Cronaca
Poggibonsi

Vallone e stazione nel mirino, ancora vandali in azione

La psicologa Leoncini: «C’è un senso di onnipotenza e anche bisogno di diversità».

Vallone e stazione nel mirino, ancora vandali in azione
Cronaca Val d'Elsa, 24 Ottobre 2021 ore 14:01

Maledetta noia, cantava Franco Califano ed è proprio quella maledetta noia che spinge un gruppo ben organizzato, composto da «cellule», ovvero piccoli sottogruppi, ad assaltare i beni, pubblici e non, della città. Il fine e l’obiettivo sembrerebbe non esistere, è la noia a farli agire. Si tratta di azioni vandaliche che si vengono a verificare in ordine sparso sul territorio, ma in particolar modo in due aree. La prima è quella della stazione, mentre la seconda è quella riferita al Vallone. Il nostro settimanale è sempre stato molto attento a casi di questo tipo, adesso, però, arriva la conferma che la problematica è sistematica. A confermarlo sono i carabinieri della stazione cittadina, che attraverso le telecamere di videosorveglianza hanno riscontrato che il gruppo di vandali è pressoché sempre il solito. Si tratta di giovani per la maggior parte minorenni sulle cui tracce sono gli uomini dell’arma guidati dal capitano Emanuele Fazzi. È, quindi, una vera e propria banda organizzata di vandali che si muove in città.

Al Vallone
È l’area più colpita dall’Archeodromo scendendo fino ai giardini del Vallone.
Attestato anche da Emanuela Savelli, titolare del bar La Dolce Vita, «c’è una situazione di non controllo notturno da parte delle istituzioni anche per la conformità del luogo. È un’area buia, mal illuminata. Le orde di ragazzi la notte si aggirano, bivaccano e bevono portandoselo da casa. Ripeto, è un luogo buio, ci sono solo piccoli sentieri illuminati. Nelle zone dove ci sono le telecamere sono diminuiti gli atti vandalici. La notte quando passa la pattuglia scappano. Queste situazioni vengono a verificarsi soprattutto il sabato. Capita anche ai giostrai, ovvero entrano anche nella giostra e fanno i loro comodi».
«La mattina troviamo anche delle bottiglie di vodka, di gin, vino e spumante, comunque alcolici – ha continuato Savelli – Le famiglie non controllano nulla, sono lasciati a se stessi. Sono tutti “ragazzetti”, non sono maggiorenni. Di giorno è un luogo popolato e si sta bene, ma la notte tardi no. A volte sono arrivata la mattina alle cinque ed ho ritrovato anche dei ragazzi che hanno dormito lì la notte. Non è un luogo malfamato lo vorrei sottolineare e dire apertamente, ma ci sono delle problematiche di notte, quando non è frequentato».

Alla Stazione
All’interno della stazione ultimamente è stato, quasi, disputato anche un torneo di calcetto abusivo. Partite di calcio e palloni che volano alti colpendo e rompendo le vetrate dell’ingresso della stazione. Ne sanno qualcosa i pendolari che ogni mattina frequentano la stazione e trovano i rimasugli delle serate balorde. Anche in questo caso il giorno peggiore è proprio il sabato.

La visione della psicologa
La psicologa Paola Leoncini lavora in città nel campo della relazione con gli adolescenti e preadolescenti. Ha voluto spiegare quali potrebbero essere le motivazioni di tali azioni. «C’è una mancanza di valore e di perseguire degli obiettivi nei soggetti – ha affermato Leoncini – C’è un senso di onnipotenza ed anche il bisogno di diversità, quindi di distinguersi. Questi soggetti probabilmente hanno sempre tutto e subito, per questo hanno bisogno di variare le loro attività, hanno la necessità di cambiare. Per loro è importante sentirsi grandi, fare qualcosa di grande. C’è anche l’aspetto che viene definito come l’illusione della connessione, ovvero il farlo in gruppo. Far parte di un gruppo facendo un qualcosa che unisce il gruppo, in una logica malsana».