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Barberino Tavarnelle

Disegnare e creare per poi... Sfrecciare!

Maurizio Fusi, con la sua attività «Mau Design» di Sambuca, colora caschi e moto. Tra le collaborazioni anche la Red Bull

Disegnare e creare per poi... Sfrecciare!
Economia 15 Maggio 2021 ore 15:00

Velocità, adrenalina, coraggio, passione, ma anche… estetica. Ogni pilota che si rispetti ha il suo stile e i suoi colori che stupiscono gli appassionati e accompagnano sorpassi e vittorie al fotofinish. Ma dietro a quelle grafiche e a quelle sfumature ci sono delle mani e delle menti. Maurizio Fusi, con il suo studio dal nome «Mau Design», è proprio una di queste menti. Nel suo laboratorio situato nella zona industriale di Sambuca, racconta come la sua attività e passione siano riusciti a farlo entrare nel mondo delle corse, riuscendo a vedere le sue opere sfrecciare in pista.
«La nascita di tutto questo è arrivata da un incrocio tra passioni, ovvero il disegno e il mondo delle moto e delle corse -ha spiegato Fusi -. Mi è sempre piaciuto disegnare fin da piccolo. La passione per i motori me l’ha passata mio padre, che mi portava sempre a vedere le corse. Ho sempre amato guardare i caschi disegnati e anche le verniciature delle moto o delle macchine. Ho scoperto l’aerografia da ragazzino. Mi affascinava il tipo di decorazioni. Negli anni 90, quando ho cominciato, non c’erano gli strumenti per capire bene e quindi cominciai a trovare le prime riviste. Piano piano è stata un’evoluzione. A quel punto mi sono spinto oltre ai quadri che facevo, e ho cominciato a decorare caschi e moto».
Da quei primi passi le cose si sono evolute.
«Noi qui possiamo decorare tutto oggi – ha continuato - anche oggetti d’arredo. È una tecnica che può essere applicata a tutti i settori. Io mi sono incanalato sui motori. Questa attività è partita così. Iniziai la scuola superiore all’artistico, oreficeria in particolare, quindi tutt’altro. Parallelamente avevo questo hobby e col tempo e il passa parola, anche con l’avvento di internet, è stato un evolversi. Lavoriamo anche con i privati ma è da qualche anno che lavoro con i piloti del motomondiale ma anche di auto. Siamo in collaborazione con altri grafici e al momento seguiamo anche la Red Bull. Adesso ad esempio abbiamo un pilota sudafricano che si chiama Brad Binder che corre in Moto Gp, con la KTM ufficiale. Quindi c’è anche soddisfazione».
Grandi le sensazioni che si provano quando un tuo lavoro arriva alle massime categorie.
«Le prime volte avevo delle gran belle sensazioni – ha proseguito -. Era un po’ il mio sogno da ragazzetto. Mi dicevo sempre “pensa che soddisfazione quello che ha disegnato quel casco”, magari di Valentino Rossi. Poi ritrovandomici posso dire che nel mio piccolo ho raggiunto quel sogno. È una bella soddisfazione anche per mio padre. È da un anno che ho cambiato struttura e devo dire che, nonostante tutto, il lavoro sta andando bene».
Un percorso che ha visto Maurizio partire da zero in un mondo chiuso e per niente facile.
«Secondo me – ha concluso – come un po’ tutte le cose, cambia di persona a persona. I piloti che ho conosciuto io sono tutte persone umili. Quello che so è che ad esempio anche Valentino Rossi è molto disponibile. Magari c’è chi alla prima ti dice che la grafica va bene e chi magari ci mette di più. Entrarci dentro, a questo mondo, non è facile. C’è quello che da anni serve gli stessi piloti, e perché un pilota dovrebbe scegliere di cambiare con te? Quindi ci sono degli ostacoli. È difficile cambiare. Però piano piano comincia a conoscere persone e anche coloro che lo fanno da tempo magari ti chiedono aiuto. Bisogna lavorare bene, raggiungere l’obiettivo in modo etico e professionale. Alla lunga paga».