Vanno a caccia di cinghiali e fanno scappare le mucche

L'articolo è stato pubblicato su CHIANTISETTE e VAL D'ELSASETTE il 29 marzo.

Vanno a caccia di cinghiali e fanno scappare le mucche
Val d'Elsa, 07 Aprile 2019 ore 18:22

Per andare a caccia di cinghiali hanno fatto scappare sei mucche e ora il proprietario dell’azienda agricola ha presentato il conto a due cacciatori, uno di Gambassi Terme e l’altro di Certaldo. In Tribunale.

E’ iniziato lunedì, davanti al giudice di pace di Firenze, il processo a carico dei due cacciatori per una vicenda che risale al 18 ottobre 2014. Il primo a essere ascoltato è stato uno dei due agenti della Polizia provinciale, ex Forestale, chiamati dai proprietari di una azienda agricola nei dintorni di Volterra.

L’uomo ha raccontato al giudice di pace che, una volta arrivato sul posto, ha effettivamente trovato alcuni cacciatori all’interno della zona recintata dell’azienda agricola, 80 ettari di terreno.

Però non stavano cacciando in quel momento:

“Non so se perché la battuta fosse finita – ha spiegato l’agente – o perché sentendo il nostro arrivo si siano fermati”.

La Polizia provinciale ha trovato però dei segni evidenti di strascicamento all’interno della recinzione e tracce di sangue, il che fa pensare che i cacciatori abbiano effettivamente ucciso due cinghiali.

Subito dopo è stata ascoltata la titolare della azienda agricola, visibilmente alterata e in un evidente stato di agitazione al solo ricordo di quello che è successo.

“Non solo quella volta, ma continuamente, troviamo cacciatori all’interno del nostro terreno e spesso le reti della recinzione tagliate», ha detto la donna. Per poi proseguire: «Ho visto dei cacciatori dentro il nostro terreno che stavano scuoiando due cinghiali”.

Frase che è stata contestata durante l’udienza dagli avvocati difensori dei due cacciatori e che lei poi ha meglio specificato:

“Io in quel momento non ero in azienda, è vero – ha precisato – E’ stato mio marito a vedere i cacciatori all’interno del terreno e mi ha chiamato: mi ha spiegato cosa stava vedendo e io gli ho detto che bisognava subito chiamare la Polizia provinciale, cosa che alla fine ho fatto io. Noi siamo in affitto in quel terreno di 80 ettari, che divisi da una strada di passaggio ma dall’azienda si vede bene tutta la proprietà. Ci sono due recinzioni, la prima con pali in castagno e filo spinato e la seconda più interna con filo elettrico che fa un leggero solletico agli animali nel caso si avvicinassero troppo per non farli scappare. Ogni giorno andiamo a controllare che quelle recinzioni non siano state danneggiate dai cinghiali. Quel giorno, come in realtà accade spesso, la recinzione l’abbiamo trovata tagliata in più punti e si vedeva che era stata la mano dell’uomo. E non era la prima volta che sorprendevano dei cacciatori, addirittura ci è capitato di trovare uno stimato rappresentante delle forze dell’ordine…”.

La donna poi ha spiegato che all’epoca, nel 2014, all’interno ci saranno stati circa trenta capi di bestiame tra mucche, tori e vitelli.

“Quel giorno abbiamo avuto parecchi danni – ha continuato – perché per colpa dello spavento dei cacciatori, dei cani e degli spari, sei mucche sono scappate e non siamo più riusciti a ritrovarle, probabilmente sparite nei boschi circostanti. Due altre mucche erano gravide e a causa dello spavento hanno abortito”.

A novembre toccherà ai due cacciatori raccontare la loro versione.

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