Bando regionale Sistemi museali: il MuDEV primo classificato

Si tratta di un progetto di rete culturale degli 11 Comuni della Unione dei Comuni Circondario dell'Empolese Valdelsa.

Bando regionale Sistemi museali: il MuDEV primo classificato
Val d'Elsa, 18 Novembre 2020 ore 14:07

Una grande soddisfazione per il MuDEV Museo diffuso Empolese Valdelsa, nato nel 2017 e che continua ad ottenere riconoscimenti da parte degli addetti ai lavori e finanziamenti nei bandi di Enti pubblici e Fondazioni. E’ notizia di queste ore che a seguito dell’ottimo risultato ottenuto nel bando Sistemi Museali 2020 della Regione Toscana, il MuDEV otterrà un contributo che coprirà i costi sostenuti per la realizzazione di Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari) – II edizione.

Il progetto del MuDEV si è classificato al primo posto su 21 domande, di cui 17 finanziate. Un successo che bissa quello del 2018 quando ottenne il terzo posto, su un totale di 46 partecipanti, al bando “Musei in azione” della Regione Toscana.

Il Festival itinerante, che ha coinvolto quest’anno i comuni di Certaldo&Gambassi Terme e cinque musei del MuDEV e nel 2018 si svolse nei comuni di Capraia e Limite, Montelupo Fiorentino e Montespertoli, è stato ideato e diretto da Andrea Zanetti e Cinzia Compalati, e coordinato amministrativamente dal Comune di Montelupo Fiorentino (che nel corso del 2020 ha passato il testimone di capofila al Comune di Empoli). Il progetto ha ottenuto punteggi alti per l’innovazione, l’organicità, la capacità di creare connessioni, il rapporto con il territorio e la sua comunità.

Soddisfazione viene espressa dal Sindaco di Certaldo con delega alla cultura, Giacomo Cucini, che segue il MuDEV fino dalla nascita: “La capacità di fare rete con azioni congiunte e di sistema dei nostri musei, fortemente voluta dai sindaci e in linea con le politiche della Regione Toscana, continua a dare frutti: il MuDEV ed suo il Festival “Ci sono sempre parole” ne sono l’esempio. Anche in un periodo dominato dall’incertezza e stravolto dai necessari provvedimenti di distanziamento fisico e di cambiamento delle abitudini consolidate, il nostro territorio ha saputo reagire.
Ci sono sempre parole. [non] Festival delle narrazioni popolari (e impopolari) si è rivelato essere non soltanto una manifestazione culturale ma l’occasione per riscoprire le nostre qualità: la capacità di adattarsi agli eventi e di rialzarsi facendo leva sulle proprie caratteristiche storiche, identitarie e di comunità.
Un territorio che rafforza la sua capacità di stare assieme per aprirsi agli altri, per raccontarsi con la semplicità delle parole e con la forza dei suoi cittadini.
Il Festival anche quest’anno si pone come riferimento artistico e culturale ma continua ad essere anche uno straordinario ‘laboratorio di cittadinanza’ ”.

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