POGGIBONSI

Francesco Rossi vince l’Emmy, un altro successo per il regista

Molti i traguardi raggiunti dal poggibonsese che sogna ancora in grande.

Francesco Rossi vince l’Emmy, un altro successo per il regista
Siena, 03 Novembre 2020 ore 11:34

Francesco Rossi è giovane. La qualità del suo lavoro ed i traguardi che ha già raggiunto, però, non dipendono da questo. Non si può e non si deve arrivare al solito banale assunto “che bravo giovane”, perché Francesco Rossi è un regista. Un ottimo regista. Il riconoscimento che gli è stato assegnato negli ultimi giorni ne è la prova. Ha vinto l’Emmy. «Ho fatto scienze politiche con indirizzo comunicazione – afferma Rossi – e dopo la scuola nazionale di cinema indipendente di Firenze. Da quando ho dieci anni ho sempre la telecamera in mano. Il mio percorso lavorativo è iniziato perché il mio professore mi ha proposto di entrare in società (Ecoframes) con lui. Oggi, io ed altre due professionisti abbiamo creato una società che si chiama Filmarea. Come primo prodotto faremo un cortometraggio con la mia regia. Il poter riprendere mi è sempre piaciuto, mi ha sempre affascinato. Mi facevo insegnare da mio padre che è un appassionato di fotografia, ma anche di video. La mia famiglia mi ha trasmesso l’amore per il cinema. Siamo sempre stati appassionati degli 007 e degli western. Ad alimentare la mia passione ha contribuito anche Franco Burresi, il mio maestro delle elementari, che ci organizzò un cineforum. Ci faceva vedere Rosi e questo ha fatto scaturire in me una certa sensibilità. Nel periodo delle medie ci sono quei film che ti rimangono come The Departed e da lì il percorso continua. Alle superiori Gabriele Manganiello – ndr l’insegnante di Storia dell’Arte – mi ha aiutato a formarmi e lo fa ancora oggi. Ringrazio sempre la mia famiglia che mi ha sostenuto in questo percorso. Mi viene in mente una frase di Guccini: “un laureato conta più di un cantante”».

 Quali sono le sensazioni di vincere un Emmy? 
«Forti. Ho vinto l’Emmy nella parte news, per un programma di intrattenimento, durante il quale approfondiscono temi di notizie. Tutto è nato da una collaborazione con la rete televisiva Usa Cbs, che ha deciso nel 2019 di fare uno speciale del suo programma storico “Sunday Morning”. Questa trasmissione è la più longeva del panorama Tv americano, va in onda dal 1979. C’era una puntata sulla Toscana e Firenze, uno speciale». 
I primi lavori nel mondo della ripresa?
 «Artisticamente quello che considero il mio primo lavoro è un cortometraggio che ha vinto un Festival a Bari che ho girato a Poggibonsi con i miei amici. È stato girato quando ero appena uscito dalle superiori. Una sottospecie di thriller molto regionale, molto brutto – ndr afferma ridendo – però, è stata la prima volta che mi sono confrontato con tutto il percorso di progettazione e realizzazione di un progetto completo. Invece, il primo lavoro da professionista è stata la pubblicità della Fiorentina. È stato anche il primo lavoro con Ecoframes. Arrivi a casa ti guardi allo specchio e dici “ok, questo è il mio lavoro”. Quello è stato un momento di svolta per la mia carriera. Ho, però, anche collaborato con alcuni film. Ad esempio con la regista Danielle Arbid, in un film che si intitola Simple Passion. In Italia ho lavorato a cinque film italiani. Ho visto anche come lavorano gli stranieri ed ho capito perché non abbiamo più Fellini». 
Quali sono i prossimi progetti? 
«Ho in progetto un cortometraggio con la mia regia insieme a grandi professionisti del cinema italiano e questo mi rende orgoglioso. La speranza è che tanti giovani italiani possano cambiare il cinema italiano. C’è qualcosa di diverso in Italia nell’arte e nella sensibilità, però non ci deve essere sudditanza, ma insegnamento anche per come sono le modalità e le forme in altri paesi. La speranza è quella di creare un nuovo cinema italiano insieme anche a tanti altri registi».

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