Economia
San Gimignano

Il turismo fatica a risalire la china, manca il personale

Tra le presenze non ci sono gli statunitensi e tutto il target extraeuropeo. Qualcosa inizia a muoversi solo per i mesi di agosto, settembre e per l’anno prossimo.

Il turismo fatica a risalire la china, manca il personale
Economia 27 Giugno 2021 ore 13:06

Ancora lavorano pochissimo, meglio nel fine settimana. Soprattutto italiani. Qualche tedesco e inglese, svizzero, francese e qualche turista nord europeo. Mancano in massa però gli statunitensi e tutto il target extraeuropeo. Insomma se siamo lontani dai tempi buoni pre Covid, ancora lo siamo anche dal 2020 e dalle aspettative su questo anno. 

E’ un viaggio nel turismo che cerca di reinventarsi, ma che ancora non vede la luce, il nostro. Tanto più in una piccola città d’arte come San Gimignano. E’ chiara Elisabetta Marro, albergatrice e titolare con il fratello dell’hotel «L’Antico Pozzo», un palazzo storico ristrutturato nel cuore della città turrita.

«E’ difficile dare una risposta incoraggiante  - ha commentato - Stiamo lavorando pochissimo. Qualcosina nel fine settimana, ma con prezzi invernali, forse anche meno». In questo modo il margine per l’albergatore si riduce ulteriormente rispetto a quelle che sono le potenzialità e le aspettative di tutti dopo il buio della chiusura. 

Se cambiamo albergo o struttura ricettiva, non troviamo novità in quello che ci viene raccontato. Le esperienze sono del tutto simili. Come se il Covid avesse appiattito le differenze e avesse reso le dinamiche di strutture diverse uguali, l’uno all’altra. «Noi albergatori ci sentiamo quotidianamente e posso dire che è così per tutti  - ha spiegato Elisabetta Marro - Ho qualche amica con strutture in campagna e per loro c'è qualche richiesta in più. Non so valutare se è un caso oppure se è  la tendenza già vista durante il 2020 che si ripete». In questo momento arrivano richieste sporadiche. «Giugno è davvero terrificante. Iniziano ad arrivare richieste da turisti americani a partire da aprile 2022 con qualche coraggioso per fine agosto-settembre  2021. Ad oggi durante la settimana siamo al 20% di occupazione delle camere. C'è chi riesce ad avere il 40-50 % nel fine settimana».

Speriamo che luglio ci porti migliori notizie. E poi c’è il nodo personale. «Molte strutture ad oggi non riescono a trovare un cameriere di sala, un cuoco, ma anche personale alla reception e cameriere ai piani. Pochi giorni fa tre di noi albergatori hanno di nuovo condiviso un appello alla ricerca di qualcuno. Ma non arrivano i curriculum vitae». Mistero del lavoro post Covid che, come abbiamo visto la scorsa settimana, ha i propri nodi che si trovano nella mobilità, nel tema delle competenze e nelle retribuzioni che, anche se in linea con i contratti e commisurate al costo del lavoro effettivo, non vengono accettate.

E così ci sono hotel che a San Gimignano questa stagione 2021 non riaprono, strutture ricettive anche importanti. Qualche esempio? C’è un relais che terrà le porte chiuse perché sembra non sia riuscito a riorganizzarsi con il personale. Stessa sorte anche per un altro hotel. Qui i proprietari tengono aperto ad ora solo  un’altra struttura nella zona di San Gimignano che declina verso Certaldo.
Ma c’è anche qualche bella notizia. Chi gira gli alberghi di San Gimignano in questi giorni vedrà che è stato creato un punto Dante all'interno. L’Azienda Cesani ha fornito il vino da esporre.

«E’ il contributo degli alberghi per il settecentenario dantesco, un impegno che ci siamo presi con il Comune». E poi ci sono altri progetti in pentola, su Dante e non solo. Del resto, «Abbiamo tutto da continuare a costruire - ha concluso Elisabetta Marro - Con la consapevolezza che potrebbero passare ben cinque anni per tornare ai movimenti turistici degli anni passati, dobbiamo pensare a San Gimignano come una destinazione da reinventare con nuove parole chiave: sicurezza, accoglienza, km zero, turismo domestico e outdoor, autenticità, sostenibilità, ricaricarsi in natura, wellness ma soprattutto wellbeing, smart working, trasformazione, comunicazione ma anche disconnessione».