Montespertoli

Benvenuti ai centri estivi, ecco l’estate dei ragazzi

Il racconto dei bambini e della coordinatrice Deborah Parker

Benvenuti ai centri estivi, ecco l’estate dei ragazzi
Chianti fiorentino, 23 Luglio 2020 ore 10:13

La palla è in aria, vola da una mano all’altra dei tre bambini che giocano a «schiaccia 5» nel cortile. Seduti ai tavoli, qualcuno con pennarelli e colla vinilica lavora con le mollette per dar vita alle «catapulte». Dall’altra parte del giardino, i ragazzi più grandi corrono contro il tempo in un percorso ad ostacoli per vedere chi arriva primo a fare canestro.

Siamo ai «Centri Estivi» comunali di San Quirico in Collina, organizzati dall’associazione di promozione sociale Prima Materia. Viola, Giulio, Rebecca, Giulia, Iris e Laura sono gli educatori che seguono i ragazzi nelle loro attività. I sorrisi dei bambini, la gioia di stare insieme e godersi la giornata di sole, ci fanno quasi dimenticare i periodi più bui della quarantena.

Deborah Parker, inglese di origine, violoncellista, musico terapeuta e fondatrice negli anni ’90 di Prima Materia (oggi nel comitato didattico), è la coordinatrice di questicentri estivi, che si tengono proprio nella struttura dove Prima Materia svolge, durante l’anno, le sue attività sociali, culturali e soprattutto musicali.

Ed ha ragione lei quando ci ricorda quanto gli adulti siano diversi dai bambini.

«È una delle cose più belle che ho notato e mi è stata nuovamente molto chiara – ha raccontato Deborah – È una differenza che emerge sempre. Noi lavoriamo anche in parti del mondo dove c’è una deprivazione sociale o politica, come in Libano tra i rifugiati palestinesi coi quali cerchiamo di sviluppare risorse musicali per la loro comunità. I bambini se li metti una condizione bella, di sentirsi ben voluti e guardati bene, incoraggiati conl’attenzione giusta, partono e non guardano mai indietro.

Mi aspettavo – ha proseguito – di dover parlare di tutte le loro paure, del Coronavirus e di cosa sarebbe successo in futuro, ma niente. Hanno la meravigliosa capacità di non rimuginare o fare proiezioni. Vivono. Dal primo giorno, volevano giocare, esplorare e sperimentare. Un’esperienza molto sana che noi adulti spesso dimentichiamo. Tendiamo a sprecare tante energie mentali, a immaginare cosa potrebbe succedere quando in realtà non lo sappiamo. Sarebbe meglio essere consapevoli ma andare avanti giorno per giorno e vedere che succede. In questo, secondo me, i bambini ci insegnano molto. Sono molto presenti nelle relazioni e vanno avanti. Ci dimostrano una creatività e adattabilità che gli adulti perdono nelle loro paure».

Prima Materia ha sempre fatto i centri estivi con piccoli gruppi, privatamente. Quest’anno, l’emergenza Covid-19, ha fatto sì che il Comune dovesse cercare altre soluzioni e l’associazione con sede a San Quirico era la più pronta. Già dal 18 maggio aveva sanificato i locali e concluso gli atti burocratici con Regione, Amministrazione comunale e Prefetto per ripartire. E così è stato.

«Chi si occupa di promozione sociale – ha sottolineato Deborah Parker – nel momento in cui c’è una deprivazione della libertà, soprattutto per la parte giovanile, deve essere pronto ad aiutare la comunità. I giovani sono stati i più penalizzati in questi mesi, coloroai quali abbiamo tolto la vita sociale. Perciò eravamo disponibili fin da subito a organizzare i centri estivi. Ovviamente ampliando il team di educatori, cercando spazi e tempi adeguati, e riducendo il numero di iscritti».

Sette settimane dal 15 giugno al 31 luglio con tre turni. I bambini entrano alle 8:30 ed escono alle 14 dopo la pausa pranzo nel cortile. Una capacità massima di 38ragazzi a turno: 28 della fascia delle elementari e 10 delle medie.

«Lo spirito che deve animare queste settimane di centri estivi è stare bene – ha commentato la coordinatrice – Imparare a gestire le proprie emozioni, affetti e desideri all’interno di un gruppo. Stare in relazione con qualcuno significa perdere qualcosa di se stesso, riconoscendol’esigenze dell’altro. È più faticoso rispetto ad essere egocentrico. Ma fuori nel mondo abbiamo la necessità di socializzare.

Basiamo le nostre attività sulla manipolazione di materiali – ha concluso – Abbiamo messo a disposizione per colorare, pitturare e modellare, la creta, la pasta matta, i colori naturali, i giornali e la carta pesta, aspettando anche che emergano nella discussione con l’educatore delle voglie, dei percorsi di realizzazione che assecondiamo. Inoltre abbiamo organizzato giochi motori e percorsi musicali nei laboratori di Prima Materia: i più piccoli negli spazi di esplorazione base; i più grandi nella sala rock. Infine abbiamo deciso di lasciare due momenti di gioco libero durante la giornata. Crediamo sia necessario e le famiglie sono contente di questo: i bambini non devono sempre fare ma possono anche non fare niente e soltanto essere».

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