POLITICA

Silvia Noferi (M5S) “La Distilleria Deta alza un camino di 60 metri e raddoppia le giornate lavorative, ma le sostanze emesse sono salubri per gli abitanti dei dintorni?”

C'è molta preoccupazione nel cuore della Valdelsa fra i vigneti del Chianti Classico e quelli della Vernaccia di San Gimignano.

Silvia Noferi (M5S) “La Distilleria Deta alza un camino di 60 metri e raddoppia le giornate lavorative, ma le sostanze emesse sono salubri per gli abitanti dei dintorni?”
Politica Val d'Elsa, 20 Febbraio 2021 ore 09:28

C’è molta preoccupazione nel cuore della Valdelsa fra i vigneti del Chianti Classico e quelli della Vernaccia di San Gimignano. La distilleria Deta, azienda leader mondiale nella produzione di alcool si impone in un equilibrio ambientale e turistico di un territorio unico al mondo.

La consigliera regionale

C’è preoccupazione – attacca la consigliera del Movimento Cinque Stelle Silvia Noferi – a Vico d’Elsa e dintorni per gli sviluppi industriali della Distilleria Deta. Nonostante l’ispezione del 2019 dei Carabinieri Forestali per la segnalazione di fumi densi e odorosi, avesse accertato che l’azienda stava operando senza le necessarie autorizzazioni, oggi ARPAT in conferenza dei servizi ha dato parere positivo al raddoppio della produzione, cosa che porterà l’azienda a lavorare 300 giorni all’anno al posto dei 150 di prima.

Praticamente una lavorazione a ciclo continuo, a cui si è dato come soluzione la costruzione di un camino alto 60 metri, più della torre di San Gimignano, per disperdere i fumi in un più ampio raggio.

L’odore nauseabondo, a volte insopportabile, che lamentano i residenti diventerà ancora più grave col nuovo camino e le zone interessate non saranno solo quelle che oggi sono investite dai fumi che la brezza prevalente, porta verso Vico d’Elsa e Poggibonsi, sulle zone limitrofe di Zambra, Treppie, Poppiano, Poneta, Cusona, Ulignano, sui comuni di Barberino Tavarnelle, Poggibonsi, Certaldo e San Gimignano fino ai territori di Cusona e Ulignano particolarmente colpiti dal problema, l’area sarà semplicemente più vasta – prosegue Noferi. Le emissioni prodotte dall’impianto col nuovo camino, in assenza di post- combustore potrebbero diventare un micidiale cocktail di sostanze cancerogene, secondo alcuni studi tecnici commissionati dai residenti.

Nella zona non esiste una centralina per il controllo della qualità dell’aria, ma la tesi sostenuta da ARPAT equivale ad un: “prima costruiamo il camino poi vedremo”.

Chiediamo al Presidente e alla Giunta regionale – conclude la consigliera del Movimento Cinque Stelle – di appurare con urgenza se le preoccupazioni dei residenti sulla pericolosità delle sostanze emesse dal nuovo impianto soprattutto in funzione del fenomeno di accumulo, siano giustificate e se il nuovo impianto sia compatibile con la vocazione di quel territorio.”

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