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LO PSICOLOGO SPIEGA

Covid-19, troppe informazioni: come reagiamo? #2: gli edonisti

Input spesso infondati o contrastanti si propagano ancor più rapidamente del virus. Ne abbiamo parlato con Claudio Gargantini, psicologo e psicoterapeuta iscritto all’albo della regione Lombardia, specializzato in Psicoterapia Breve Strategica.

Covid-19, troppe informazioni: come reagiamo? #2: gli edonisti
Glocal news 15 Gennaio 2021 ore 14:48

Il mondo globalizzato ci pone di fronte a due facce dell’epidemia di Covid-19: quella “biologica”, legata al diffondersi del virus, e quella “psicologica”, legata alla divulgazione parallela e incontrollata di informazioni. Il punto è che la propagazione di informazioni, spesso infondate o contrastanti, si muove ancor più rapidamente del virus, influenzando le menti e le loro più peculiari reazioni.

Come reagiamo ai tanti, troppi input che ci arrivano? Ne abbiamo parlato con Claudio Gargantini, psicologo e psicoterapeuta iscritto all’albo della regione Lombardia, specializzato in Psicoterapia Breve Strategica presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo, diretto dal professor Giorgio Nardone.

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Claudio Gargantini

Covid-19, troppe informazioni: gli edonisti

Prendiamo ora in considerazione coloro i quali non adottano le necessarie precauzioni e infrangono continuamente le regole di sicurezza.

“Queste persone sono mosse dalla ricerca del piacere e in nome di questa ricerca non rispettano né il distanziamento sociale, né i vari divieti di assembramento, adottando quindi comportamenti pericolosi, per se stessi e per gli altri.

Questi irresponsabili antepongono i propri interessi al benessere della collettività e anche se sono in minoranza, a causa dell’alta contagiosità del virus possono danneggiare molte persone, rendendo vano lo sforzo collettivo di contenimento dell’infezione”.

Dobbiamo sempre tener presente che il virus ha solo un modo per rimanere in vita: passando da un individuo ad un altro attraverso il contagio.

“Nei confronti di queste persone sono inutili le spiegazioni razionali o i richiami a un senso di responsabilità, mentre funziona di più sintonizzarsi sull’emozione che li guida, sovvertendone gli effetti. Occorre sfruttare la leva emotiva del piacere, facendogli notare che, proprio in virtù dei comportamenti irresponsabili messi in atto, l’epidemia peggiorerà e costringerà i governanti ad incrementare, prolungare o ripristinare le manovre restrittive che così tanto odiano.

Concedersi un piccolo piacere oggi impedirà il godimento di grandi piaceri domani. Posti di fronte a una crisi come quella che stiamo vivendo abbiamo due possibili strade: possiamo lasciarci schiacciare subendola, oppure sviluppare la nostra resilienza cercando delle opportunità per migliorare noi stessi e la nostra società”.

Del resto, anche Buddha insegna: “Il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è”.

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