PERSONAGGIO DI GOOGLE

Artemisia Gentileschi: ecco la protagonista del doodle di oggi

E' ricordata per la sua arte ma anche per un tragico episodio di stupro di cui fu vittima e del terribile processo che ne seguì.

Artemisia Gentileschi: ecco la protagonista del doodle di oggi
08 Luglio 2020 ore 12:28

Artemisia Gentileschi è stata una delle più celebri pittrici italiane, di scuola caravaggesca. Oggi Google ne celebra l’anniversario della nascita con il suo consueto doodle.

Artemisia Gentileschi

L’8 luglio 1593 nasceva a Roma quella che è diventata una delle pittrici più importanti dell’arte italiana.

Artemisia Gentileschi, era figlia di Orazio, pittore amico di Caravaggio, e fin dall’infanzia frequentò il mondo degli artisti, divenendo una delle pittrici più talentuose del Barocco.

In occasione del 427esimo anniversario della nascita, Google dedica a Artemisia Gentileschi il doodle quotidiano. Si tratta di una vignetta ispirata allo splendido ritratto realizzato nel 1623 dal pittore francese Simon Vouet e che oggi è esposto nella Sala Lomi del Palazzo Blu di Pisa. Pisana era infatti l’origine della famiglia Lomi del padre Orazio

Artemisia Gentileschi è ricordata sia per la sua arte e la sua pittura, fatta di soggetti  sacri e storici, a differenza di quelli che erano stati fino ad allora i generi pittorici delle donne, limitate a nature morte, paesaggi, ritratti; sia per la storia della sua vita e per un episodio tragico in particolare. La sua vita infatti fu irrimediabilmente segnata dallo stupro subito a 18 anni dal pittore e amico del padre, Agostino Tassi. Tassi promise un “matrimonio riparatore” che però non avvenne mai e Gentileschi decise di denunciarlo, un fatto piuttosto raro all’epoca. La donna venne però sottoposta a interrogatori sotto tortura da parte delle autorità giudiziarie per verificare la veridicità delle sue accuse.

A pochi giorni dal terribile processo Artemisia partì alla volta di Firenze, dove raggiunse il marito Pierantonio Stiattesi  e dove la pittrice ebbe la sua rivincita e con questa il successo meritato. Lei, “compare” del giovane Michelangelo Buonarroti, nipote del grande Michelangelo, amica di Galileo e inserita a pieno titolo nell’ambiente artistico della città, nel 1616 fu la prima donna ad essere ammessa nella celebre Accademia del Disegno.

Da Firenze Artemisia tornò a Roma da pittrice ormai affermata e richiestissima, la sua arte aveva zittito le malelingue. Conobbe la crema degli artisti del tempo tra cui Ribera, Stanzione e appunto il Simon Vouet autore dell’intenso ritratto. Nell’estate del 1630 Artemisia partì per Napoli e quello che doveva essere un soggiorno temporaneo divenne definitivo, interrotto solo da una parentesi londinese, quando raggiunse e collaborò per l’ultima volta con il padre Orazio alla corte di Carlo I. Artemisia morì nel 1653 e fu seppellita presso la Chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini di Napoli.

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