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Crisi nell’Empolese Valdelsa, i numeri sono in rosso. Tanti quelli che non riaprono

Diffusi i dati della Camera di Commercio relativi al 2020, situazione difficile.

Crisi nell’Empolese Valdelsa, i numeri sono in rosso. Tanti quelli che non riaprono
Economia Val d'Elsa, 02 Maggio 2021 ore 12:00

La variegata e fiorente realtà commerciale dell’Empolese Valdelsa è stata fortemente penalizzata dalla crisi economica. Lo si ripete da mesi ma adesso, a un anno di distanza dall’inizio della pandemia, sono arrivati i dati della Camera di Commercio a rappresentare una misura di una situazione che rischia di cambiare in maniera irreparabile il tessuto produttivo del territorio e, più ancora, quello sociale. In attesa dei dati sul fronte occupazionale, quelli relativi a cessazioni e nuove aperture nel 2020 risultano pertanto i più indicativi e la fotografia che se ne ricava è piuttosto cupa e niente lascia ancora pensare che la situazione potrebbe migliorare nel 2021. I dati diffusi offrono un’idea di quanto il Covid abbia pesato sulle imprese e, ancora di più, sulla voglia di fare impresa. Chiudono più partite iva di quante ne riaprano: questo è il segno dei tempi in un territorio che è sempre stato tra i più vitali del tessuto produttivo della Regione Toscana e che, per la prima volta, porta nell’Empolese Valdelsa la maglia nera rispetto ai dati che arrivano da provincia e regione.

A Castelfiorentino a chiudere sono state centotre imprese contro novantasette nuove iscrizioni: un segno negativo, certo, che segna una perdita del 3% delle imprese ma che, in una lettura generale che tenga conto del confronto con gli altri comuni dell’Unione non appare la peggiore. «Questi dati rappresentano un valido indicatore per capire come potrebbe andare se non ci fosse il blocco dei licenziamenti – ha commentato il sindaco Alessio Falorni – come sindaco di Castelfiorentino non posso lamentarmi rispetto ad altri comuni perché, pur avendo perso tante imprese abbiamo tenuto botta, attivandone quasi altrettante, ma non è dappertutto cosi. Sul territorio ci sono vari progetti in procinto di realizzarsi, grazie soprattutto agli investimenti infrastrutturali che hanno reso nuovamente conveniente investire sulla nostra cittadina». 

A Montaione hanno chiuso diciannove imprese a fronte di sole dieci riaperture e viene da chiedersi se la crisi del turismo straniero che ne rappresentava l’ossatura ripartirà presto, riportando in pari l’ago della bilancia o se invece sarà un altro anno da dimenticare. Raggiunge quasi la parità Gambassi Terme di cui fa parte l’importante zona industriale di Badia a Cerreto: ventiquattro chiusure contro ventitre aperture.

E nel resto dell’Empolese-Valdelsa come sta andando? Diciamolo subito, tutti i comuni hanno un saldo negativo tra imprese cessate e nuove imprese iscritte. Va peggio a Capraia e Limite, che ha il 36,4% di negativo, a causa di trenta cessazioni e solo quattordici nuove iscrizioni, a seguire con Cerreto Guidi, -30,1% con quarantatre aziende aperte contro ottanta chiuse e Montelupo Fiorentino, con dieci aziende aperte contro diciannove chiuse. Per fare un raffronto con i dati del lavoro bisogna ricercare quelli diffusi dall’Istat sulle Forze di Lavoro relativamente al periodo 2011-2019. Un lungo excursus di tempo che ha coinciso con la lenta ripresa dopo le conseguenze della crisi economica del 2008-2009. Il primo dato, quello totale, attesta una crescita di 423 posizioni di lavoro rispetto al 2011.

Se il numero degli occupati è salito di 230 unità dobbiamo anche considerare che c’è un numero più alto di studenti (che non rientrano quindi nella categoria degli inoccupati) e seicento pensionati in meno, a fronte di un aumento di centonovanta persone in cerca di lavoro. Dai dati dell’Osservatorio regionale del mercato del lavoro della Regione Toscana relativi agli ultimi quattro anni che analizzano i soggetti in cerca di lavoro in stato di disoccupazione, anno dopo anno salta agli occhi come la compagine di donne disoccupate sia sempre superiore al numero di uomini nella stessa situazione. Solo nel 2020, sui 546.020 toscani in cerca di occupazione, il 56,4% erano donne, di cui il 63% sopra i 39 anni.