LA PREOCCUPAZIONE DI FEDERMODA CONFCOMMERCIO SIENA

“Troppe aziende della moda senza ristori”

“La Regione ha accolto la nostra proposta di spostare i saldi al 30 gennaio. Ma i problemi sono tutti lì, sul tappeto”.

Economia Siena, 08 Dicembre 2020 ore 12:39

“Ci fa piacere che la Regione Toscana abbia accettato la richiesta di Federmoda Confcommercio di posticipare i saldi invernali. Ma la situazione del settore moda resta molto critica anche. Il governo, inspiegabilmente, tra l’altro continua a tenere fuori dai ristori alcuni codici Ateco del nostro settore. E, soprattutto, la Toscana deve tornare in area gialla al più presto”.

E’ chiaro il presidente della Federazione Moda Italia Confcommercio Siena, Riccardo Ghini, in relazione all’approvazione da parte della giunta regionale della delibera che fissa al 30 gennaio 2021, anziché al giorno prima dell’Epifania, l’avvio delle vendite di fine stagione.

“La stessa delibera regionale, in virtù dello stato di crisi che stiamo vivendo, come già in estate permette a chi lo vorrà di continuare a fare sconti e promozioni anche nei trenta giorni precedenti i saldi, quando normalmente sarebbero vietati”.

“Ma i problemi sono tutti lì, sul tappeto – dice Ghini – Ormai è impossibile pensare di poter recuperare quanto perduto in quest’anno terribile, tra chiusure forzate imposte dai Dpcm e stasi dei consumi. Ci sono imprese che hanno fatturato fino al 70% in meno rispetto al 2019, soprattutto tra chi vende capi più importanti, adatti alle cerimonie. Eppure, il governo sembra non accorgersene, come conferma il decreto Ristori Quater in vigore dal 30 novembre che, davvero senza motivo, continua ad escludere dai contributi a fondo perduto alcuni codici Ateco come il 47.71.30 relativo alle attività commerciali di camicie e maglieria, che pure hanno subito lo stesso calo di fatturato degli altri”.

“Questa anomalia si deve risolvere subito – dice Ghini – come già avvenuto nel caso dei negozi di calzature, anch’essi lasciati inspiegabilmente fuori dal primo decreto Ristori e poi fatti rientrare. Oltre ai contributi a fondo perduto è vitale una politica che vada verso il credito di imposta sugli affitti, detassazione o rottamazione magazzino, cassa integrazione per tutto il 2021, tassazione per i colossi del web”.

“Fondamentale non perdere lo sprint dello shopping di Natale. Non vorremmo che l’entusiasmo dei consumatori fosse intercettato soltanto dalle grandi piattaforme internazionali dell’e-commerce. Già siamo stati penalizzati dal fatto che nel giro di pochissime ore la nostra regione è passata dal giallo al rosso e continua ad essere zona arancione nonostante i parametri siano molto migliorati. Abbiamo perso il Black Friday, ora non possiamo rischiare di perdere oltre: la Toscana ha tutte le carte in regola per tornare in area gialla”.

E proprio sull’argomento Black Friday torna il presidente di Federmoda. “Perchè i negozi di moda sono stati obbligati a tener chiuso anche durante il Black Friday – domanda Ghini – Che differenze c’è tra una profumeria, un grande magazzino di elettronica un negozio di fiori ecc..un negozio di abbigliamento o calzature? Vorrei una risposta chiara da chi ha deciso questo”.

“Shopping e sicurezza si possono conciliare: lo stiamo facendo da mesi, abbiamo investito energie e risorse economiche per adeguare i nostri negozi. Impedirci di lavorare ancora, senza avere certezze sui futuri sviluppi della pandemia, è un gioco al massacro. A perdere, però, non saremmo solo noi, ma l’intera economia toscana”.

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