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La decisione

Poggibonsi, dopo sette anni Pelosi lascia: «Felice di aver servito la comunità»

Il segretario comunale ha da poco concluso il suo secondo mandato

Poggibonsi, dopo sette anni Pelosi lascia: «Felice di aver servito la comunità»
Politica Val d'Elsa, 27 Dicembre 2020 ore 12:00

Da ottobre 2013 a dicembre 2020. Da Renzi a Zingaretti. Maurizio Pelosi, segretario del Pd di Poggibonsi, ha attraversato tante diverse stagioni del Partito democratico. Sempre in sella e sempre cercando di tenere insieme anziché dividere, un po’ per missione politica un po’ per natura personale. «Mai anteporre l’io al noi, questo è il messaggio che dobbiamo mandare» ripete Pelosi nel fare il consuntivo finale del suo secondo mandato. Il percorso di questi anni, lo ha tracciato in una ampia relazione in videconferenza.

Pelosi, che cosa si sente di aver lasciato al suo successore?

«Il rapporto con le persone che ho conosciuto e incontrato in questi anni. Ho sempre cercato di portare avanti un’azione che fosse collettiva. Abbiamo fatto 160 dibattiti, organizzato feste, e dato vita alla Costituente delle Idee. Un modello di partecipazione che investe otto gruppi tematici dove ci sono anche tanti non iscritti al Pd. Una esperienza da portare avanti e da valorizzare».

Si ritiene soddisfatto?

«La valutazione spetta alle persone. Posso dire che i risultati di questi sette anni sono stati al di sopra dei livelli provinciali regionali e nazionali. Alcuni numeri: circa venti punti sopra il risultato nazionale del Pd, dieci punti percentuali in più rispetto al livello regionale e quattro-cinque in provincia. Se si prendono ad esempio le consultazioni più importanti, a Poggibonsi il Partito democratico ha ottenuto tra il secondo ed quarto miglior risultato nei comuni sopra i 25mila abitanti».

Quindi giudica positivamente ciò che ha fatto.

«Dico di essere felice di aver servito una comunità. Preferisco siano gli altri a giudicare ciò che è stato fatto dal 2013 ad oggi».

Nel corso degli anni il Pd a Poggibonsi ha tenuto meglio che altrove. Bravi voi o mancanza di alternative? O tutt’e due le cose?

«Per quello che ho capito io della politica, in genere tanto lavoro fatto bene implica un certo risultato. Poco lavoro, oppure fatto non bene, significa un pessimo risultato. La componente di relazione con le persone, faticosa e da costruire col tempo, è essenziale per ottenere dei risultati. Dove questo non viene fatto è sicuro che ci sia una disfatta. Poi può darsi che localmente ci siano state delle situazioni a noi favorevoli, nel senso di rappresentanze non a sufficienza organizzate o così larghe da metterci in difficoltà. Ma ogni vittoria non è stata scontata».

Perché dice così?

«A Colle Val d’Elsa abbiamo persone nel 2014, a Siena nel 2018. Anche Casole d’Elsa. I risultati garantiti o scontati non esistono più da tempo».

Cosa spera che faccia il suo successore?

«Mi auguro che sia una persona che ha a cuore una comunità, che antepone l’ascolto all’arroganza. Io credo che il Pd abbia bisogno di capacità di mediazione al suo interno, non di espressioni di correnti. O figure non aperte all’uno e all’altro mondo che il Partito democratico deve o dovrebbe rappresentare. C’è bisogno di sensibilità e volontà soprattutto per i progetti a lungo termine. Abbiamo bisogno di costanza. Insieme ai risultati ci deve necessariamente essere il rapporto con le persone».

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