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Sono 987 le candeline per la fondazione di Badia a Elmi

Consegnato al Comune dall’associazione Badia Adelmi Onlus il progetto per realizzare parte del patrimonio con quasi mille anni di storia.

Sono 987 le candeline per la fondazione di Badia  a Elmi
Cultura Val d'Elsa, 24 Ottobre 2021 ore 15:01

È stato celebrato il 987esimo anniversario della fondazione della Badia a Elmi, grazie all’organizzazione dell’associazione Badia Adelmi Onlus. La cripta di Badia a Elmi è un esempio unico nel suo genere, la cui particolarità principale è la sua integrità rispetto all’originale, senza aver subito troppi interventi che la potessero snaturare o stravolgere. Al di sopra della cripta, acquisita a patrimonio del Comune nella passata legislatura, c’è la cappella di Santa Maria della neve che necessita di restauro del tetto, del pavimento e degli affreschi. L’associazione ha sviluppato un'idea progettuale per un minimale, ma altrettanto necessario intervento di restauro conservativo consegnando l’opera al Comune durante le celebrazioni della fondazione della Badia. Pier Giuseppe Spannocchi, è il presidente dell’associazione Badia Adelmi Onlus, il quale ha voluto spiegare l’importanza di questo sito e la necessità di un intervento di restauro.

Spannocchi, 987 anni sulle spalle non sono pochi. Gli anni iniziano a farsi sentire, di conseguenza urge un’opera di risanamento?
«Esatto. Per quanto riguarda la ricorrenza sono circa quindici anni che viene celebrata. Per due anni non abbiamo potuto far nulla, a causa del Covid. Quest’anno non volevamo che passasse in sordina e abbiamo creato un’occasione anche se ridotta, comunque importante. Nell’occasione abbiamo, appunto, consegnato all’Amministrazione comunale un progetto per il risanamento della cappella di Badia ad Elmi».

È solo un primo passo, giusto?
«Certamente, si tratta di un’appendice di tutto ciò che c’è a Badia, ma è una delle opere più urgenti da sviluppare. Siamo ben felici che sia venuta una sostanziosa e sostanziale rappresentanza del Comune. Durante la mattina abbiamo organizzato una colazione illustrando tutte le attività e lavorazioni che vengono prospettate nel progetto».

Da chi è stato realizzato il progetto?
«Da volontari della nostra Onlus che hanno danato la loro professionalità. È diviso in tre fasi. Una parte fatta da un restauratore. Fabrizio Iacopini, uno dei più bravi restauratori della zona. La parte edilizia è toccata a me – ndr afferma sorridendo – sono un ingegnere. Della parte elettrica se ne è occupato Fabrizio Donzelli che fa parte della nostra associazione ed ha una professionalità specifica in questo campo».

Quale sarà il costo dei lavori?
«La considerazione principale che occorre fare è che il tetto è completamente da rifare. Tutto il recupero è nell’ordine di circa 70mila euro, per i soli lavori. Il Comune conosce bene la problematica e ci ha ringraziato per lo sforzo fatto dalla nostra associazione. La speranza è quella di poter vedere iniziare i lavori nel prossimo anno».

Qual è la particolarità di questo luogo?

«Il sito fino a poco tempo fa era privato e dal 2016 è stato deliberato un atto fondamentale. L’acquisizione da parte del Comune tramite una donazione della Banca di Cambiano. Noi, cerchiamo di salvaguardare questo plesso e portarlo in una direzione positiva, processo che non è affatto scontato. In precedenza non era ben noto il valore di Bada a Elmi. È così antico e io lo definisco come completamente genuino. Sono tutte strutture del Mille che non hanno avuto rimaneggiamenti, quindi, una rarità assoluta, una perla meravigliosa. Tutti le prime domeniche del mese, da tre anni, svolgiamo delle visite guidate al sito per gruppi organizzai. Questa iniziativa sta avendo sempre più successo».

Qual è l’aspetto che più la coinvolge in questo progetto?

«Di cripte romaniche in Toscana e in Italia se ne possono trovare molte, ma di edifici religiosi che si trovano in una condizione di originalità, ovvero, non toccata per secoli, credo sia una delle uniche. La bellezza, la sua essenza, però la si può capire solo visitandola. I visitatori hanno proprio la sensazione di cambiare epoca. Badia a Elmi ha la capacità di far fare un salto di mille anni. È percepibile immediatamente la sua bellezza e la sua purezza. Credo che sia un luogo con delle grandi potenzialità, tutti dovrebbero contribuire per tutelarlo e valorizzarlo».