi, appartamenti, bad&breakfast, non cambia molto, soprattutto in relazione a presenze e arrivi di stranieri. Invece gli italiani sembrano aver gradito questo tipo di alloggio con punte di più 100% nei mesi di agosto e luglio. Il resto è chiaramente molto meno brillante. Se si sommano i due settori (alberghi e extralberghiero), c’è un meno 80% tra arrivi e presenze di stranieri invece per gli italiani ci si ferma a meno 29% negli arrivi e meno 7,53% nelle presenze.

Castelnuovo Berardenga

Castelnuovo Berardenga nel settore alberghiero addirittura ha dati che sfiorano il meno 90% sia in arrivo che presenze per quanto riguarda gli stranieri, più contenuto il dato degli italiani: meno 47% e meno 40% in arrivi e presenze. Stessa sorte per le strutture extralberghiere, soprattutto per gli stranieri, con cali dell’83% e del 79% rispettivamente in arrivi e presenze, mentre i dati sugli italiani sono più contenuti (meno 34 e meno 21 in arrivi e presenze) nonostante un mese di agosto che fa registrare un più 66%.
Non cambia molto il quadro a Gaiole, anche se qui, nel settore alberghiero arrivi e presenze di italiani registrano un segno più: 4% negli arrivi e addirittura 29% nelle presenze. Se si sommano ai meno 80% negli stranieri, chiaramente, si vede come il turismo italiano, da solo, non sia bastato a salvare la stagione. Stesso trend per le strutture extralberghiere con la sorpresa di un più 10% nelle presenze di italiani. Anche in questo settore si sfiorano dati da più 100% tra gli italiani nei mesi estivi. Ma chiaramente non basta a compensare i meno 82% e 78% degli stranieri.

Radda

Radda sia in relazione agli arrivi che alle presenze in albergo ha percentuali da meno 90 per gli stranieri, si scende a meno 40 e meno 33 per arrivi e presenze italiane. Non va molto meglio l’extralberghiero con percentuali da circa meno 80% sia gli arrivi che nelle presenze degli stranieri, mentre molto meglio vanno gli italiani che quando sono arrivati qui si sono fermati per più giorni (infatti il dato è -34% negli arrivi e -21% nelle presenze).

 

Casole

Ci spostiamo di pochi chilometri, ma la situazione non è migliore. Anzi. Il Comune di Casole segna percentuali a picco negli alberghi, tra italiani e stranieri, sia negli arrivi che nelle presenze. E siamo ad un meno 80% di media. Nell’extralberghiero si conferma quanto accadeva in Chianti: stranieri assenti, mentre grazie agli italiani almeno le presenze, fino al mese di settembre, sono positive (+ 28% circa). Insomma l’agriturismo è piaciuto. Idem a Colle val d’Elsa, dove addirittura nel conteggio delle presenze di stranieri all’interno degli alberghi si arriva, fino a settembre 2020, ad un meno 91,84%. Più contenuta la discesa degli italiani, attorno al 40%, almeno nelle presenze. Stesso andamento qui nell’extralberghiero con un segno meno negli arrivi degli italiani del 41% circa e del 23% circa nelle presenze.

Poggibonsi- Monteriggioni

A picco anche arrivi e presenze negli alberghi di Poggibonsi, con punte del meno 93% negli arrivi di stranieri e del meno 68% negli arrivi degli italiani. Il che vuole dire che, se qualcuno è venuto, ha preferito rimanere qualche giorno più. Unici segni più ad agosto, tra gli italiani. Qui non recupera neppure l’extralberghiero, fermo ad un meno 50% di media anche in arrivi e presenze italiane. Andamento del tutto simile anche a Monteriggioni dove comunque l’extralberghiero ad agosto segna un più 80% nelle presenze italiane e un più 44% negli arrivi.
Gli italiani sono arrivati anche a Radicondoli, realtà collocata in una campagna incontaminata e comunque vicina alle città d’arte, tanto da far segnare, fino a settembre 2020, segni più fino al 90% negli arrivi e presenze degli italiani sommando il dato di alberghi e strutture extralberghiere. Un caso davvero particolare. Che ci dice che non sono pochi gli italiani che hanno scelto una vacanza nella natura, garanzia di isolamento e sicurezza dal Covid.  Il calo di stranieri invece va oltre il 70%.

 

San Gimignano

E San Gimignano? Ovvero la realtà turistica per eccellenza tra Siena e Firenze che trend ha registrato? Se gli stranieri in albergo non si sono visti (meno 85%), il crollo degli italiani è più contenuto (presenze 0,16% nel conteggio fino a settembre) con buoni indicatori ad agosto (+ 107,14% arrivi e + 112,91 nelle presenze, sempre di italiani) che comunque a fine anno non recuperano le assenze degli stranieri. Ad aprile e maggio 2020 il conto è di un meno 100%. E fa impressione davvero a leggerlo sulla carta in una realtà come questa in genere presa d’assalto per ponti, Pasqua e fine settimana primaverili. Anche l’extralberghiero è andato molto meglio grazie agli italiani che agli stranieri che contano un meno 80% circa sia nelle presenze che negli arrivi, mentre c’è un più 2,97% nelle presenze degli italiani.