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il progetto

Un’«economia parallella» per il territorio

Una proposta innovativa per il futuro delle piccole-medie imprese anche delle zone industriali come quella di Sambuca

Un’«economia parallella» per il territorio
Economia Chianti fiorentino, 03 Aprile 2021 ore 17:00

Il futuro dell’economia è sempre tutto da scrivere e in questo momento così difficile per molte aziende italiane è presente un estremo bisogno di innovazione, è proprio in questo percorso, oggi pieno di ostacoli, che un progetto nato 10 anni fa dall’intuizione di quattro ragazzi in Sardegna, offre una possibile «riscrittura» del presente e del prossimo futuro economico.
Il nome, «SardexPay», deriva ovviamente dalla regione di nascita del progetto, ma oggi il circuito si sta espandendo in tutta Italia, ogni anno sempre di più. Si tratta di un’«economia parallela» che permette alle aziende di abbattere molte delle spese che oggi possiedono nel mondo euro. Questo abbattimento delle spese avviene offrendo gli stessi servizi che l’azienda offre nell’economia euro, ma ricevendo e «pagando» altre attività in Sardex all’interno del circuito. Alla base di tutto sta il principio del baratto e della collaborazione in una rete di realtà con molte professionalità diverse. Protagonista dell’idea e del circuito Sardex è l’economia locale delle piccole e medie imprese.  Ma a spiegare tutto sono Cinzia Dalla Costa, Area Manager Toscana, e Giulia Testi, Community Trade Advisor per Sardex, che da pochi mesi sta prendendo piede in Toscana e che si rivolge alle aziende del territorio, in particolare Giulia svilupperà la zona  del Chianti e la Val d’Elsa, dove sono presenti zone industriali importanti come quella di Sambuca.
«SardexPay esiste da 10 anni – hanno spiegato Cinzia e Giulia- è un circuito nel quale ci sono oltre 10 mila aziende iscritte per tutte le categoria merceologiche e 35mila privati in 15 regioni. Il circuito Sardex non è un market place, è una community nella quale si creano delle amicizie commerciali che vanno al di là della mera transazione economica. Creare un business nuovo, diverso, da accostare al mercato euro. Un business che sia a favore della crescita dell’economia reale e locale. Quando un’azienda si iscrive in SardexPay il nostro obiettivo è creare intorno a essa un circuito adeguato a lei. Quindi dare da subito la possibilità di muoversi, interagire e sviluppare un fatturato diverso da quello del mondo euro che non sempre funziona». Inizialmente viene concesso un credito di partenza. L’aderente avrà immediatamente un piccolo-medio credito per poter comprare da subito ciò che serve (ovviamente in Sardex). Li restituirà vendendo i propri beni o servizi nella community. «Inoltre – hanno continuato – offriamo l’aiuto dei nostri “facilitatori” che seguono l’azienda nell’inserimento nel suo percorso.  1 Sardex corrisponde a 1 euro, quindi i 5mila Sardex accreditati da subito valgono 5mila euro, «e li concediamo perché siamo sicuri che l’azienda avrà facilità nell’inserire la propria merce nel nostro mercato. Le aziende – hanno spiegato – devono avere comunque un profilo che non si scontri con i nostri ideali. Quindi un’azienda che produce armi non entrerà mai. Oppure la grande distribuzione o le multinazionali. Il circuito nasce proprio per aiutare economia locale e piccole-medie imprese».
Si paga un canone annuale che permette di far parte del circuito.
«Per venti anni ho venduto arte – ha spiegato Cinzia. – A 52 anni,durante il primo lockdown, ho deciso di cambiare, di ricollocarmi e sono venuta a conoscenza di questa realtà. È stato amore a prima vista. SardexPay nasce con lo scopo di supportare le piccole medie imprese e sostenere l’economia reale, oggi rappresenta un modello di riferimento nazionale per aver ideato e realizzato una rete tesa ad agevolare lo scambio di beni e servizi, attraverso l’utilizzo di una piattaforma informatica che consente agli aderenti di effettuare scambi su base multilaterale e multitemporale, tramite un conto digitale dove il credito sardex è la valuta interna di riferimento (un euro= 1 sardex). In questo momento, quando ci rapportiamo con imprenditori, liberi professionisti e con chi oggi è più in difficoltà, parliamo di “primavera dell’economia Sardex”. Dare oggi crediti (Sardex) spendibili e possibilità alle aziende, crea un grosso ritorno emotivo».
L’anno scorso sono stati transati quasi 120 milioni di servizi e beni.
«La domanda che ci fanno più spesso è: “sembra troppo bello, dove è il trucco?” – ha continuato Cinzia -. Rispondo che il circuito è in continua crescita da oltre 10 anni, dall’idea iniziale siamo diventati una start up, poi una SPA con una compagine azionaria molto importante come Cassa Depositi e Prestiti, Innogest, Fondazione Sardegna, Primomiglio. Questo deve dare sicurezza all’aderente».

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