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Esche mortali lungo via Col di Lana. Chi le ha posizionate voleva uccidere

"In trentuno anni di attività e di lavoro per accogliere tutti i cani abbandonati del territorio una situazione del genere non era mai successa".

Esche mortali lungo via Col di Lana. Chi le ha posizionate voleva uccidere
Cultura Val d'Elsa, 28 Marzo 2021 ore 10:29

Pubblicato su Valdelsasette del 19 marzo 2021. La vittima un piccolo gattino che aveva ingerito il veleno. A salvarlo il pronto intervento della padroncina che lo ha portato subito dal veterinario per le cure del caso. E’ scattata la denuncia.

Esche mortali lungo via Col di Lana

Si tratta del boccone dell’addio, l’ultimo pasto di un condannato a morte. Quello che sta accadendo nei pressi di via Col di Lana. Le esche mortali hanno un profumo ed un gusto irresistibile, ma causano ogni anno la morte di migliaia di animali selvatici e domestici. Sono delle sostanze facilmente reperibili in commercio, come topicidi, pesticidi, diserbanti, liquidi anticongelanti o componenti d'importazione come cianuro e stricnina, di cui esiste un vero e proprio smercio clandestino, che vengono mescolate a carne, lardo o ad altri prodotti appetibili come polpette. Queste esche sono disseminate in parchi, giardini o altri luoghi pubblici, sono usate da gente senza scrupoli per arginare il randagismo, ridurre le colonie feline o metter fine a dissidi condominiali.

È accaduto nel corso del fine settimana che una povera gatta ha riportato nella sua abitazione un piccolo biscotto celeste, questo è accaduto per alcuni giorni. La proprietaria inizialmente inconsapevole di cosa fosse ha richiesto supporto informativo ad uno dei gruppi di cura ed assistenza di animali domestici della Valdelsa. Immediatamente è intervenuto il gruppo facendo presente che si trattava di veleno. A seguito la corsa dal veterinario che ha indotto il vomito e la conferma che i gatti avevano ingerito delle esche mortali. Per risolvere definitivamente i danni causati da queste trappole mortali la terapia ha la durata di ben un mese di medicinali ed impossibilità di uscire di casa.

Una cosa mai successa prima

U.N.A. (Uomo Natura Animali) è il canile riconosciuto della città ed a parlare della questione è Lucia Brogi, la responsabile e presidente dell’associazione di volontariato.

«In trentuno anni di attività e di lavoro per accogliere tutti i cani abbandonati del territorio – si tratta di un territorio molto vasto che comprende la Valdelsa, arrivando fino a Radicondoli e Barberino-Tavernelle, ma anche Greve e San Casciano – una situazione del genere non era mai successa. Noi abbiamo salvato ed accolto circa 7mila cani abbandonati. Accogliamo solo i vaganti, senza segno di riconoscimento e che nessuno reclama. Il consiglio per chi si  trova in queste situazioni nelle quali degli animali ingeriscono delle trappole è doveroso rivolgersi subito al veterinario e poi alle autorità competenti. Segnalare il luogo e soprattutto contattare la Usl, i carabinieri ed il Comune per iniziare a fare ricerche e tentare di trovare l’autore di questi misfatti. La conoscenza di questo fatto mi lascia senza parole. La cattiveria dell’uomo è incommensurabile, in questo momento di crisi qualcuno si mette anche a perseguitare dei poveri animali domestici che non hanno fatto niente di male».

Uso esche avvelenate contro la legge

L’uso di esche avvelenate è chiaramente vietato. In più le sostanze velenose costituiscono una fonte di inquinamento ambientale, avvelenando catena alimentare, suolo e falde acquifere. La legge regionale del 16 agosto 2001, n. 39 sancisce una multa di circa 1600 euro per chi posiziona esche di questa tipologia, che può essere addirittura raddoppiata in casi più gravi. A seguito degli accertamenti sull’accaduto, effettuati dagli organi di vigilanza competenti, ovvero sulla base delle segnalazioni, anche nel caso in cui non vengano individuati i responsabili degli illeciti, il Comune si deve attivare, con procedura d'urgenza, in collaborazione con l'Azienda sanitaria locale competente per la zona e la Polizia Provinciale, per svolgere adeguate attività di bonifica dell'area colpita.