SAN GIMIGNANO

La «Vernaccia» punta sull’e-commerce L’obiettivo è raggiungere i giovani

Il calo nelle vendite c’è. Irina Strozzi, presidente Consorzio: «Registriamo una flessione attorno 6-7%».

La «Vernaccia» punta sull’e-commerce L’obiettivo è raggiungere i giovani
Economia Siena, 24 Dicembre 2020 ore 13:16

Se manca il Natale nella ristorazione, il web è il territorio da conquistare. Anche per la Vernaccia. «L’obiettivo è entrare nelle case tramite l’e-commerce». Ed infatti è già pronta una nuova campagna volta all’on line.
A dirlo, la giovane presidente del Consorzio Irina Strozzi. Dal quel  6 maggio 1966, quando veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto della DOC Vernaccia di San Gimignano, che diventava così il primo vino a Denominazione di Origine Controllata d’Italia, ne è passato di tempo. E la signora del vino italiano cerca dinamicità.
«Stiamo cercando di rilanciare l’immagine della Vernaccia che è conosciuta in certi range di età e meno in altri», ha spiegato la presidente Irene Strozzi.
Su cosa puntare? «La storia è importante tanto più nell’e commerce perché quando si sceglie tra tanti vini diversi, non potendo fruire del territorio e non avendo il  contatto diretto, è il vino che deve riportare a quel territorio. Quindi sicuramente la storia, il contenuto, sono elementi fondamentali». E chissà quante storie potrà raccontare la Vernaccia. «E’ un vino per tutti, non da tutti, ma per tutti –  ha fatto notare – Un vino da conoscere e capire per come è diverso dagli altri bianchi, perché si presta all’invecchiamento ed è flessibile. Insomma un vino da scoprire. Quando lo hai assaggiato ne rimani affascinato, anche per la sua modernità».
Quindi è l’online la scommessa. «Vogliamo parlare ai giovani e fare degustazioni online», ha chiosato la presidente. Del resto degli eventi in presenza ancora non ci sono molte tracce. «Il Vinitaly slitta». E anche i tradizionali appuntamenti con le anteprime a febbraio saranno solo in primavera. «D’accordo con Regione e Consorzi le anteprime ci saranno a maggio, dal 14 al 21, e quindi a San Gimignano dal 16-17 maggio. E questo per noi è una opportunità. Possiamo presentare i territori nel pieno della bellezza. Poi potremo dare in assaggio un vino che migliora perché è affinato in bottiglia, un vino nel pieno della sua espressione».
Chiaramente il calo c’è, ovunque. «Come consorzio registriamo una flessione attorno 6-7% di imbottigliato, con la seconda ondata di Covid i dati peggioreranno –  ha aggiunto – Tutti speravamo di non tornare a questa situazione». Da un punto di vista vitivinicolo l’annata è interessante come qualità, forse meno in termini di quantità. «Ma siamo in linea con la media di produzione, questo 2020 la natura ci ha dato una mano aiutandoci nei raccolti». Però rimaniamo incastrati nel Covid. «Il 40% della Vernaccia è venduto con enoturismo, il resto è export e horeca. Quest’anno non c’è stata l’affluenza di cui San Gimignano vanta e ne abbiamo risentito nelle vendite». A tutto questo si aggiungono i ristoranti chiusi. «In estate abbiamo ripreso, il bianco va di più anche tramite canali non tradizionali, online. Noi siamo aziende di piccole realtà e familiari che non hanno la forza di altre realtà e ci sono difficoltà ad affrontare il cambiamento». Per questo il Consorzio è necessario. «Supporteremo le nostre 90 aziende associate con le azioni che vogliamo mettere in campo».

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