L'intervista

A «tu per tu» col sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni

Dopo un anno difficile è tempo di bilanci. L’emergenza non ha fermato i lavori pubblici già programmati

A «tu per tu» col sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni
Politica Val d'Elsa, 26 Dicembre 2020 ore 10:00

Non c’è soluzione di continuità per la realizzazione delle opere pubbliche a Castelfiorentino. Il 2020 non è ancora finito che già il sindaco Alessio Falorni sta pensando ai nuovi progetti per il 2021 e annuncia l’imminenza della gara di assegnazione dell’Ospedale di Santa Verdiana, che dovrebbe dare il via ai lavori per la realizzazione di un’opera dal valore fondamentale per la comunità. Non c’è tempo per fare bilanci nel serrato calendario di eventi che ha visto l’Amministrazione lavorare intensamente per non lasciare al Coronavirus l’ultima parola sulla valutazione dell’anno trascorso. In un periodo segnato dalla parola “sospensione”, imposta dalla pandemia alla vita di tutti, il Comune ha concluso vicende infrastrutturali che, questa etichetta, ce l’avevano addosso da più di un decennio. È il caso della SR 429bis, cantiere a lungo sospeso, di cui domani sarà inaugurato il IV lotto, con l’apertura alla viabilità del nuovo ponte sul Rio Petroso; un progetto che, tra interruzioni e cambi di appalto, si trascinava ormai dal 2007. Ma qual è il segreto per riuscire a concretizzare le opere? «Dedicarci una quantità di tempo immane, non c’è un altro modo. Non ci sono ricette magiche in un Paese che sembra congegnato apposta per non consentire di portare a termine le opere – ha spiegato Falorni – e vorrei che i miei concittadini lo sapessero. Dal di fuori, senza conoscere le tempistiche imposte dalla burocrazia, si rischia di dare un giudizio sprezzante sull’operato dell’Amministrazione, come quelli che arrivano all’indirizzo del rifacimento della piscina o della nuova caserma dei pompieri. Sono tutte opere ferme da anni, è vero, ma di responsabilità sovracomunale. Questo significa che ogni fase di avanzamento dei lavori esige le autorizzazioni di altri enti per essere portata avanti. Io cerco sempre di informare il più possibile su tutti i lavori in corso, proprio perché si conoscano i termini del nostro impegno. Stiamo cercando, anche in questo momento di difficoltà, di guardare avanti e progettare la città che vorremmo vedere nel prossimo futuro, sperando di poterne vedere i frutti in anni migliori di quello che è stato in generale questo anno di emergenza». Il Covid è stata una sfida tanto inattesa che nemmeno l’amministratore più lungimirante avrebbe potuto prevedere una crisi di queste dimensioni, ma secondo il sindaco la comunità ha saputo superarla, grazie alla straordinaria rete di solidarietà delle associazioni di volontariato. Una rete che ha funzionato perché ben allenata a lavorare in squadra, grazie anche al tavolo che ogni mese riunisce i responsabili delle associazioni per lavorare in sinergia sulle situazioni più critiche del territorio, mappata e valorizzata fin dal 2016, anno in cui è stato istituito l’Albo comunale delle associazioni ed organizzazioni di volontariato senza scopi di lucro per comprendere in maniera capillare il territorio e le situazioni più critiche del tessuto sociale, indirizzando gli interventi dell’Amministrazione verso obiettivi comuni. «Grazie al lavoro dei tanti volontari che si sono impegnati, pur essendo una comunità di 17.800 abitanti siamo riusciti a fare consegna porta a porta delle mascherine, laddove non sono riuscite realtà più piccole della nostra. Lo stesso servizio di consegna di spesa e medicinali a casa è stato capillare e, spesso, ha superato i confini comunali per coprire aree dove non era stato previsto; dimostrazione che la comunità è coesa al punto da riuscire a non far rimanere da solo praticamente nessuno e di questo cuore grande dobbiamo andare tutti orgogliosi. Purtroppo non possiamo gioire completamente di tutti i conseguimenti – ha spiegato il sindaco, tirando le somme – perché molte persone hanno dovuto affrontare sia difficoltà sanitarie che finanziarie che perdurano tutt’ora. Tuttavia credo che la comunità castellana possa guardare con fiducia al futuro, soprattutto dal punto di vista occupazionale. A darmi la fiducia che voglio trasmettere ai miei concittadini sono importanti novità come i cento posti di lavoro del panificio in località San Matteo, che ha finalmente aperto tutte le sue linee produttive, e l’interesse manifestato da vari investitori privati, attirati dal completamento della nuova 429. Non mi piace parlare in anticipo e chi mi segue lo sa, ma mi sento veramente di dire che possiamo guardare al futuro con ottimismo, perché, proprio in questo momento, ci sono progetti d’investimento privato che sono stati presentati e che sono importanti anche dal punto di vista produttivo».

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