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Montespertoli

Tre nuove attività sfidano la pandemia, l’amore per il lavoro supera la paura

L’intervista ai titolari di «Nexus Tattoo», «Opere in Legno» e pelletteria «Quadrifoglio».

Tre nuove attività sfidano la pandemia, l’amore per il lavoro supera la paura
Economia Val d'Elsa, 02 Maggio 2021 ore 15:30

Tre nuove attività commerciali hanno aperto le porte al paese. Sono la pelletteria «Quadrifoglio» di Paola Facchini e la falegnameria «Opere in Legno» di Martino Coppola che si affacciano su piazza del Popolo, e «Nexus Tattoo» di Daniele Piantini nella vicina via Roma. Ognuno, con la sua storia e la sua passione, ha sfidato il periodo ostico della pandemia per realizzare il sogno di mettersi in proprio. Tutti hanno partecipato al bando comunale per i contributi destinati agli esercizi che decidono di aprire in paese e che a breve saranno erogati.

«Siamo un pelletteria e realizziamo varie tipologie di prodotti – ha spiegato Paola di “Quadrifoglio”, aiutata nell’attività dal marito Eros Becherini – Dall’accessorio moda agli articoli per la scrittura come agende e taccuini, che escono un po’ fuori dalla classicità e si dirigono verso il design, con un nostro stile. Abbiamo ovviamente borse e album fotografici, e grazie al laboratorio nostro offriamo una personalizzazione del prodotto.

Ho questa attività da diversi anni e mi è capitata questa opportunità. Non ho mai avuto un negozio fisso ma clienti in tutta Italia e anche all’estero. Ho deciso però di cogliere l’occasione. Un anno fa mi sono trasferita in paese e credo anche che sia un punto strategico per la nostra Toscana, soprattutto a livello turistico.
Aprire in questo periodo è stata una motivazione in più, affrontata con ottimismo e un senso di sfida contro il tempo che stiamo vivendo. Quando credi e hai passione per qualcosa è giusto provare».

«Dal 1991 faccio il tatuatore a Firenze, quindi sono dei “vecchi” della professione nel Capoluogo – ha raccontato Daniele di “Nexus Tattoo” – Invece di morire nel lockdown ho pensato, visto che abito qui dove il paese non se la passava bene, di prendere questo fondo, ristrutturarlo e aprire una succursale studio per dare un po’ di vitalità al commercio. Il mondo dei tatuaggi è stato vittima delle restrizioni Covid e abbiamo lavorato quasi il 70% in meno, è stato difficile. Nei momenti brutti è sempre meglio darsi da fare. Adesso siamo partiti da poco e speriamo che il paese risponda, per ora sembra di sì. Può suonare strano uno studio di tattoo in un paese, però ci sono molti giovani e meno giovani come me che si tatuano.

Sono un disegnatore ma facevo tutt’altro, lavoravo nella sicurezza. Tatuavo gli amici, poi i parenti degli amici e così dall’inizio degli anni ’90 ho iniziato con questo lavoro, come attività principale.
A Firenze in via Antonio del Pollaiolo, ho lo studio storico dal 1999 che gestisco insieme a Simone Caruso e Christopher Chegai. La mia specialità sono i ritratti realistici e molti polinesiani, maori, tongani e samoani. Lavoro quasi sempre a mano libera, a parte i ritratti. I miei colleghi, invece, fanno tutto il range dall’old school al writing. Ognuno ha la sua arte».

«Mi occupo da una decina di anni di costruzioni in bioedilizia e tutto quanto riguarda strumenti o installazioni per l’ecologia – ha detto Martino di “Opere in Legno” – È nato tutto quando ho scoperto di avere una certa propensione quasi naturale per il legno. Mi trovavo in Francia ed entrai ne “Les Compagnons Du Devoir”, una scuola di arti e mestieri molto antica. Ho fatto un formazione di due anni conseguendo il diploma in carpentiere del legno. Fino all’anno scorso ho insegnato al Salvemini di Firenze e al Brunelleschi di Empoli.
Ultimamente volevo mettermi in proprio, non con poche difficoltà, soprattutto in questo periodo. Erano più i disincentivi ad aprire e molti mi sconsigliavano. Qui in questo locale ci faccio progettazione e lavorazione. Per alcuni impegni mi servo di artigiani o imprese esterne che su un mio progetto mi fanno la prima lavorazione, che poi io porto sul cantiere e assemblo. Possono essere casette di legno, ad esempio, ma di qualità maggiore e materiale proveniente da foreste sostenibili.

Montespertoli è stato un caso, ci sono capitato quando fui chiamato a insegnare al Brunelleschi di Empoli. Ero più attratto dalla campagna e mi sono trasferito qui, ormai sette anni fa. Il legno a differenza degli altri materiali è bio, respira e non è mai uguale. La varietà biologica della materia la rende molto affascinante da lavorare. Presenta fibre, venature e raggi parenchimatici che lo rendono unico e particolare. Inoltre è un materiale rinnovabile all’infinito e l’idea è quella di poter aiutare in qualche modo la natura. Il legno è il materiale del futuro».