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Dopo «Borgoladro» ecco il sequel di Semplici

Le parole di Filippo in anteprima sul thriller che attendono in molti: «I contenuti saranno pieni di adrenalina»

Dopo «Borgoladro» ecco il sequel di Semplici
Cultura Chianti fiorentino, 07 Novembre 2021 ore 11:00

Sono passati tanti mesi da quando Filippo Semplici, scrittore e autore di Barberino Val d’Elsa pubblicò «I misteri di Borgoladro», il suo primo libro distribuito da una casa editrice nazionale in tutta Italia. Venti giorni dopo l’uscita scoppiò la pandemia e tutto si bloccò. Nonostante questo però, quel libro ha cominciato a girare ugualmente in ogni regione della nazione ottenendo un riscontro, forse inaspettato agli occhi dell’autore, che oggi lo ha portato alla pubblicazione del sequel, in uscita il prossimo febbraio. È l’autore stesso che racconta alcune caratteristiche in anteprima, suscitando sempre più curiosità e attesa.
«Quando uscì “I misteri di Borgoladro” - ha spiegato Semplici – erano pronte numerose presentazioni che furono annullate dato che scoppiò la pandemia per la prima volta. Quindi, anche se in ritardo, la prima presentazione sarà il prossimo 17 dicembre alla biblioteca di Tavarnelle. La novità vera però è che a febbraio uscirà il sequel che sarà sempre pubblicato dal solito editore e che quindi sarà presente in tutte le librerie. Sono riuscito a farmi prendere in carico nel frattempo anche da un’agenzia letteraria molto importante e per me è un grande passo avanti. Chi riesce un giorno a scrivere per professione, anche se è quasi impossibile in Italia, parte sempre da qui, dall’avere un agente letterario che ti supporti durante il percorso del libro».
Tante quindi le soddisfazioni per Filippo il quale racconta i retroscena del nuovo libro.
«Il sequel – ha continuato - è impostato diversamente dal precedente. Il primo nella mia mente lo avevo creato come un thriller ma c’erano anche molte influenze horror. In Italia però quest’ultimo genere non funziona e ho deciso di discostarmi rimanendo sul thriller vero proprio. L’ho impostato in modo tale che chi ha letto il primo ovviamente troverà le risposte rimaste in sospeso; chi non ha invece letto il primo troverà un thriller ad alto contenuto adrenalinico che offrirà degli accenni al libro precedente, con la possibilità di gustarsi la storia ugualmente. Si può leggere indipendentemente».
Difficile è stato, come spiega l’autore, il percorso di stesura di questo scritto.
«È un romanzo a cui tengo molto – ha detto -. Ci sono voluti 4 anni di lettura, di revisione, di correzioni di bozze. Non solo di scrittura ma anche di documentazione dato che affronta molti diversi argomenti come il dark web. Questo tra tutti è un tema difficile e mette a dura prova. Ho dovuto confrontarmi prima con molte persone».
Non c’è ancora un titolo definitivo della pubblicazione ma, oltre a questo ormai prossimo appuntamento di febbraio, tanti sono i progetti futuri già presenti e concreti.
«Indipendentemente da ciò che si può pensare, come il dire “sono a casa quindi potrò dedicarmi alla scrittura di più”, il periodo del lockdown ha compreso il fatto che si fosse in casa tutti, quindi tutta la famiglia. Avendo un bambino piccolo in realtà ho avuto meno tempo di quando invece lavoravo fuori (ride n.d.r.). Al di là di questo si, ho avuto un po’ di spazio per me e ho avuto modo di affinare una storia che avevo in testa da tanti anni. Alla fine, in quel periodo, mi è venuta in mente un’idea nuova da portare a galla. Mi sono accorto che la storia mi prendeva molto e oggi sono già a 250 pagine. Spero di riuscire a terminarlo entro l’anno per uscire il prossimo. Ho già un’idea per quello dopo ancora».
«Dal mio punto di vista pubblicare con la Newton Compton, con un agente letterario che mi segue e supporta, credo sia il sogno di ogni aspirante scrittore. Per me è un periodo bellissimo perché tutto quello che mi serve per realizzare i miei desideri ce l’ho. Ora tocca a me, alle mie storie e ai lettori. “I misteri di Borgoladro”, nonostante non abbia avuto la possibilità di presentarlo, ha avuto un bel successo. Sono molto felice».
Il primo impatto con l’uscita, come spiega Filippo, è stato forte.
«Mi sono sentito spaesato, confesso – ha concluso -. Anche nel rapporto coi lettori che mi mandavano sui social le foto con il libro da tutta Italia. Io ero abituato a vedere i miei amici e i miei familiari con i miei scritti… quindi questo passaggio si, mi ha completamente spaesato.
La prima regola per scrivere è leggere. Quindi se incontrassi un autore alle prime armi direi che dovrebbe leggere prima di tutto. Altrimenti non puoi scrivere, punto. Per un secondo consiglio direi di restare umile. Vedo molti autori che si danno arie anche con poche pubblicazioni. Invece bisogna essere disposti ad accettare le critiche perché arriveranno sempre e ti “stroncheranno”, perché quando si scrive ci si mette l’anima... Quindi quando ti giudicano su un lavoro del genere è difficile accettare sempre. Bisogna quindi imparare a comprendere i giudizi e usarli nel modo giusto»