L'INTERVISTA

Bezzini campione di prefenze: «Io in Giunta? A disposizione» 

Impazza il toto nomi per i nomi degli assessori. Tra questi c'è quello del candidato senese.

Bezzini campione di prefenze: «Io in Giunta? A disposizione» 
Siena, 01 Ottobre 2020 ore 14:57

Se Giani chiama, Simone Bezzini è pronto ad accettare un ruolo in giunta. Quarto per numero di preferenze con 13.999 (meglio solo Marras, Nardini e Ceccarelli) e rientrato nuovamente in consiglio regionale, non è affatto improbabile che Bezzini possa far parte della futura squadra di governo del governatore Eugenio Giani. «Mi metto a disposizione per il bene della Toscana», dice Bezzini a riguardo, senza spingersi oltre.
Che analisi fa della vittoria del centrosinistra?
«Io credo ci siano due elementi. Da una parte la Toscana è una regione mediamente tra le meglio amministrate del Paese. Giani era un candidato che aveva una grande popolarità».
E il secondo elemento qual’è?
«Nelle ultime due settimane è scattata una mobilitazione di tipo politico. Qualche voto lo abbiamo guadagnato». 
Il “Patto di Gimignano” con 186 sindaci toscani a sostegno di Giani: ma è stato davvero così decisivo? 
«Giani ha tanti punti di forza ed uno di questi è il rapporto diretto con comunità ed amministratori locali». 
Cosa c’è da fare per la Val d’Elsa?
«Attuare il protocollo per il sistema produttivo. Una cosa importantissima che deve essere concretizzata. Secondo: il nuovo pronto soccorso dell’ospedale di Campostaggia a Poggibonsi. Terzo: potenziamento infrastrutturale di strade e ferrovie».   
Adesso il Pd, al governo, deve metaforicamente picchiare il cazzotto sul tavolo per convincere i 5Stelle a fare ricorso al Mes sulla sanità?
«Il Pd ha le carte in regole per chiedere una correzione di rotta ed un cambio di passo del governo a partire dal Mes: abbiamo bisogno di un grande piano di investimenti in sanità. Sarebbe una grande cosa per l’Italia e la Toscana».    
Cadrà il “no” dei 5Stelle sul Mes?
«Spero che i 5Stelle siano ragionevoli. Il Pd ha avuto un ottimo risultato, bisogna che le istanze del Partito democratico siano considerate a cominciare dal Mes». 
Siena e la sua provincia merita un assessore? 
«Siamo sul podio dei migliori risultati in Toscana come Pd. Sono felice di aver raddoppiato le preferenze rispetto al 2015. Ci sono elementi da considerare: io penso che Siena abbia diritto a chiedere una attenzione rispetto agli assetti della futura giunta. La decisione spetta a Giani».
Se Giani glielo chiedesse?  
«Sono a disposizione per quel che c’è da fare per il bene delle istituzioni e della Toscana».
Conta ancora la gavetta in politica?  
«La politica non si improvvisa, serve esperienza, conoscenza, ti devi mettere alla prova sul campo. Devi partire da piccole esperienze per cresce progressivamente. Ma guai a bloccare il rinnovamento. C’è bisogno di un equilibrio tra esigenza di esperienza e quella di rinnovare».
Vi attendono 5 anni che faranno storia a sé. Una pandemia, equilibri occupazionali che rischiano di saltare, ingenti risorse dall’Europa di intercettare.
«Intanto dobbiamo reggere l’urto della pandemia nei prossimi mesi. Questa è la grande sfida perché la pandemia non è finita e vediamo quello che sta succedendo in Europa. C’è stata la ripartenza delle scuole e tra 15-20 giorni ne capiremo gli effetti. Avere un sistema sanitario ed una serie di comportamenti che consentano di tenere sotto controllo il Covid fino a che non sarà sconfitto con un medicinale o con un vaccino. Riuscire, quindi, a convivere con il virus senza bloccare tutto. C’è poi un’altra sfida secondo me».
Quale?  
«L’uso delle risorse comunitarie per rilanciare l’economia dopo lo lo choc che il Covid ha creato. Sono state messe in atto misure di protezione, adesso servono misure di rilancio che creino sviluppo».   
Crede che l’impegno verso Toscana Life Siences, in prima fila per la lotta al Covid, debba essere rafforzato?
«Il distretto di scienze della vita è una delle cose migliori fatte nel nostro territorio dalla Regione, che è il soggetto che più ha finanziato Tls. Si deve proseguire su questa strada per occupazione creata, insediamento nuove attività, start-up. Dobbiamo continuare ad investire allargando il perimetro operativo anche verso il distretto agro-alimentare della Toscana meridionale».
La vittoria di Giani ha aiutato il governo da una parte e rafforzato la posizione di Nicola Zingaretti dall’altra? Fosse caduta la Toscana qualche ripercussione ci sarebbe stata.
«Non c’è dubbio che nelle settimane scorse ci sia stato un dibattito sulla leadership del Pd. Toscana, Puglia e Campania hanno rafforzato anche la posizione di Zingaretti».
Avete spesso ribadito la necessità di difendere il modello toscano. Funziona tutto o c’è qualcosa da cambiare?
«C’è stata una mobilitazione a difesa dei valori di questo modello. Ci sono cose da migliorare: liste di attesa, infrastrutture, burocrazia».
Questo risultato stoppa la crescita di Salvini e ridimensiona il renzismo?
«Vedo una flessione di Salvini ed una discussione che si aprirà all’interno della Lega per la leadership del partito. Su Renzi dico che Italia Viva ha contribuito al successo in Toscana come le altre liste con un risultato che più basso di quello che si attendevano».

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