Le polemiche

La biblioteca della discordia: progetto rinviato almeno al 2022

Le opposizioni: «Troppo tempo perso, sembra non sia più considerata una priorità. Era uno dei punti principali

La biblioteca della discordia: progetto rinviato almeno al 2022
Cultura Val d'Elsa, 14 Gennaio 2021 ore 12:07

Tra i punti più controversi del Consiglio Comunale svoltosi l’ultimo giorno del 2020 spicca sicuramente l’annuncio dell’avvio della progettazione della nuova biblioteca. A scatenare le proteste, naturalmente, non è la scelta di realizzare un nuovo edificio per ospitare la biblioteca Braccagni, sostituendo l’attuale struttura da tutti ritenuta inadeguata sia dal punto di vista strutturale (troppo piccola e decisamente troppo umida) che economica (troppo alto l’affitto annuale versato dal Comune): tutte le forze politiche avevano infatti inserito la necessità di realizzare una nuova sede per le collezioni colligiane di libri nei propri programmi elettorali per le elezioni del 2019. A scatenare le proteste delle forze di opposizione è stato l’annuncio del vicesindaco Stefano Nardi che i fondi per avviare la stesura del progetto sarebbero stati impegnati soltanto per il 2022 e per il 2023: «Abbiamo scelto di inserire questa voce negli anni successivi perché questo ci consentirà di affidare la realizzazione di alcuni documenti di supporto e di studio per la realizzazione di questo progetto. L’impegno, da parte dell’Amministrazione, è quello di anticipare i tempi non appena vi saranno le disponibilità economiche legate all’avanzo, ma intanto questo inserimento ci consente di avviare le procedure. E’ nostra intenzione iniziare anche, a partire dai primi mesi del 2021, un processo di condivisione con la cittadinanza per definire gli spazi della nuova struttura ed i servizi che vi saranno inseriti, oltre alla localizzazione della stessa».
Una scelta che ha incontrato la decisa contrarietà delle opposizioni: «E’ sicuramente vero che deve essere attivato un percorso con la cittadinanza – ha dichiarato Monica Sottili (M5S) – ma questo avrebbe dovuto essere iniziato già da tempo. Sono passati quasi due anni dall’inizio di questa Amministrazione, e ancora non è stato fatto nulla. A questo punto è facile supporre che rimarremo senza una nuova biblioteca fino alla prossima Amministrazione, e che nel frattempo rimarremo in affitto in un edificio fatiscente».
Posizione simile anche per Francesco Di Gennaro (Io Cambio): «In campagna elettorale tutti i gruppi avevano posto la realizzazione della nuova biblioteca come uno dei punti principali dei loro programmi. Vedere adesso che i lavori probabilmente non inizieranno prima del 2023 contraddice gli impegni presi da tutti, incluso il gruppo di Colle in Comune, del quale è espressione il sindaco».
Sulle modalità di coinvolgimento dei colligiani è invece intervenuta Sofia Aggravi (Su per Colle), che ha lamentato la mancanza di informazioni precise: «Capisco e condivido l’idea di coinvolgere la cittadinanza – ha dichiarato – ma secondo me sarebbe indispensabile capire quale sia la posizione dell’Amministrazione Comunale sulla nuova biblioteca: esiste un progetto di qualche genere? Dove si ha in mente di farla? In una struttura già esistente o in una nuova?».
Una posizione estremamente dura è stata assunta anche da Angela Bargi (SìAmo Colle): «Alla gente brillavano gli occhi quando si parlava della nuova biblioteca, adesso invece sembra diventata una questione secondaria. A quanto pare, ancora una volta si vede l’impegno scarno di questa Amministrazione sulle idee annunciate».

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