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Castelfiorentino

Urban Soul – Anima Urbana, mostra di Antonio Massarutto

Sabato 29 maggio (ore 16.00) taglio del nastro e presentazione al Parco Piovanelli (Pieve di Sant’Ippolito). La mostra rimarrà aperta fino al 9 ottobre.

Urban Soul – Anima Urbana, mostra di Antonio Massarutto
Cultura Val d'Elsa, 25 Maggio 2021 ore 12:05

Una giungla urbana di opere d’arte e installazioni che raffigurano animali provenienti da diversi paesi del mondo. In grado di stimolare nello spettatore una riflessione sui loro comportamenti, fino al punto di individuare negli animali atteggiamenti tipici degli esseri umani. E’ questo il tema di "Urban soul - Anima Urbana", mostra itinerante dello scultore Antonio Massarutto, che si svolgerà a Castelfiorentino dal 29 maggio al 9 ottobre. La mostra, curata da Maria Vittoria Gozio su progetto di Atelier Dall’Osso, sarà inaugurata sabato sabato 29 maggio (ore 16.00) al Parco Piovanelli (Pieve di Sant’Ippolito), con interventi del Sindaco, Alessio Falorni, del Vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi, della curatrice Maria Vittoria Gozio e dell’artista Antonio Massarutto.

Dopo il successo della mostra di Davide Dall’Osso nel 2019, la città di Castelfiorentino ha scelto per questo secondo anno di mostra diffusa Antonio Massarutto, attraverso decine di installazioni diffuse nel centro urbano che rappresentano figure di animali. L’obiettivo, ambizioso, ma non impossibile, è fornire ad ognuno di noi un'ulteriore possibilità di uscire da sé, dal proprio esclusivo punto di vista, per tentare di immedesimarsi addirittura in quello di una specie diversa. L'argomento ha una forte valenza pedagogica anche nella fondamentale riflessione sull'ambiente come habitat proprio e di molti altri esseri viventi.

Così, all’interno del Museo Be.Go gli animali del bosco coperti da frammenti di juta dialogano tra passato e presente come pellegrini della Via Francigena, mentre di fronte al Museo due imponenti e maestosi orsi polari ci ricordano la fragilità del nostro vivere contemporaneo. Per le vie del borgo, branchi di cinghiali corrono freneticamente sui muri inseguendo un inarrivabile stile di vita al ritmo del consumismo. Sulla terrazza del Teatro del Popolo si ferma il grande rinoceronte come ad osservare interdetto lo svolgersi quotidiano della città. Alla Pieve di Sant’Ippolito un piccolo gregge di pecore pascola tranquillo e così via.

La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Castelfiorentino e di un contributo della Regione Toscana, è organizzata in collaborazione con Cetra e il Museo Be.Go, e sarà aperta fino al 9 ottobre.

“Siamo veramente felici – osserva il Vicesindaco, Claudia Centi – di ospitare questa mostra diffusa di Antonio Massarutto, che offre al visitatore e al turista l’opportunità di percorrere a piedi il centro urbano alla scoperta di queste installazioni, spaziando tra il Museo BeGo, la biblioteca, le piazze, il ponte, l’area degli ascensori e la Pieve. In pratica, un itinerario in grado di unire gli spazi culturali con i luoghi di socialità e di relazione. Desidero ringraziare la Regione Toscana per aver sostenuto questo evento, la curatrice Maria Vittoria Gozio e l’Atelier Dall’Osso per il progetto della mostra, e infine l’associazione Cetra, il Museo Be.Go e tutti coloro che a vario titolo hanno attivamente collaborato alla sua realizzazione”.

“Osservando le figure animali di Massarutto libere di “scorazzare” su tutte le superfici di Castelfiorentino – osserva la curatrice Maria Vittoria Gozio - viene spontaneo domandarsi che grande conquista sarebbe per ogni uno di noi, uscire da sé e capire di più gli animali; capire il “nostro mondo” dal loro punto di vista. In questa fusione reale tra mondo umano e mondo animale, Massarutto vuole mettere in discussione il nostro status di homo sapiens, attraverso il punto di vista rovesciato dei suoi “animali”, mostrandoci che l’essere umano è portato a guardare sempre a nuovi orizzonti”.

Antonio Massarutto nasce a Pordenone e frequenta prima l’istituto Statale d’Arte Cordenons e poi l’accademia di arti applicate a Milano. Cresciuto nella campagna Friulana fin da piccolo osserva il padre, tassidermista (impagliatore di animali) e lo aiuta in laboratorio. Per lui questa diventa una vera e propria scuola di anatomia, tendini, ossa, muscoli ogni dettaglio gli servirà negli anni a venire. Oggi la scultura di Massarutto si affida molto all’improvvisazione. A quell’improvvisazione affine alla musica jazz di cui Massarutto è appassionato e che lui stesso definisce “… un’improvvisazione fatta di strutture mentali e tecniche ben precise, ecco la mia arte è questo, ogni volta aggiungo qualcosa di nuovo e così come il jazzista non ripete mai sé stesso, io do alla mia scultura la possibilità di rinnovarsi continuamente. L’unica costante credo sia l’anima degli animali che creo. Non sono riproduzioni, sono animali che respirano”.

L'idea di realizzare mostre diffuse promosse dal Comune di Castelfiorentino nasce dall'esigenza di creare progetti d’arte pubblica green, intesa come mezzo di integrazione sociale, recupero urbano e ambientale; dove l’arte deve interpretare, essere al servizio e dare valore aggiunto alla comunità multietnica che vive a Castelfiorentino.