Banche e credito, strada sbagliata sulla nuova moratoria

Netta posizione a margine dei provvedimenti del Decreto Sostegni Bis. Brilli: “Danni alle imprese ed all’economia”

Banche e credito, strada sbagliata sulla nuova moratoria
Economia Siena, 10 Giugno 2021 ore 15:01

Il credito continua ad essere un problema molto grave per le imprese. Netta la posizione di Cna Siena a margine del prolungamento della moratoria prevista nel decreto sostegni: “All’alba di una possibile ripresa economica post Covid, assistiamo allibiti, da parte delle banche, dell’ennesima interpretazione restrittiva e profondamente pericolosa per la vita delle imprese e dell’intero tessuto economico”, sostiene il direttore Cna Siena Alessandro Brilli. “Ci riferiamo alla possibilità per le aziende, introdotta del Decreto Sostegni Bis, di chiedere il prolungamento della proroga in essere sui mutui e sulle linee di credito dal 30 giugno al 31 dicembre. E’ semplice comprendere l’intenzione del legislatore di concedere alle imprese ulteriore tempo per superare le difficoltà economiche e finanziarie provocate dalla pandemia. In questo quadro registriamo che molti istituti di credito interpretano erroneamente la norma, considerando la moratoria introdotta come una nuova richiesta e procedendo in automatico alla segnalazione di “forborne”, cioè di azienda non sana, con conseguenze devastanti nel rapporto con l’intero sistema bancario e quindi nella concessione del credito. Riteniamo che prima di tutto lo spirito del legislatore, poi le disposizioni dell’Autorità Bancaria Europea, stabiliscono che nei casi in cui è applicabile la proroga, questa riguardi solo la quota capitale, ovvero solo la parte della rata finalizzata a restituire il capitale ricevuto. Trattandosi di una operazione in continuità e non di una nuova richiesta, la nuova moratoria introdotta dal Decreto Sostegni Bis non deve quindi generare in automatico una revisione della situazione del beneficiario da parte della banca. Per quanto sopra invitiamo gli istituti di credito a recedere da posizioni errate e profondamente dannose per le imprese e per l’economia tali da mettere in seria discussione il faticoso tentativo di ripresa economica”, conclude Brilli.