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Il futuro da pre(te)ndere

Next Generation EU: un’economia più inclusiva e sostenibile

Come l'Italia può spendere i fondi europei per migliorare la propria crescita economica e sociale, ne ha parlato Maria Anghileri

Next Generation EU: un’economia più inclusiva e sostenibile
Glocal news 02 Febbraio 2021 ore 08:13

Quali sono stati per le imprese gli effetti della crisi economica generata dalla pandemia? E come Italia può intervenire per arginarli utilizzando i fondi europei previsti da Next Generation EU? Ne ha parlato la vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri, durante l’incontro organizzato da Netweek con il Parlamento Europeo “Il futuro da pre(te)ndere per i giovani”.

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Le potenzialità di Next Generation EU

Una gestione efficiente dei fondi che arriveranno all’Italia con il Next Generation EU è fondamentale, soprattutto alla luce dei danni causati dalla crisi economica.

“Secondo i risultati di una ricerca condotta dal network Yes for Europe, che ha coinvolto 1200 imprenditori a livello europeo e di cui circa il 30% in Italia, più del 80% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto delle gravi contrazioni dal punto di vista del fatturato portando ad una necessaria riduzione dei costi e quindi del personale occupato. E’ poi emersa una considerazione al punto di vista della dimensione umana della dell’azienda, a seguito di questa crisi, infatti le aziende vanno a ricercare delle professionalità diverse rispetto al passato e più specializzate”.

Cosa fare per uscire da questa crisi quindi? Sono 3 i punti critici del Recovery Plan evidenziati dalla Anghileri.  Innanzitutto “sono necessari miglioramenti in tema di governance e responsabilità”. Secondo punto le misure a favore della patrimonializzazione delle imprese:

“Pensiamo al nostro paese dove il tessuto produttivo, sostanzialmente è rappresentato da piccole e medie imprese. Le PMI sono state gravemente colpite in quest’ultimo anno, in quanto ad una diminuzione dei volumi, non è seguita una diminuzione dei costi fissi. Per cui è chiaramente necessario un rafforzamento a livello patrimoniale di queste imprese e un’apertura verso l’accesso del mercato dei capitali”.

Ultimo punto, è il rafforzamento dello strumento dell’apprendistato e un diverso sviluppo degli istituti tecnici superiori “allo scopo di permettere un migliore incontro tra domanda e offerta di lavoro”.

Le risposte degli Onorevoli

Alla vicepresidente Anghileri hanno risposto gli europarlamentari Massimiliano Salini (FI) e Pietro Fiocchi (FdI). I quali hanno illustrato le potenzialità che il Next Generation EU offre all’Italia e come secondo loro il Governo potrebbe utilizzarli per rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale.

“La partita che abbiamo deciso di giocare come Unione Europea è quella che più rispetta le esigenze manifestate. Abbiamo affermato che esiste la possibilità di un approccio solidale, con una solidarietà di tipo finanziario basata su un debito condiviso. L’Italia ha deciso di fare un Recovery Plan anonimo privo di un orientamento chiaro, cercando di investire un po’ in tutto, rinunciando alla riforma della pubblica amministrazione che l’Europa aveva richiesto. Noi speriamo che si riesca a costruire insieme un progetto degno delle esigenze dei cittadini italiani” ha affermato l’On. Salini.

L’On. Fiocchi ha poi aggiunto:

“L’Italia ha dei problemi di differenziazione, percentuale altissima di microimprese e questo è uno dei problemi che osta ad una crescita economica inclusiva e sostenibile. Siamo inoltre il fanalino di coda dal punto di vista di ricerca e sviluppo. L’Europa sta cercando di fare la cosa giusta, il problema è come l’Italia recepirà questo programma e come lo utilizzerà. O spendiamo bene questi soldi o ci troveremo con un Italia indebitata fino al collo”.