Stasera

Certaldo, in teatro per ridere dei problemi: Paolo Hendel e la sua giovinezza

Certaldo, in teatro per ridere dei problemi: Paolo Hendel e la sua giovinezza
Chianti fiorentino, 19 Luglio 2020 ore 13:09

Ah, la giovinezza! L’età in cui si è più forti, più attivi e pieni di entusiasmo. Quella degli amori estivi, della spensieratezza e del divertimento. Quella delle notti in piedi fino a tardi e delle albe tanto attese. Tutto bello, ma poi? E’ con questa domanda che il celebre attore teatrale e cinematografico Paolo Hendel terrà lo spettacolo tratto dal suo libro «La giovinezza è sopravvalutata». Stasera alle ore 21:30 a Certaldo, protagonista sarà la risata. E sarà una risata sincera, quella che guarda alle cose che non vanno, quella che osserva i problemi e cerca di superarli con l’ironia. Quella che ci fa sorridere pensando ai tempi che passano e pensando che in realtà, «la terza età non è poi così male». Ma a darci i dettagli dello spettacolo, che ha riscosso un grande successo nelle sue scorse edizioni, è proprio l’attore toscano che risponde alle nostre domande affrontando i punti cardine dello show, soffermandosi anche sul mondo del teatro nel periodo post Covid.
Di cosa parla lo spettacolo?
«Lo spettacolo arriva dal libro “La giovinezza è sopravvalutata” ed ha l’obiettivo di far ridere degli anni che passano e riflettere su ciò che comporta l’essere giovani e l’essere anziani. E si parla di tutto, anche dell’amore o del sesso… dopo un certa età è proprio una faticaccia. Quindi sorridere delle cose della vita che spesso sono anche brutte e non c i piacciono e che ci fanno anche arrabbiare o non vanno sempre nel verso giusto. Facendo questo al teatro diventa una cosa interattiva col pubblico. Avevo bisogno di un regista adatto allo spettacolo. E sono stato fortunato a trovare Gioele Dix con il quale ho una vecchia amicizia».
Da dove è nata l’idea?
«L’aneddoto che ha dato vita allo spettacolo fa rimento ad una bella giornata nella quale accompagnavo, con l’aiuto della badante, mia madre da una nuova geriatra. Mentre eravamo lì ad aspettare in sala d’attesa, mia madre doveva andare al bagno e gentilmente la badante l’ha accompagnata mentre io sono rimasto lì ad aspettare. Ad un certo punto, mentre ero solo, la geriatra esce e guardandomi mi dice “Prego venga, è il suo turno”. Allora ho capito che ora tocca anche a me fare i conti con gli anni che passano.
Giacomo Leopardi l’ha definita “la detestata soglia di vecchiezza” però vedi, non ti senti in realtà l’età che hai. E quindi ti viene da chiederti se davvero Leopardi aveva ragione nel chiamarla “detestata”. Intendiamoci, io sono contento di essere stato giovane, lo rifarei volentieri. Ma dico solo che mi sto sto trovando bene anche ora».

C’è un fattore sul quale secondo te bisognerebbe essere più attenti?
«Un fattore che ho notato è la fragilità delle persone sopra una certa età. Si parla sempre di prevenzione per gli uomini. Le donne, anche in questo, sono più brave di noi uomini. Pensa che secondo un’indagine il 54% degli uomini pensano che la prostata sia un organo femminile… e allora si capisce quanta poca attenzione alla salute ci sia in giro. Stare attenti alla propria salute e prevenire è una cosa molto importante».

Secondo te qual è la cosa più bella della giovinezza e quale quella della terza età?
«La cosa più bella della giovinezza è il fatto che se ti trovi alzato a tarda notte è perché magari hai deciso di aspettare l’alba. Dopo una certa età, se sei alzato a tarda notte, è perché stai cercando il bagno a causa della prostata. Una cosa bella invece della terza età è, se ci si riesce, il piacere della lettura. Quando si è giovani si ha la scusa del “non ho tempo”, ebbene da anziani, se si ha la fortuna ed il tempo per poter rallentare, è più facile dedicarsi alla lettura. Ovviamente tutto questo nello spettacolo è solo un pretesto per poi parlare di tutto, dalla politica al coronavirus».
Che momento sta passando il teatro dopo il covid?
«Un invito alla prudenza è necessario. Ancora non è finita. Si, è passata probabilmente la fase peggiore ma è bene continuare a seguire le indicazioni del distanziamento. Dopo 3 mesi c’è voglia di ricominciare in teatro. Io sto girando con questo monologo e vedo che il pubblico sta superando la paura e si fa avanti sempre con le regole da rispettare. Per i giovani è più difficile evitare gli assembramenti. E lo capisco. Poi però ci sono quelli che rifiutano in modo ragionato e lucido, questo non lo capisco, soprattutto se si tratta di personaggi politici importanti che dovrebbero dare l’esempio. Questo fa rabbia perché si gioca con la salute delle persone. Credo che il fatto che molte di queste iniziative teatrali siano dovute al fatto che possiamo farle all’aperto, il problema sarà ad ottobre quando è possibile che al chiuso non si possa stare. In questi mesi difficili comunque, per noi che stiamo nel Chianti, è stato un momento nel quale forse ci siamo accorti della bellezza del nostro paesaggio rispetto a chi vive in città.
Un motivo per il quale domenica dobbiamo essere in platea?
Certaldo è una bellissima città. Ora abbiamo tutti bisogno di ridere un po’ insieme delle cose che non vanno. Più problemi ci sono, più c’è bisogno di ridere e dobbiamo ridere prendendo atto di come stiamo, divertendosi con le nostre stesse sensazioni».

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