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Ricorso contro il “Viola Park” di Bagno a Ripoli, la solidarietà del WWF a Rombai

Nella battaglia in corso sul Viola Park di Bagno a Ripoli, il WWF esprime solidarietà a Leonardo Rombai di "Italia Nostra" per le minacce che ha ricevuto negli ultimi giorni.

Ricorso contro il “Viola Park” di Bagno a Ripoli, la solidarietà del WWF a Rombai
Economia Chianti fiorentino, 13 Marzo 2021 ore 17:42

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal Wwf che esprime la solidarietà a Leonardo Rombai di “Italia Nostra Firenze” per le minacce dopo aver presentato il ricorso contro il “Viola Park” di Bagno a Ripoli.

WWF a sostegno di Leonardo Rombai (Italia Nostra) sul “Viola Park” di Bagno a Ripoli

Il WWF dell’area fiorentina e della Toscana tutta vuole esprimere la sua solidarietà a Leonardo
Rombai, presidente di Italia Nostra Firenze, che in questi giorni è stato oggetto di pesanti minacce, a
seguito del ricorso presentato da Italia Nostra contro il progetto di nuovo centro sportivo della
Fiorentina a Bagno a Ripoli.

Le ripetute minacce, da parte di sconosciuti, sono un atto gravissimo e inaccettabile, indegno di una
città come Firenze. Chi si dichiara amante di Firenze e della sua squadra di calcio e poi si comporta in questo modo, calpesta la nostra città e la nostra cultura.

Per quanto riguarda il progetto del nuovo centro sportivo si sottolinea come andrà a cancellare una delle ultime aree rurali residue nella zona periurbana est di Firenze, dove ancora resistevano i caratteri storici delle aree agricole circostanti la città, quasi dappertutto ormai scomparsi. Lo stesso Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana (PIT) individua quest’area come di valore e come area critica per quanto riguarda la rete ecologica e la pone sotto tutela dal punto di vista paesaggistico. Giustamente pertanto Italia Nostra, nel suo impegno a difesa del territorio, si è opposta ad un progetto di questo tipo.

E non perché si voglia, si badi bene, penalizzare la Fiorentina ed i suoi tifosi, né tantomeno lo sport nel suo complesso, ma perché progetti di questo tipo dovrebbero essere portati avanti ma ripensati all’insegna di un vero ‘consumo zero di suolo’, andando a localizzarsi in aree da ripristinare e non sacrificando invece zone di valore dal punto di vista ambientale e storico-paesaggistico.

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