Fine dell'attesa

Teatro dei Varii: «Un gioiello». Riaprirà dopo un decennio

Sembra approssimarsi la fine dei lavori all’antica struttura teatrale, realizzata nel lontano 1762

Teatro dei Varii: «Un gioiello». Riaprirà dopo un decennio
Cultura Val d'Elsa, 30 Dicembre 2020 ore 11:02

Il «Teatro dei Varii» potrebbe essere considerato senza timore di smentite il gioiello della corona di Colle di Val d’Elsa. Tra i palazzi più antichi della città, di una bellezza vecchio stile che risalta chiaramente non appena si mette piede nella sala circondata da palchetti, occupa un posto speciale nel cuore di tutti i colligiani.

Situato praticamente di fronte al «Palazzo dei Priori», la sua è una storia che si avvia, almeno secondo le leggende, verso i duemila anni, poiché sarebbe nato come ospizio ai tempi di Roma e sarebbe divenuto, nel II secolo d.C., il rifugio dei perseguitati Santi Faustino e Giovita. E’ attestato invece il suo utilizzo, già nell’XI secolo, come ospitale lungo la Via Francigena. L’incontro con l’arte deve invece attendere la metà del 1700, quando l’Accedemia dei Varii iniziò ad utilizzarlo come ritrovo per intrattenimenti musicali, letterari e teatrali. Da qui alla decisione di trasformare la struttura in un vero e proprio teatro, particolarmente richiesto dalla nobiltà e dalla classe benestante colligiana, il passo fu breve: progettato inizialmente da Giovanni Morozzi e successivamente dall’esperto Antonio Luigi Galli Bibiena, reduce dal rifacimento del «Teatro degli Intronati» di Siena, venne inaugurato ufficialmente in occasione del Carnevale del 1762, con la rappresentazione della «Merope» di Voltaire e della «Vedova Scaltra» di Goldoni.

Da allora, sia pure in maniera non continuativa, il teatro ha ospitato per due secoli e mezzo spettacoli di ogni tipo, anche se l’attività non è stata continuativa e vivace come molti avrebbero desiderato, soprattutto dopo la realizzazione, nel 1921, del più grande «Teatro del Popolo», che lo ha relegato in una posizione marginale: durante la Seconda Guerra Mondiale è stato sede del comando militare inglese, e nel dopoguerra è stato utilizzato, fino al 1971, come cinematografo. Dopo la donazione da parte dell’«Accademia dei Varii» della struttura al Comune, nel 1985 è stata avviata una prima operazione di reastauro, conclusa nel 1991, che ha restituito alla città un teatro trasformato in un vero piccolo capolavoro, considerato all’avanguardia tra le strutture delle sue stesse dimensioni a livello regionale, se non nazionale. Per di più, la maggior parte dei giovani colligiani hanno un particolare amore per questo luogo, sede, tra le altre cose, della maggior parte degli spettacoli organizzati dalle scuole.

Negli ultimi anni, però, il teatro è divenuto a Colle un vero e proprio caso: una serie infinita di lavori, dovuti soprattutto alla necessità di adeguare la struttura alle moderne norme di sicurezza, hanno impedito ai colligiani di fruire del loro più antico teatro per poco meno di un decennio. L’intervento è stato reso ancora più complesso dalle norme stringenti della sovrintendenza alle «Belle Arti», che hanno allungato i tempi e hanno fatto temere la chiusura definitiva della struttura.

Finalmente, però, sembra intravedersi la conclusione del percorso: l’ultima variazione di bilancio, infatti, ha permesso lo stanziamento di 90mila euro per completare, questa è la speranza dell’Amministrazione Comunale, i lavori di restauro e ripristino dell’antico teatro, oltre a permettere tutti gli accorgimenti necessari per adeguarlo alle norme e permetterne quindi di nuovo l’utilizzo da parte della città.

Un’operazione tutt’altro che semplice, a causa soprattutto delle imposizioni incrociate di diversi enti, come ha spiegato il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Stefano Nardi: «Intendiamo affidarci ad un tecnico competente esterno al Comune per redigere un progetto. Dobbiamo tenere conto di diversi fattori, non ultimo il verbale dei Vigili del Fuoco che è arrivato nella primavera del 2019, che era articolato su 18 punti e che conteneva una serie di prescrizioni relative alla sicurezza. Alcuni dei lavori sono già stati fatti, alcuni altri affidati. Adesso dobbiamo rimettere insieme i lavori già fatti e consegnare ai Vigili del Fuoco e alla Sovrintendenza un progetto che tenga conto di tutte le loro prescrizioni. In particolare, dovremo occuparci della sicurezza dei palchetti, con la realizzazione di sistemi di protezione per gli spettatori che evitino la possibilità che questi ultimi possano cadere in caso di emergenza. Ci troviamo con una serie di prescrizioni incrociate che rendono molto difficile operare, ma sembra che finalmente sia stata trovata una mediazione. Contiamo di affidare i lavori entro la fine dell’anno e di avere il teatro in funzione entro il 2021».

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