Poggibonsi

Vincono il contest, incontrano Vasco

«Generazione di Sconvolti», la tribute band di Vasco Rossi: «Un sogno che si realizza, meglio non poteva andare»

Vincono il contest, incontrano Vasco
Val d'Elsa, 01 Agosto 2020 ore 14:25

Poco più di venti minuti, forse neppure mezzora. Non può essere questa l’unità di misura della classica emozione indescrivibile. Per Generazione di Sconvolti è stata incontrare Vasco Rossi. Prenderci un caffè, parlarci del più e del meno come fosse un vecchio amico, farsi una foto. É successo due lunedì fa, al Bibap di Zocca, paese di 4mila abitanti in provincia di Modena. Generazioni di Sconvolti è una tribute band di Vasco che lo scorso anno ha vinto un contest nazionale. Il premio è stato incontrare il loro idolo. A quattro anni dalla fondazione della band arriva una giornata impossibile da dimenticare.

Paolo Ciaravella ancora fatica a crederci. É uno tra i sogni di una vita che si realizza. L’altro è diventare un cantante professionista: campare di musica. Qui c’arriviamo in fondo. Paolo vive a Poggibonsi, è leader e voce del gruppo. «Un fan appassionato del Blasco» si legge sul sito della band. Di più. Non rende l’idea. In casa ha libri su Vasco, vinili di Vasco, ha foto, tatuaggi. Ciaravella è uno dei fondatori di Generazione di Sconvolti con il batterista Luca Tomassetti. Con loro Paolo Parnetti alla chitarra elettrica, Arianna Franchi al basso, alla tastiera Gionatan Caradonna, alla chitarra Maurizio Giordano e le coriste Elena Lanfredini e Paola Guarducci.

La band decide di particolare al “Bibap Vasco Cover Music Awards 2019”. Il contest è organizzato dal Bibap di Zocca, il locale dove è cresciuto Vasco Rossi, che oggi vive a Los Angels ma non ha dimenticato i vecchi cari amici di un tempo: quelli a cui non nega mai una partita a carte quando torna nella sua terra. Il contest prevede il concerto di una tribute band di Vasco: ne arrivano da tutta Italia. Tra queste c’è anche Generazione di Sconvolti. Ogni concerto dura due ore. Il regolamento dice di registrare una canzone scelta dalla stessa band e valutata dal Blasco. Paolo e gli altri scelgono “Lunedì”. Decisione buona come l’esibizione considerando com’è andata. Lunedì 20 luglio c’è l’incontro.

«Noi volevamo andare a Zocca e suonare per poter dire di averlo fatto nel locale in cui Vasco ha iniziato ad esibirsi» ha raccontato Paolo. Dunque nessuna aspettativa in particolare se non quella di un «fine settimana tra amici: per divertici insomma». Parte tutto così. «Certo – riflette Ciaravella – arrivare a conoscerlo grazie alla musica è il massimo: indescrivibile». Annuisce Tomassetti: «Direi proprio di sì». L’incontro è positivo. «Una persona umilissima, sembrava che Vasco fosse uno di noi» dice Luca.

La musica è passione. Ma, sotto sotto, cova il pensiero di farla diventare una professione? «Mi manca questo passo, credo che prima o poi lo farò – spiega Paolo – si vive una volta sola». Luca è più cauto. «Il mondo dei musicisti professionisti è in crisi, non sarebbe facile. Ben venga che rimanga il mio hobby e fa piacere che ci sia riconosciuto dalla gente». E da Vasco, visto il contest.

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