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la storia

Le radici storiche del borgo casolese ed il legame con la famiglia Aringhieri

A Casole d'Elsa la presentazione del volume dedicato alla storia del borgo con Barbara Gelli.

Le radici storiche del borgo casolese ed il legame con la famiglia Aringhieri
Cultura Val d'Elsa, 08 Maggio 2021 ore 19:42

La Società Storica della Valdelsa in collaborazione con il Comune ha presentato il trentaduesimo volume della biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa», dal titolo «Fra principi, mercanti e partigiani. Francesco Aringhieri politico e diplomatico senese del Quattrocento» di Barbara Gelli edito da Pacini. Aringhieri era una figura storica legata al borgo a doppio filo. All’evento, rigorosamente online, ha partecipato anche l’assessore alla Cultura Vittoria Panichi. L'articolo pubblicato su "Valdelsa Sette" dello scorso 30 aprile.

Le radici di Casole d'Elsa in un volume particolarmente atteso

«Vorrei ringraziare tutta la Società – ha affermato Panichi – e colgo l’occasione per lanciare l’invito di presentare il volume anche fisicamente nel nostro borgo. Vorrei aprire una riflessione sull’importanza di questo volume, perché l’operazione che viene fatta è quella di salvaguardare e prendersi cura del nostro patrimonio storico e culturale. Un lavoro importantissimo perché fa sì che la salvaguardia del nostro patrimonio si concretizzi e diventi reale. La famiglia Aringhieri è stata importantissima. Ancora oggi il nostro borgo respira delle opere di questa famiglia, nelle nostre strade, nel nostro museo e nella nostra Collegiata. Il lavoro che ha composto la dottoressa Barbara Gelli è anche quello di andare a salvaguardare la nostra identità. Mi sento di dire che c’è anche una sorta di “debito” (sorride, ndr.) con l’autrice, che ringrazio nuovamente».

L'autrice Barbara Gelli a conclusione della presentazione ha sottolineato che, «Francesco Aringhieri non è solo ricchezze e non solo politica, ma anche un uomo che è diventato importante per la sua informalità. Informalità nei rapporti, che per i miei studi è il collante della sua vita - ha spiegato - È un personaggio che vive in un contesto storico particolare come quello del territorio senese del ‘400, un ambito nel quale c’erano problemi di affermazione del ceto dirigente. Il gruppo di governo era “troppo ampio”, nel senso che potevano partecipare all’amministrazione troppe persone. Questo sistema faceva, quindi, un’autoselezione attraverso l’informalità dei rapporti in vari settori. In questo Aringhieri era tra i migliori ed i favori che faceva erano quelli che lo hanno portato a stringere i suoi rapporti privilegiati ed a fargli scalare i gradini della società».

Sono intervenuti anche Fabio Dei, il presidente della Società Storica della Valdelsa, Paolo Cammarosano, il direttore della biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa» e Duccio Balestracci, professore e storico medievista dell’Università di Siena.