San Gimignano

Il gelato “Dondoli” famoso in tutto il mondo

L’intervista al maestro gelatiere Sergio Dondoli

Il gelato “Dondoli” famoso in tutto il mondo
Chianti senese, 28 Luglio 2020 ore 18:49

Quante persone sono venute a San Gimignano per assaggiare il gelato del Dondoli? È un calcolo difficile da fare per un’attività che, sempre in piazza della Cisterna, è stata aperta l’8 aprile 1992, ovvero 28 anni fa. «La ”Gelateria Dondoli” in piazza della Cisterna, non è stata la mia prima esperienza di produzione, in proprio, di gelato. Per, circa, 20 anni ho vissuto all’estero: ho fatto il maître in albergo, poi ho lavorato nel mondo della gastronomia, prima nella ristorazione, e, dal 1984, con una gelateria in Germania» ha detto il maestro gelatiere Sergio Dondoli (in foto con Wikipedro). «L’idea di una gelateria a San Gimignano è nata perché cercavo un posto importante, in Italia, dove portare il mio gelato. Ho avuto enormi difficoltà iniziali: la partenza è stata dura, così come è complessa la situazione attuale. Ma quando si riesce a superare i momenti più duri, si aprono grandi opportunità». Del resto crisi, dal latino «crisis», ha come significato originario: «scelta, decisione, fase decisiva». «Del Covid-19 ho timore, mi dispiace, sono nervoso, ma nella mia vita ho superato minimo due momenti difficili». Perché aprire una gelateria a in città? «Avendo buone conoscenze del mestiere e sapendo alcune lingue straniere ho aperto la mia gelateria in un paese turistico come San Gimignano. Gli stranieri che vengono ad assaggiare il mio gelato, poi, sono tornati volentieri perché non solo comprano il gelato, pagano e ‘‘arrivederci’’, ma hanno modo di parlare e di interagire con me. Il borgo mi ha aiutato tanto per farmi conoscere all’estero: chi lavora bene qui, in qualche maniera, può ottenere fama internazionale». Sono tanti i riconoscimenti, italiani ed internazionali, che la «Gelateria del Dondoli» ha ottenuto: «Dall’essere menzionato in una speciale guida della ”Lonely Planet”, sulle eccellenze gourmet di tutto il mondo, con il binomio fra attività gastronomica e città che devono essere visitate, alla conquista di 2 Coppe del Mondo del gelato, con la formazione italiana; dal premio ”Maestro di arte e mestiere” (”Living national treasure” – ”Tesoro vivente nazionale”), dato dal Presidente della Repubblica nel 2016, e che condivido, con nomi di assoluto livello quali, Iginio Massari e Gualtiero Marchesi, all’essere inserito tra i ”100 ambasciatori nazionali” del ”made in Italy” per il 2020 nel mondo, nella prestigiosa sala Koch al Senato, e ai «Tre Coni», nei 4 anni di esistenza della guida ”Gelaterie d’Italia” del ”Gambero Rosso”, l’equivalente delle ”Tre stelle Michelin”». E tutto questo è possibile grazie alle modalità di lavoro del maestro gelatiere: «Il nostro punto di forza è la qualità del gelato grazie all’utilizzo di materie prime biologiche di eccellenza. Per il nostro gelato utilizziamo tutti prodotti biologici che riusciamo a trovare. A cominciare dal latte, che rappresenta il 50-60% della materia prima delgelato: abbiamo il meraviglioso latte dell’azienda agricola ‘‘Poggio di Camporbiano’’, latte crudo che noi pastorizziamo. È il miglior latte, riconosciuto dagli addetti ai lavori, in Toscana. Lo stesso per gli altri ingredienti: la frutta proviene dalle aziende agricole biologiche locali. C’è una continua ricerca in questo senso. Tra i prodotti del territorio che lavoriamo ci sono: il sorbetto ”Vernaccia di San Gimignano”, usando vernacce biologiche, e il sorbetto con lo spumante di Vernaccia; lo zafferano per la Crema di Santa Fina, nata nel 1997 e che ho portato in tutti i contenenti». Dondoli è conosciuto ed ha contatti importanti in tutto il pianeta: «E questi si sarebbero dovuti sviluppare in una cosa enorme: quest’anno avrei dovuto aprire, insieme con alcuni investitori brasiliani, le prime gelaterie a marchio Dondoli in Brasile. Si sarebbero dovute chiamare ”Dondoli do Brasil”. E uno degli investitori sarebbe stato Pelé, il più grande calciatore al mondo. Sarò sempre meno in gelateria e mio figlio, Stefano, da 4 anni responsabile di produzione, sta prendendo il mio posto».

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