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CRONACA

Vivere a piedi da via Ciurini di Castelfiorentino alla Capitale

«Ndo si va, cronache di un viaggio verso Roma» è l’iniziativa che vedrà i dodici ragazzi ospiti della casa famiglia e i sei operatori della comunità percorrere a piedi le tappe della Via Francigena alla volta di Roma.

Vivere a piedi da via Ciurini di Castelfiorentino alla Capitale
Cronaca Siena, 16 Aprile 2021 ore 18:38

«Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai». Parlava così Ryszard Kapuscinski, giornalista e viaggiatore, e le sue parole si applicano alla perfezione all’esperienza che la casa famiglia San Martino di via Ciurini gestita dalla Cooperativa Piccolo Principe si appresta a vivere. «Ndo si va, cronache di un viaggio verso Roma» è l’iniziativa che vedrà i dodici ragazzi ospiti della struttura e i sei operatori della comunità percorrere a piedi le tappe della Via Francigena alla volta di Roma, la prossima estate.

Il progetto

Con la richiesta del patrocinio al Comune di Castelfiorentino il viaggio ha ufficialmente preso inizio e, anche se la partenza non è prevista prima dell’inizio di agosto, l’entusiasmo dei ragazzi è già alle stelle, come ha raccontato Elena Bartalucci, educatrice responsabile della comunità sin dalla sua fondazione, nel 2004. «C’è stata una vera e propria ovazione quando abbiamo lanciato la proposta – ha raccontato Elena – non ci aspettavamo una simile voglia di partecipazione, d’altronde è anche vero che i nostri ragazzi, come tutti, sono chiusi in casa ormai da un anno».

Adesso inizia la complessa fase di organizzazione degli aspetti pratici dell’avventura, a partire dalla ricerca di ospitalità lungo le varie tappe del cammino alla campagna di crowdfunding per trovare le risorse utili a delineare l’esperienza nella maniera più agevole per tutti i partecipanti. «Siamo aperti all’adesione di eventuali finanziatori che vorranno sostenere l’iniziativa e ci rivolgeremo anche alla possibilità di raccogliere fondi online attraverso portali dedicati – ha spiegato Elena – purtroppo a causa delle restrizioni anti-Covid e all’impossibilità di organizzare eventi è più difficile coinvolgere i ragazzi in operazioni di autofinanziamento. Loro sono bravissimi a organizzare pranzi e sarebbe stata una bella occasione anche per fare rete».

Saranno necessari un mezzo per seguire e dare appoggio al gruppo nelle tappe più impegnative, il cui componente più giovane ha appena nove anni, e forse potrebbe arrivare la compagnia di un asinello: sono tante le idee per un’esperienza che si va costruendo di giorno in giorno e che intanto è riuscita a risollevare gli animi all’interno della casa, come tutti provati dai lunghi mesi di chiusura e preoccupazioni. «La nostra idea è quella di coinvolgere anche altre realtà per far entrare San Martino sempre più nella rete sociale del territorio – ha sottolineato l’educatrice – vorremmo anche realizzare un video dell’esperienza e, per questo, siamo alla ricerca di figure di riferimento che ci accompagnino lungo il cammino.  Attraverso lo sguardo di uno o più videomaker che possano effettuare le riprese, infatti, vorremmo costruire un racconto visivo di questa esperienza e tentare di far capire, al tempo stesso, la vita all’interno della comunità, per tutto quello che rappresenta al di là di questo viaggio».

Elena Bartalucci, San Martino, l’ha sempre pensata così: una casa aperta, dove si costruiscono relazioni importanti e dove i cittadini possono trascorrere del tempo con bambini e ragazzi portando affetto, competenze, attenzioni, per superare l’immagine «difficile» con cui si rischia di etichettare in maniera troppo superficiale una struttura che accoglie, sì, minori sottoposti a procedure di allontanamento da parte dell’Autorità giudiziaria o dei Servizi sociali, ma che rappresenta al tempo stesso una realtà di grande complessità e di generose amicizie. «Il gruppo è formato da ragazzi che vanno dai nove ai diciotto anni ed è ormai consolidato dopo tre anni di vita in struttura – ha sottolineato Elena – per questo, al di là di tutte le difficoltà che l’organizzazione di un simile progetto può comportare, abbiamo ritenuto che fosse il momento giusto per lanciare l’iniziativa e dare ai ragazzi un segnale positivo. Avere in mente un obiettivo da raggiungere è un modo per rimettersi in moto e anche se l’iniziativa è ancora tutta da costruire, i salti di gioia con cui l’idea è stata accolta hanno dimostrato quanto sia forte la coesione all’interno della casa. Abbiamo scelto agosto perché speriamo nei vaccini, nelle riaperture e perché, essendo il periodo di maggior affluenza lungo il tragitto, speriamo di offrire ai ragazzi le maggiori possibilità di incontrare persone, incrociare storie e stabilire nuove relazioni stimolanti».