RIFIUTI E SERVIZIO IDRICO

Recovery Fund, la Toscana pronta a scommettere sui servizi pubblici locali

Sono stati firmati due protocolli d’intesa di cui uno sulla gestione rifiuti e l’altro sul servizio idrico integrato con Confservizi Cispel Toscana, Aato rifiuti e Ait, i gestori di entrambi i settori, Anci, rappresentanze sindacali dei lavoratori e comitato regionale dei consumatori e utenti.

Recovery Fund, la Toscana pronta a scommettere sui servizi pubblici locali
28 Luglio 2020 ore 08:58

Servizi di pubblica utilità, la Toscana è pronta a impiegare al meglio il Recovery Fund per il rilancio economico e occupazionale della regione in un quadro che favorisce la transizione verso modelli sostenibili e verso l’economia circolare.

Recovery Fund: Toscana punta sui servizi pubblici locali

La strategia è stata messa a punto nei mesi scorsi ed ha portato a individuare interventi strategici realizzabili nel medio termine e volti alla riqualificazione e all’ammodernamento della dotazione impiantistica fondamentale per l’erogazione di quei servizi essenziali per la popolazione che in gran parte sono finanziati con tariffe a carico dei cittadini.

Nella particolare fase emergenziale la Regione Toscana, attivando i tavoli sull’emergenza Covid, ha colto anche l’occasione per immaginare una fase di ripresa in grado di ottimizzare i canali di finanziamento pubblico, cosicché da un lato si potessero accelerare le opere e contribuire alla riduzione dei carichi tariffari sui cittadini, dall’altro, si potesse favorire la realizzazione di opere infrastrutturali importanti per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’attivazione di processi circolari di recupero di materia e riduzione degli sprechi.

In quest’ottica sono stati firmati oggi, 27 luglio, due protocolli d’intesa di cui uno sulla gestione rifiuti e l’altro sul servizio idrico integrato con Confservizi Cispel Toscana, Aato rifiuti e Ait, i gestori di entrambi i settori, Anci, rappresentanze sindacali dei lavoratori e comitato regionale dei consumatori e utenti.

Entrambi i protocolli individuano un ventaglio di interventi strategici di carattere impiantistico che, classificati sulla base della tipologia/finalità, della dimensione, dello stato di avanzamento progettuale, costituiscono un insieme importante delle possibilità di intervento su cui orientare gli strumenti finanziari che verranno messi in campo: le risorse del Recovery Fund, i nuovi fondi strutturali, i finanziamenti classici europei e statali (Cassa depositi e prestiti, mutui Bei etc.), i fondi regionali.

“Vogliamo farci trovare con le carte in regola per quella che sarà la sfida dell’impiego dei porssimi fondi comunitari destinati proprio al post emergenza Covid”, commentano gli assessori regionali Federica Fratoni e Vittorio Bugli. “Abbiamo fatto un lungo percorso nato nei primi giorni della pandemia insieme a Cispel, ai gestori, agli Ato ai sindacati. Un tavolo nel quale abbiamo affrontato le criticità del servizio che è andato avanti nonostante la pandemia e proprio per questo il ringraziamento va alle donne e agli uomini che hanno continuato ad assicurare l’erogazione dei nostri servizi pubblici locali. Adesso immaginiamo una fase di ripresa e di prospettiva e poiché arriveranno – e sappiamo che saranno molte – risorse messe a disposizione, vogliamo mettere in campo un pacchetto di proposte che non siano il libro dei sogni ma progettualità di fatto prossime alla cantierabilità sulle quali drenare queste fonti di finanziamento per modernizzare il nostro sistema infrastrutturale sui servizi pubblici da un lato e dall’altro portare risorse e lavoro per le nostre terre. Qusto e’ il modo giusto con il quale la Toscana scommette sulla fase postpandemica della ripresa e lo fa partendo dagli investimenti pubblici e dai servizi pubblici locali”.

“I pacchetti di investimenti definiti – ha detto Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana – per circa 700 milioni in tutto, da realizzare nei prossimi 4/5 anni e molti dei quali cantierabili rapidamente, riguardano il settore idrico (invasi, interconnessioni, serbatoi, desalinizzatori, impianti per il riciclo delle acque, opere per gestire i cambiamenti climatici), ma anche la gestione dei rifiuti (impianti di digestione anaerobica, piattaforme per il riciclo, compostaggio, recupero di materia) in una logica di economia circolare. Settori centrali nelle raccomandazioni della Ue per spendere bene le risorse di Next Generation Ue, e dei fondi strutturali. Due accordi che collocano le utilities toscane al centro delle politiche di sviluppo e di contrasto alla crisi post Covid19”.

«Questo protocollo nel campo rifiuti – ha detto Alessia Scappini, coordinatrice Ambiente Confservizi Cispel ed Ad Alia Servizi Ambientali SpA – dà un incentivo di circa 500 milioni di euro al settore dei rifiuti, che ha affrontato l’emergenza Covid 19 ed è stato in grado di riconvertirsi per rispondere a pieno alle necessità dei cittadini e del territorio e garantire la continuità di un servizio essenziale come quello dell’igiene urbana. Al contempo, le risorse del Recovery Fund permettono ai gestori di igiene urbana di essere un supporto essenziale della nuova progettualità che mira alla transazione ambientale, a realizzare modelli di sviluppo e crescita sostenibile, volti ad un’economia circolare da realizzare sul territorio. Sono circa 60 i progetti presentati dalle aziende del settore, che spaziano dalle tecnologie più complesse sull’impiantistica a quelle più semplici a sostegno delle raccolte differenziate. Ci sono aziende che si stanno impegnando nella realizzazione della produzione di biometano dai rifiuti organici, con un’impronta non soltanto sostenibile perché si produce biometano e compost da una frazione, delle nostre raccolte differenziate, che è poverissima, ma anche con un’attenzione particolare all’ambiente ed alla qualità dell’aria; il biometano ci permette, infatti, di alimentare le flotte di mezzi di trasporto e di servizio che ogni giorno attraversano le nostre città. Tra le iniziative presentate ci sono anche le tecnologie volte alla transizione verso l’economia circolare: piattaforme ed impianti per il recupero di materie dai rifiuti, risorse che possono andare a sostituire quello che è l’input produttivo proprio a livello regionale, senza depauperare le risorse dell’ambiente (piattaforme per il riciclo di carta e cartone, per gli imballaggi, per i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ma anche per il recupero di rifiuti speciali che sono piuttosto difficili da realizzare). Le risorse del Recovery Fund rappresenteranno una risposta importante per una ripresa economia ambientalmente sostenibile, agevolando la realizzazione dei progetti toscani, di cui 20 milioni sono già cantierabili nel 2020 ed oltre 250/280 milioni entro il 2022″.

“Abbiamo pronto un elenco di interventi strategici per acquedotto, fognatura e depurazione”, ha dichiarato il direttore di Ait, Alessandro Mazzei. “Sono interventi risolutivi per l’approvvigionamento idrico di tutta la Toscana, o progetti che sono attesi da tempo come lo spostamento del depuratore di Rivellino a Livorno. Noi contiamo su questo protocollo d’intesa. Esso è importante perché vede l’impegno diretto della Regione Toscana con la sua futura programmazione dei fondi strutturali europei, attraverso i Por. Ma non basta perché in questa fase dobbiamo essere pronti a cogliere tutte le opportunità di risorse e contributi a fondo perduto (nazionali ed europee) per non far gravare questi interventi sulle tariffe dei cittadini. Anche per questo, oltre agli interventi per i quali abbiamo già pronti i progetti, l’Autorità Idrica Toscana ha segnalato al Ministero delle Infrastrutture e ad Arera la richiesta del finanziamento degli altri progetti più importanti che di per sé sono un costo iniziale non piccolo”.

“Due protocolli che firmiamo volentieri perché mettono al centro l’ambiente e i lavoratori che non si sono mai fermati nonostante l’emergenza sanitaria”, ha detto Stefano Boni, Cisl, in rappresentanza di tutte le organizzazioni sindacali. “Questa firma, che porta con se lo sviluppo del settore, vuole anche puntare sul benessere dei nostri lavoratori di cui diversi, ricordo, sono in cassa integrazione e per questo sottolineiamo l’importanza fondamentale del completo finanziamento del settore. Un’azione che non solo ricade su chi lavora ma sul benessere e la sicurezza di cittadini e ambiente”.

Protocollo rifiuti

Il protocollo “Misure in materia di economia circolare per la gestione dei rifiuti e sostegno in ordine alle criticità derivanti dall’emergenza Covid 19” nasce proprio dall’esperienza maturata nell’ambito dei tavoli di confronto che si sono tenuti durante la fase dell’emergenza per individuare le opportune misure da realizzare.

Il protocollo, sintetizzando l’interesse comune di promuovere la transizione verso un modello di sviluppo economico che abbia come obiettivo la più razionale e sostenibile gestione delle risorse naturali in linea con le politiche dell’Unione europea, individua un ventaglio di interventi strategici di carattere impiantistico, su proposta dei gestori. Lo scopo è di arrivare alla modernizzazione di una dotazione infrastrutturale e impiantistica di gestione di rifiuti tecnologicamente adeguata in coerenza con gli atti di pianificazione e programmazione di settore vigente. La stima complessiva degli interventi è di circa 467 milioni di euro.

Questi i punti principali che il protocollo persegue:
a) definizione degli interventi strategici sulla dotazione infrastrutturale e impiantistica per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nelle direttive europee del “Pacchetto Economia Circolare”;
b) valutazione e promozione di attività stabili e continuative d’informazione e orientamento per una maggiore consapevolezza e responsabilità ecologica nei comportamenti di famiglie e imprese;
c) analisi degli impatti economico-finanziari che si stanno generando in questa fase emergenziale, valutando misure di sostegno ai lavoratori, gli utenti, ai gestori e ai comuni nel quadro delle misure adottate dal Governo e da Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente);
d) obiettivo di sollecitare nei confronti del Parlamento, del Governo e di Arera interventi a favore del settore.

Protocollo servizio idrico integrato

Il protocollo “Misure urgenti a sostegno del servizio idrico integrato in ordine alle principali criticità derivanti dall’emergenza dovuta all’epidemia Covid 19” è il frutto dell’attività istruttoria dei tavoli che la Regione ha istituito e impegna i soggetti firmatari alla realizzazione di azioni idonee alla mitigazione degli impatti dovuti al Covid 19 e, al tempo stesso, utili come fattore di ripresa economica ed occupazionale della Regione Toscana, per mezzo del servizio idrico integrato che, alla stregua degli altri servizi pubblici locali, ha sempre rappresentato un importante volano di sviluppo territoriale.

Nell’ambito delle attività del tavolo tecnico sono stati individuati su proposta dei soggetti gestori, validati dall’Autorità Idrica Toscana, 38 interventi strategici per un totale di 868 milioni, che hanno carattere prioritario, nei segmenti industriali relativi all’acquedotto, alla depurazione, ai fanghi da depurazione e al riciclo delle acque.

Sono state anche individuate le soluzioni idonee alla mitigazione degli effetti del Covid 19 sui Servizi idrici integrati (Sii) volte a:
– rispettare tutte le indicazioni di Arera ed Ait in merito al sostegno alle utenze sia domestiche che non domestiche, anche utilizzando risorse extra-tariffarie da parte dei gestori del Sii;
– reperire tutte le possibili fonti finanziarie per il sostenimento degli investimenti programmati dei gestori del Sii;
– sostenere con risorse pubbliche un programma di interventi strategici, con interventi individuati in ordine di priorità, del servizio idrico integrato allo scopo individuato;
– adottare atti e provvedimenti idonei alla risoluzione di criticità procedurali e per la semplificazione amministrativa.

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