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SAN GIMIGNANO

La laurea del sangimignanse Ettore Donzelli sullo storico borgo della Vernaccia

L’approfondimento per capire quali siano gli elementi che influenzano la percezione del vino ad una degustazione.

La laurea del sangimignanse Ettore Donzelli sullo storico borgo della Vernaccia
Cultura Val d'Elsa, 04 Dicembre 2020 ore 10:34

Ettore Donzelli sangimignanese per linea materna. Nonostante i suoi tanti e lunghi viaggi, la sua vita in altre città e nazioni, non è mai riuscito a trovare un posto come San Gimignano. Così, proprio su questa terra ha voluto concentrare la sua tesi. Sulle risorse dello storico borgo immerso nella natura.

Donzelli, com’è iniziata l’idea della tesi?
«Parlando con la mia professoressa e sfogliando la letteratura, ci siamo accorti di avere moltissime informazioni riguardanti la produzione del vino, però meno sulla parte commerciale e di marketing. Soprattutto sull’influenza di un panorama rurale in una degustazione, probabilmente perché è un ramo del settore che si sta sviluppando negli ultimi anni. La mancanza di grandi studi passati ci ha dato la possibilità di affrontare nel dettaglio questo argomento, così da produrre ulteriore materiale per qualche possibile grande azienda interessata ad avviare delle strategie di marketing sull’argomento. Partendo da questa valutazione ed insieme ad un’azienda della Valpolicella (intenzionata ad avviare un progetto nuovo su questa tematica) abbiamo deciso di impostare il lavoro di ricerca, per capire quali siano gli elementi naturali e non, che possano influenzare la percezione del vino durante una degustazione e quindi la disponibilità a pagare più o meno un prodotto».

È un appassionato di vino? 
«Sono molto appassionato di vino e per tal motivo, durante il mio percorso di studi ho deciso di fare ogni anno delle esperienze lavorative in Italia ed all’estero, oltre a corsi privati come quello da sommelier o di potatura Simonit & Sirch, al fine di ottimizzare la mia formazione personale e professionale».

Sostanzialmente qual è il fulcro della tesi?
«Abbiamo selezionato i nove elementi di un paesaggio considerati dai consumatori medi come più caratteristici, come ad esempio gli olivi, i cipressi, il vigneto moderno coltivato guyot, l’area residenziale. Attraverso l’uso di Photoshop, abbiamo modificato lo stesso paesaggio, inserendo a fasi alterne i vari elementi sopracitati. Abbiamo supposto di poter ammirare durante una visita enoturistica un paesaggio vitivinicolo, durante la quale è stata data la possibilità di fare una degustazione a pagamento. L’offerta si è basata su un calice da 100 ml di vino rosso, prodotto dalla cantina oggetto della visita. Il costo della degustazione è stato espresso in cinque livelli: 5, 6, 7, 8 e 9 euro il calice. Attraverso l’uso di un questionario online, siamo riusciti ad individuare gli elementi più influenti sia in positivo che in negativo e quanto la presenza di questi in un paesaggio possano variare la disponibilità a pagare di un consumatore».

Ha proposto anche un questionario per i cittadini? 
«Per ottenere più dati possibili avevo bisogno dell’aiuto dei consumatori medi e chi meglio degli abitanti di San Gimignano, in ambito di degustazioni e paesaggi rurali, poteva darmi una mano? Quindi sì, ho proposto un questionario, anche perché credevo che potesse essere un progetto che, se ben fatto, potesse essere di ispirazione per alcune cantine del posto».

Qual è stato il risultato?
«Alcuni risultati sono intuibili, come la villa e l’area residenziale, elementi che comunemente si riscontrano come peggiori. La costruzione di insediamenti ha effetti piuttosto negativi sulle preferenze paesaggistiche e ciò sembrerebbe essere dovuto al fatto che il paesaggio viene concepito come un insieme di elementi naturali. Altri risultati sorprendenti, come i cipressi, che sembrano essere l’elemento più influente nella disponibilità a pagare di un consumatore (quasi 1,50€ in più), a seguire gli olivi e le strade di campagna».

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