Siena

Revocato il comodato d'uso all’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci”

Il Referente di Azione per Siena, Davide Vivaldi, nota: «La decisione mina profondamente l’assetto istituzionale di una città profondamente legata al Conservatorio, ed è ancor più grave in quanto proviene da chi dovrebbe occuparsi di sviluppare e proteggere le prospettive culturali senesi.»

Revocato il comodato d'uso all’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci”
Politica Siena, 04 Luglio 2021 ore 15:08

Siena in Azione interviene sulla questione dello sfratto votato dal Consiglio Comunale contro l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci”.

Revocato il comodato d'uso al Franci

Nell’ultimo Consiglio Comunale, su diretta indicazione del Sindaco De Mossi, è stata votata una delibera atta ad intimare la revoca, allo storico Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci”, del comodato d’uso gratuito dei due locali siti in Prato di Sant’Agostino. Siena in Azione è molto preoccupata per questo reiterata modalità di intervento, maggiormente orientata al presidio meticoloso di nomine e poltrone, anziché all’interesse della Città e di tutti i Cittadini. Si sta compromettendo il futuro del Franci, solo perché la nomina di Anna Carli alla Presidenza dell’Istituto non risulta politicamente gradita alla Giunta.

Davide Vivaldi, referente di Azione per la provincia di Siena, interviene su questo tema:

“A seguito della nomina di Anna Carli a presidente dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci, insieme alla statizzazione dello stesso, il sindaco De Mossi ha scelto, in consiglio comunale, di togliere due aule, attualmente in comodato d’uso, all’Istituto Musicale. La struttura, stando a quanto dichiarato dal primo cittadino, dovrebbe essere destinata ad “uso scolastico” (aule di servizio per il Piccolomini, che comunque già dispone dei siti necessari), come se attualmente il Franci non svolgesse già un ruolo di primo piano nelle eccellenze formative della Città. La terza istituzione universitaria senese vede messa in discussione la propria presenza sul territorio a causa di una sterile ripicca a seguito di una nomina ministeriale per Anna Carli. La decisione, che si commenta da sola, mina profondamente l’assetto istituzionale della Città dell’Accademia Chigiana, profondamente legata alla cultura musicale e al Conservatorio. È questa una decisione gravissima, provenendo da chi dovrebbe invece occuparsi di sviluppare e proteggere le ricchezze culturali senesi. Ancora una volta la Giunta non comprende né considera la portata culturale di una città come Siena, trascurandone i valori e, oltretutto, prendendo decisioni faziose in spregio agli oltre duecento studenti, trentaquattro docenti e di tutto il personale dell’Istituto Rinaldo Franci che, con questa delibera, può compromettere l’accesso a importantissimi fondi statali.

La decisione presa dal Consiglio Comunale, tra gli altri effetti indesiderati, porterà infatti alla perdita della statizzazione dell’Istituto e quindi del finanziamento di oltre 1 milione di euro, facendo tornare alle casse del Comune l’onere delle spese di gestione. Una conseguenza catastrofica per il futuro del Franci, che impatta direttamente sulle casse del Comune e dei Cittadini. Una scelta dannosa per tutta la Città, dettata solo dalla pura vendicatività partitica della Giunta in carica.”

Continua il Referente di Azione:

 “Minare in questo modo le istituzioni culturali è inaccettabile, come lo è l’indifferenza sulla distruzione dei valori in base a logiche di pura appartenenza politica: ciò in concreto indebolisce le prospettive di centinaia di giovani studenti, che già in Italia vedono puntualmente mortificati i propri sforzi e le proprie ambizioni. In questa Città, dalla profonda e straordinaria tradizione musicale, i giovani studenti dovrebbero invece trovare uno spiraglio e non certo un deprimente svilimento. Una guerra assurda, quella iniziata da De Mossi contro l’Istituto Franci e lo Stato, quest’ultimo evidentemente “colpevole” di aver agito secondo logiche meritocratiche e di non aver negoziato con il primo cittadino la scelta del nuovo Dirigente. Tutto ciò, nella sostanza e nel metodo, vede le netta opposizione da parte di Azione: noi ci schieriamo senz’altro in difesa dell’istituto e delle persone che in esso producono cultura e valore reale per il Territorio.”