Cultura
Colle di Val d‘Elsa

I turisti tornano in città… quanto mancavano!

Dopo le tante restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, anche il settore della ristorazione viaggia a gonfie vele

I turisti tornano in città… quanto mancavano!
Cultura Val d'Elsa, 02 Ottobre 2021 ore 16:00

Con la fine dell'estate è tempo di fare un bilancio sull'importante settore del turismo, che negli ultimi anni a Colle val d'Elsa sta diventando sempre di più un fattore rispetto al passato. La bellezza del centro storico e gli straordinari paesaggi naturali dei dintorni permettono al territorio colligiano di essere una meta ambita dai turisti. Questo potenziale, sotteso per decenni, inizia a diventare una solida realtà, imponendo agli abitanti alcune riflessioni. La giunta comunale è sicuramente attenta ai nuovi flussi turistici, ma anche i privati cittadini guardano ai vantaggi economici derivanti da attività legate al fenomeno turistico. C'è stato un incremento sbalorditivo delle case in affitto per le vacanze. Inoltre molti ristoranti stanno puntando su una cucina di ottima qualità, gradita assai da chi è in vacanza. La ripartenza della stagione turistica non era affatto scontata. A maggio l'emergenza sanitaria rappresentava ancora un ostacolo insormontabile. Dal termine del coprifuoco (21 giugno) le cose sono cambiate. Tanti stranieri e italiani non toscani hanno affollato la Valdelsa, considerando Colle una tappa fondamentale. L'assessore Cristiano Bianchi, molto soddisfatto, fa il punto della situazione. «Non abbiamo i numeri ufficiali, per questi sarà necessario aspettare la fine di ottobre. Comunque è andata bene, nonostante sia mancato il flusso asiatico e statunitense. Di contro sono aumentati i turisti provenienti dall'Europa e dal resto d'Italia. Rispetto a prima, numerosi visitatori si recano sul Sentierelsa, che già conoscono in anticipo. In aggiunta essi lasciano recensioni positive sul web, accrescendone la visibilità. Ciò costituisce una novità interessante per la promozione turistica del nostro suolo. Ulteriormente quest'anno registriamo un aumento esponenziale dei camminatori sulla Via Francigena, che si dirama in più punti nel circondario valdelsano. Ecco, la variante, che passa dal nostro centro storico, sembra sia tra le più apprezzate. Tutto questo fa ben sperare per il futuro. Chi ha ristoranti o strutture ricettive conferma il trend positivo e in salita». In effetti Filippo Toni, del ristorante «La Dama Juana» di piazza Bartolomeo Scala, ribadisce le ottime cifre pure nella sfera della ristorazione, che nelle nostre zone è fortemente legata al turismo. «La precedente è stata la nostra prima stagione estiva, quindi è impossibile fare un paragone con il passato. Comunque abbiamo avuto clientela turistica, che si va ad aggiungere a quella locale, che nel nostro caso risulta prevalente. La scelta di aprire a Colle Val d'Elsa è dettata dall'eccellente vetrina che essa stessa rappresenta. In più abbiamo considerato la riqualificazione dell'area. Con emozione e voglia di fare bene siamo partiti malgrado il covid». Di fatto la “Dama Juana” ha un concept innovativo per Colle val d'Elsa, unendo la cucina tradizionale a quella internazionale con tapas ed elementi vegani/biologici. La qualità del cibo e un arredo dallo stile invitante richiama di conseguenza non solo gli autoctoni ma anche i turisti che passano in una zona nevralgica come piazza B.Scala. Un quartiere meno nevralgico per le attività commerciali, ma parecchio affascinante è Castello, che trasuda di storia in ogni casa, palazzo e chiesa. Marco Canocchi, il quale ha un loft altrettanto affascinante che affitta ai vacanzieri, evidenzia però alcuni problemi connessi alla mobilità pedonale e stradale della parte alta della città. «Le criticità correlate al raggiungimento di Colle Alta purtroppo possono avere anche un riverbero negativo sull'affluenza. Mi auguro che in futuro sia molto più comodo per tutti arrivare per le strade del borgo medievale. Tuttavia ritengo che le presenze siano ottime. E' mancato l'afflusso primaverile sia nel 2020, sia nel 2021. In estate però abbiamo viaggiato a gonfie vele. Tre ondate di olandesi, francesi e tedeschi hanno riempito l'appartamento “La Botteghina di Vilma” in più riprese. Al contrario lo scorso anno più del 90 per cento furono italiani».