San Gimignano

Le attività di San Gimignano si presentano

Ecco altri due protagonisti della nostra rassegna

Le attività di San Gimignano si presentano
Chianti senese, 23 Luglio 2020 ore 19:28

Le creazioni uniche e speciali del «Laboratorio Inauge»


Ha iniziato la propria produzione artistica nel 1990. Sempre nel borgo: prima in piazza Sant’Agostino, poi in via San Matteo e, adesso, nel nuovo atelier di piazza della Cisterna. É Marta Martini con il suo «Laboratorio Inauge» che, quest’anno, compie 30 anni. «Dopo il diploma all’Istituto d’arte ”Duccio di Buoninsegna” di Siena, ho frequentato un corso di formazione professionale per orafi. E ho aperto il mio laboratorio a San Gimignano nel 1990. All’inizio la mia produzione era basata sulla realizzazione di gioielli in metalli preziosi: l’oro e l’argento. Infatti, il nome ”Inauge” è composto dalle parole In, Au (il simbolo dell’oro), Gioielli, Esclusivi. In seguito ho messo a frutto la mia creatività sperimentandola su moltissimi materiali come il legno, il cuoio, la ceramica ed altri e, nel corso degli anni, la gamma delle mie creazioni si è ampliata tantissimo. Oggi, oltre ai gioielli, realizzo anche accessori di abbigliamento, come borse, cinture, sciarpe e oggettistica per la casa e da regalo. Durante questi mesi, mentre eravamo fermi per il lockdown, ho dato vita anche al mio sito web www.laboratorioinauge.com dove si possono trovare informazioni, vedere ed acquistare direttamente i miei lavori. Tutta la mia produzione è ideata, disegnata e realizzata nel mio laboratorio. Le mie creazioni sono destinate ad un pubblico che ama distinguersi dalle regole imposte dalla produzione di massa e dalle mode passeggere, a persone che desiderano unire il ricordo della visita di un luogo unico come San Gimignano con oggetti altrettanto particolari».

 

Tra salumi di maiale e di cinghiale, vino e olio. La tradizione Toscana è a «La Buca di Montauto»

Alla fine degli anni ’50 è nato il laboratorio artigianale grazie a Sergio Capezzuoli e alla moglie Paola. In questa fase iniziale vengono lavorate carni fresche e gli insaccati di produzione propria. «Siamo partiti come una classica macelleria, avendo alle spalle anche una piccola fattoria, con la produzione di vino e di olio» ha affermato Mauro Ghini, il genero di Sergio e di Paola, che, con la moglie Antonella, ha proseguito l’opera iniziata dalla prima generazione. È l’azienda agricola «La Buca di Montauto» situata a circa 3 km, in direzione sud ovest, dal centro storico di San Gimignano. «Su suggerimento del babbo Sergio, nel 1979, mia moglie Antonella ha aperto la vendita diretta, qui, in questo fondo in via San Giovanni (in foto). È stata una delle prime botteghe di vendita diretta di salumi e di vini sotto le torri: per quegli anni era una cosa innovativa – ha proseguito Mauro –. Alla metà degli anni ’80, poi, siamo subentrati io e mia moglie, la seconda generazione, portando avanti l’opera dei miei suoceri, sia per quanto riguarda la bottega in centro che nella fattoria. Alla vendita degli insaccati di maiale, abbiamo aggiunto la lavorazione dei salumi di cinghiale, prodotti con la carne degli animali allevati da noi allo stato semibrado, in una sorta di stalla a cielo aperto, grazie alla recinzione di un vasto terreno della fattoria. E, piano piano, ci siamo sempre più specializzati negli insaccati di cinghiale, producendone tantissime varietà: un prodotto particolare e tipico, legato al nostro territorio e alla nostra tradizione. Abbiamo affinato anche la produzione di vini edi olio, rimanendo sempre legati alla nostra fattoria: non vogliamo perdere le nostre radici e, anzi, vogliamo ritornarci il più possibile. Possiamo dire che l’azienda agricola è sempre stata la parte principale del nostro lavoro. Adesso è subentrata anche nostra figlia, Giada, la terza generazione». Con uno sguardo verso il futuro: «Nel nostro negozio di via San Giovanni abbiamo anche i prodotti di altre aziende della zona, vogliamo aprire un altro punto vendita, ritornando ancora di più alle nostre origini e proponendo, prevalentemente, i prodotti e le ‘‘chicche’’ della nostra fattoria: i nostri salumi, la nostra vernaccia, il nostro chianti e il nostro olio extravergine di oliva» hanno risposto, in coro, Mauro e la figlia Giada. E un altro obiettivo da raggiungere a breve è la certificazione di «agricoltura biologica», per la quale sono state avviate le pratiche burocratiche: «Abbiamo sempre fatto un’agricoltura di tipo biologico, prima di tutto per tutelarci, perché siamo noi a lavorare nelle nostre vigne e perché siamo noi i primi consumatori dei nostri prodotti, ma non avevamo mai richiesto la certificazione» hanno continuato Mauro e Giada. «Il nostro punto di forza sono la genuinità delle materie prime: il nostro allevamento di cinghiali, la nostra carne e i prodotti che ne derivano. E lo stesso per il vino e per l’olio» ha concluso Giada Ghini.

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