L’intervista

La situazione economica in Val d’Elsa: il punto sui pubblici esercizi

La parola al presidente della federazione esercizi pubblici e turistici Franco Brogi

Val d'Elsa, 21 Aprile 2020 ore 14:33

Come è ormai noto, l’entrata in vigore del DPCM dell’11 marzo ha previsto il blocco totale delle attività aperte al pubblico. Ancora oggi, dopo oltre un mese e mezzo, è difficile fare previsioni, anche se, da qualche giorno iniziano a circolare le prime indiscrezioni relative al percorso di ripresa delle attività economiche.

A questo proposito la Fiepet Confesercenti (federazione esercizi pubblici e turistici), attraverso il presidente provinciale Franco Brogi, interviene con decisone per chiarire alcuni aspetti che riguardano anche l’Empolese-Valdelsa.

Ricevo quotidianamente molte telefonate da colleghi in grosse difficoltà e che temono per il futuro della propria azienda, dei dipendenti e non ultimo delle proprie famiglie. A loro va tutto il mio appoggio e quello del sistema Confesercenti. Purtroppo stiamo vivendo un momento di forte difficoltà. – dichiara Brogi –  Attualmente molti pubblici esercizi sono chiusi al pubblico, mentre alcuni, più per garantire un servizio che per ritorno economico, stanno sperimentando il delivery. Comunque, le perdite si attestano tra il 70 ed il 100%. In mancanza di un intervento concreto saranno molte le attività che saranno costrette a chiudere. E’ necessario intervenire immediatamente o sarà troppo tardi.”

Il governo ha messo in campo alcune misure di ipotetico sostegno alle attività chiuse per decreto tra cui: bonus 600€, credito imposta affitti, finanziamenti agevolati. Da un’indagine condotta da Confesercenti nazionale emerge che il 73% delle aziende  li ritiene “poco” o “per niente” adeguati.

Quanto messo in campo dal governo non può essere sufficiente. – commenta Brogi – I costi fissi non sono diminuiti e nessuno ha pensato ad un intervento sulle utenze, che per le nostre attività sono determinanti. Senza considerare la difficoltà nella gestione del personale. Giusta la cassa integrazione ma dovremo affrontare il ragionamento da una visuale più ampia. Quando ripartiremo non possiamo sapere che volumi di lavoro dovremo gestire, la reintroduzione di uno strumento come i voucher potrebbe dare una mano”.

Scendendo più nello specifico, a livello regionale, l’ultima ordinanza del Presidente Rossi pone alcune modifiche sostanziali ai provvedimenti precedenti, in cui si ampliava la distanza interpersonale obbligatoria a 1,80m e si introducevano, tra l’altro, misure molto stringenti sulla sanificazione dei locali.

Bene che la Regione abbia chiarito alcuni aspetti relativi alle procedure di sanificazione. Le nostre attività rispettano già protocolli rigidi in maniera di autocontrollo ed hanno le competenze per osservare tutte le indicazioni in maniera di sanificazione. Non è necessario avvalersi di soggetti esterni. Sulla distanza interpersonale – secondo Brogi – Abbiamo sfiorato la catastrofe. In tutta Italia ed in piena emergenza abbiamo utilizzato la distanza di un metro, non si capisce perché adesso vada aumentata.  Tradotto in numeri, vuol dire perdere il 70 per cento dei coperti in un locale di medie dimensioni, in questo modo non è più sostenibile mantenere aperta un’attività. I costi e le tasse non diminuiscono.”

In contemporanea alle valutazioni sulla riapertura, il governo, i livelli regionali, le amministrazioni comunali e le associazioni di categoria sono impegnate anche in un ragionamento che punti ad un rilancio strategico del territorio, che nel caso dell’Empolese-Valdelsa, risulta fortemente legato al turismo.

Dobbiamo prendere velocemente in mano la questione, – conclude Brogi –  magari utilizzando strumenti come l’Osservatorio Turistico di Destinazione, che chiediamo venga convocato d’urgenza. E’ necessario pensare al futuro lavorando su due fasi: nella prima bisognerà capire come incentivare il turismo interno, nella seconda come farsi trovare pronti quando le persone potranno tornare a circolare liberamente.”

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