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Ha riaperto la galleria Breckenridge, tanta la soddisfazione

Cora è ottimista: «Speriamo presto di organizzare eventi in presenza».

Ha riaperto la galleria Breckenridge, tanta la soddisfazione
Economia Val d'Elsa, 02 Maggio 2021 ore 14:30

Sabato scorso, dopo oltre un mese di chiusura, grazie alla nuova ordinanza del presidente Eugenio Giani hanno potuto riaprire le attività al commercio e fra queste, anche le botteghe d’arte di Montaione. Esercizi abituati a lavorare con un turismo di tipo straniero negli ultimi anni si sono reinventati e, quest’anno, si sono rivelati pronti a incontrare anche il gusto e le necessità di un pubblico italiano. È il caso di Cora Breckenridge della Art Gallery in Tuscany. «Ho impiegato il tempo del lockdown per prepararmi – ha raccontato Cora – Sto producendo tutta una serie di prodotti che credo potranno incontrare il gusto “italiano”. In particolare tengo molto a dei foulard che ripropongono i paesaggi floreali dipinti da mio padre, Gordon Breckenridge». La galleria d’arte che si trova proprio nel centro storico di Montaione oltre a esporre quadri e altri manufatti artistici è anche un centro culturale che nel tempo è diventato un punto di riferimento per il borgo. «Spero ci venga data al più presto la possibilità di ricominciare a organizzare eventi in presenza – ha sottolineato Cora – il 15 maggio ho in programma di partire con “Mostre in vetrina”: il concetto ispiratore è il Covid che, di fatto, ha messo una distanza tra di noi. La vetrina diventa allora il luogo che separa e che al tempo stesso protegge degli oggetti fragili e di valore. Nel tempo qui ho fatto anche delle presentazioni di scrittrici e poetesse perché l’arte è cultura e si nutre al tempo stesso di cultura. Appena sarà possibile chiunque voglia venire a presentare un libro sarà il benvenuto!». Certo, la pandemia ha portato problemi e l’incertezza del futuro, ma Cora è una persona molto positiva e guarda con decisione al futuro. «In questo periodo ho rimesso in sesto il sito e curato i social ma spero di non chiudere più – ha spiegato la gallerista – perché l’arte non si vende a distanza, non quella di qualità almeno, anche se si tratta di piccoli oggetti e poi, soprattutto, io non voglio aiuti: voglio lavorare. Ho un percorso professionale di vent’anni alle spalle e spero di andare avanti nella direzione che ho seguito finora. Temo però che anche quest’anno sarà ancora difficile».