Gli scavi

Barberino Tavarnelle, ritrovamenti alla Pieve di San Pietro in Bossolo: si pensa all’epoca medievale – LE IMMAGINI

Barberino Tavarnelle, ritrovamenti alla Pieve di San Pietro in Bossolo: si pensa all’epoca medievale – LE IMMAGINI
Chianti fiorentino, 13 Luglio 2020 ore 16:31

Sono partiti da circa due settimane gli scavi archeologici presso la Pieve di San Bossolo di Barberino Tavarnelle e già sono arrivati i primi ritrovamenti. L’idea degli scavi è nata dallo studio di alcuni documenti che parlavano di due castelli, San Pietro e San Giovanni, presenti nell’area adiacente alla pieve. Offriamo qui un breve estratto dell’intervista e del servizio che scoprirete dal prossimo venerdì 17 luglio in edicola su Chiatisette e Valdelsasette.

“Da quello che sta venendo fuori ora – hanno spiegato Chiara Molducci e Chiara Marcotulli– sembrerebbero ritrovamenti risalenti al Medioevo. Però la ceramica necessita di uno studio più accurato che metteremo in pratica nelle prossime settimane. Queste strutture hanno un aspetto un po’ strano nel senso che così, fatte da ciottoli, fanno pensare all’epoca Medioevale, però l’aspetto irregolare potrebbe essere una fondazione del muro e quindi risalire anche ad altri tempi. Le fonti non ci hanno detto tanto, spesso si ricavano delle date ma non sempre sono quelle di creazione delle strutture. Però queste fonti, seppur sintetiche, sono proprio il motivo per cui siamo qui”.


“L’obiettivo di questa ricerca nasce prima del periodo Covid e corrisponde all’ambizione di riscoprire e valorizzare il nostro territorio – hanno detto il sindaco David Baroncelli e l’assessore Giacomo Trentanovi – Trovare conferma delle testimonianze scritte che avevano lasciato flebili tracce. Una storia profonda in cui le tracce stanno trovando risposta e che ci permette di assumere nuove conoscenze per l’interpretazione della storia. La pieve rappresenta ad oggi uno dei luoghi più antiche in cui la tradizione mette le origini. Soprattutto nella storia della cristianizzazione. Grazie alle prime raccolte in superficie del gruppo archeologico ACHU si erano identificati elementi che offrivano una possibile idea di sito. Siamo qui per scoprire le nostre origini che per il momento sono la cosa più importanti”.

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