Economia

Barberino Tavarnelle, hotel: agosto ok ma il futuro è buio

“Viviamo settimana per settimana perché è praticamente impossibile prevedere quel che sarà“

Barberino Tavarnelle, hotel: agosto ok ma il futuro è buio
Val d'Elsa, 20 Settembre 2020 ore 13:59

Settembre è arrivato e l’estate, il periodo solitamente più prezioso per chi opera nel turismo, è terminata. Ed ora arriva il momento di fare i conti che oggi delineano, per molti, una situazione negativa. Dopo i ristoratori, sono alcuni hotel della zona a dare i resoconti degli ultimi tre mesi. Il primo a esporre le proprie impressioni è Filippo Faggioli, a nome del Park Hotel Chianti.
«L’albergo ha riapeto dall’11 maggio quindi c’erano tante restrizioni – ha spiegato – e lo abbiamo fatto con molto coraggio perché non solo avevamo perso tutto il lavoro di marzo, aprile e maggio, ma avevamo perso tutte le prenotazioni fino a settembre, incluso. Zero prenotazioni. Abbiamo riaperto con 5 camere. La situazione è migliorata, ma ovviamente non tornando mai alla normalità. Abbiamo fatto maggio, giugno e luglio con un lavoro simile alla bassa stagione, con qualche sporadico turista e un po’ di clientela commerciale. A luglio è arrivato qualche straniero, mentre ad agosto c’è stato un incredibile boom di italiani, completamente inaspettato e imprevedibile. Noi avevamo accettato anche i bonus vacanze, ma questo flusso non è arrivato grazie a questa misura. Abbiamo lavorato anche in maniera spropositata rispetto alle aspettative. Ora a settembre siamo di nuovo tornati a risultati di una medio-bassa stagione. Viviamo settimana per settimana perché è praticamente impossibile prevedere quel che sarà. Quello che abbiamo notato è che nonostante tutto, il turismo si è dimostrato un bisogno fondamentale dell’uomo. Quindi ritornerà, è una necessità primaria e lo abbiamo visto. Certo, i danni fatti non li ripaga nessuno. Qualcuno ho dovuto chiudere, e qualcun altro chiuderà. Però il turismo non smetterà di esistere».
Arrivano anche i dati, precisi, che fanno riferimento a tutto l’anno.
«Si finirà, numeri alla mano, con un meno 50%. Già ad ora siamo al 44% in meno rispetto a tutto l’anno. L’albergo non guadagnerà nulla se andrà bene. Però chiudere e restare chiusi ti mette in difficoltà poi nel riaprire, anche mentalmente. Non è stato facile rapportarsi con clienti, ci sono state molte discussioni. Le norme le abbiamo seguite per filo e per segno come ad esempio la sanificazione della piscina e dei lettini. È un bel lavoro. A Firenze la stessa categoria di hotel, metteva un prezzo dimezzato rispetto alle nostre zone del Chianti. Nonostante questo la gente non c’è andata».
Una seconda opinione e spiegazione dei problemi arriva da Stefania Conforti del Borgo di Cortefreda. «Avevamo delle aspettative in negativo a giugno – ha spiegato – Dopodiché si è dimostrata una stagione buona, la gente c’è stata. Siamo dovuti partire con un personale ridotto affrontando un lavoro molto grosso. Da una parte c’è stato un buon flusso di persone, dall’altra però non siamo riusciti ad organizzarci al meglio. Si sono create situazioni difficili durante la giornata, come ad esempio la fila per i buffet che non riuscivamo a gestire al meglio. Teniamo comunque sempre conto che di 12 mesi riusciremo a lavorare soltanto per 2, 3 al massimo. Gli altri 9 mesi di lavoro buttati nel cestino. Già ora per i prossimi tempi si prevede il buio. Cominciano le scuole e il lavoro e quindi le persone non verranno. È inevitabile essere preoccupati. Ogni giorno arriva un bollettino nuovo che crea allarme e le persone hanno timore. Adesso sono arrivate anche le tasse ed inoltre i contratti e gli abbonamenti per i portali si pagano ad inizio anno e sono comunque grosse spese che nessuno rimborserà. Questa estate ho dovuto lavorare chiamando i giovani che non avevano un contratto fisso e che ci hanno dato un grande aiuto. Credo che si debba dare maggiori messaggi positivi alle persone, anche dall’amministrazione».

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