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Covid e bambini: come distinguere i sintomi dall'influenza e quali rischi

Con la variante inglese il virus circola maggiormente fra i bambini: le linee guida per riconoscerlo e i dati sul suo effetto (quasi mai grave) sui più piccoli.

Covid e bambini: come distinguere i sintomi dall'influenza e quali rischi
07 Marzo 2021 ore 07:10

Partiamo immediatamente sgombrando il campo da inutili allarmismi: è vero che i casi Covid nei bambini sono aumentati, complice anche la variante inglese e la sua maggior contagiosità, ma le situazioni gravi fra i minori restano poche e spesso legate ad altre patologie preesistenti.

A confermare questo trend anche il professor Franco Locatelli, che ha chiarito che i più piccoli “rimangono risparmiati dalle forme più gravi”. Il vero problema, quindi, resta legato al fatto che i bimbi spesso fanno da involontari cavalli di Troia del virus all’interno dei nuclei familiari, creando situazioni di pericolo per i soggetti fragili che vi entrano a contatto.

La maggior parte delle volte nei bambini questo virus assume forme asintomatiche, ma comunque contagiose. Come riconoscere, in caso di presenza di sintomi sospetti, la differenza tra possibile Covid e influenza?

Covid o influenza nei bambini?

Il Ministero della Salute ha pubblicato diversi materiali materiali sul tema realizzati dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) per i genitori e i bambini. Eccoli integralmente a seguire.

Somiglianze

Sia COVID-19 che l’influenza possono avere segni e sintomi di vario grado, che vanno da nessun sintomo
(asintomatico) a sintomi gravi. I sintomi comuni che COVID-19 e influenza condividono includono:

  • Febbre o sensazione di febbre / brividi
  • Tosse
  • Mancanza di respiro o difficoltà a respirare
  • Affaticamento (stanchezza)
  • Gola infiammata
  • Rinorrea/Congestione nasale
  • Dolori muscolari
  • Mal di testa
  • Vomito e diarrea (più comuni nei bambini rispetto agli adulti)

Differenze

Influenza

L‘influenza può causare malattie da lievi a gravi e talvolta può portare alla morte. L’influenza è diversa dal raffreddore. L’influenza di solito si manifesta all’improvviso. Le persone che hanno l’influenza spesso avvertono alcuni o tutti questi sintomi:

  • Febbre o sensazione di febbre / brividi
  • Tosse
  • Gola infiammata
  • Rinorrea/Congestione nasale
  • Dolori muscolari
  • Mal di testa
  • Affaticamento (stanchezza)
  • Vomito e diarrea (più comuni nei bambini rispetto agli adulti)

COVID-19

Il Covid sembra causare malattie più gravi in alcune persone. Altri segni e sintomi di COVID-19, diversi dall’influenza, possono includere cambiamenti o perdita del gusto o dell’olfatto (più tipici dell’età adulta). Le persone con COVID-19 hanno riportato una vasta gamma di sintomi, che vanno da sintomi lievi a malattie gravi. I sintomi possono comparire 2-14 giorni dopo l’esposizione al virus. Le persone con questi sintomi possono avere COVID-19:

  • Febbre o brividi
  • Tosse
  • Mancanza di respiro o difficoltà a respirare
  • Fatica
  • Dolori muscolari
  • Mal di testa
  • Nuova perdita del gusto o dell’olfatto
  • Gola infiammata
  • Rinorrea/Congestione nasale
  • Nausea o vomito
  • Diarrea

Contagio nei bambini

Secondo una ricerca pubblicata nel mese di giugno 2020 su Nature Medicine i bambini e i giovani sotto i 20 anni, oltre ad essere molto spesso asintomatici, si stima che abbiano una suscettibilità all’infezione pari a circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni. La ricerca ha sviluppato modelli di trasmissione di Covid-19 sulla base dei dati provenienti da 6 paesi, inclusa l’Italia. Anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel Report Iss-Covid “Indicazioni ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi di 0-2 anni in risposta all’emergenza COVID-19” evidenzia che “nei bambini l’infezione da SARS-Cov-2 si manifesta con quadri clinici molto meno severi rispetto agli adulti. I bambini hanno infatti in generale una buona prognosi e la letalità è decisamente inferiore rispetto all’adulto”. Lo studio “Medicina di genere e Covid-19” – redatto dai referenti del tavolo IRCCS Medicina di Genere – COVID-19 coordinato dal ministero della Salute – evidenzia che in Italia solo circa l’1% dei casi positivi ha compiuto 18 anni.

Perché in forma più lieve?

Il fatto che, nella popolazione pediatrica, SARS-CoV-2 non induca generalmente conseguenze gravi, secondo lo studio può essere spiegato, in primo luogo, dai diversi livelli del recettore ACE-2 con cui si lega la proteina spike del virus per entrare nelle cellule dell’ospite. Questi diminuiscono con l’avanzare dell’età e in presenza di comorbilità come ipertensione e diabete.

Alti livelli di attività ACE-2 nei bambini/e potrebbero avere quindi un ruolo protettivo nei confronti del virus, con manifestazioni meno gravi rispetto agli anziani. In secondo luogo, i bambini/e sono esposti ad altri virus respiratori come il virus respiratorio sinciziale e i virus dell’influenza A e B, con conseguente aumento dei livelli sierici di anticorpi che potrebbero quindi fornire una protezione crociata.

Quali piccoli sono a rischio complicanze?

I sintomi di Covid-19 nei più piccoli sono spesso assenti o lievi, tuttavia l’infezione in alcuni casi può comportare lo sviluppo di complicanze o forme cliniche peculiari. Ecco perché va comunque posta molta attenzione quando i bambini manifestano i sintomi dell’infezione, soprattutto se con meno di un anno di età e in presenza di condizioni patologiche preesistenti.

Secondo lo studio “Medicina di genere e Covid-19” nei pazienti pediatrici si assiste ad un decorso dell’infezione da Sars-Cov-2 asintomatico, lieve o moderato nel 94,1% dei casi, con un 4,4% dei pazienti totalmente asintomatici, cioè senza segni clinici o sintomi ma con test di laboratorio positivi.

Lo studio evidenzia che lo spettro delle manifestazioni osservate in età pediatrica può comprendere diversi sintomi, tra cui febbre (frequentemente di basso grado), tosse, eritema faringeo, tachicardia e tachipnea; meno frequentemente sono stati riscontrati rinorrea, diarrea, vomito ed affaticamento. Nei casi in cui si osserva una polmonite lieve, unilaterale o bilaterale, questa ha necessitato del ricovero in terapia intensiva (ICU) solo nel 4% dei casi.

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